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La recente beatificazione di Padre
Pio, il frate santo dei nostri tempi, l'ultimo degli stigmatizzati,
ripropone il tema delle stimmate, non solo nella chiesa dei credenti,
ma in quell'iconografia del tempo e della storia, nell'arte
dei grandi artisti che hanno desiderato rievocare figure e momenti
di fede.
Tutto ha origine con l'era
cristiana, da quando Cristo, dopo tre giorni dalla morte, risorse dalla
sepoltura, da quel sepolcro presidiato dalle guardie romane e giudaiche.
Cristo appare a due discepoli che erano in cammino per un villaggio distante
sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus. Uno di loro di nome Cleopa, gli
disse: “Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è
accaduto in questi giorni?” E Cristo: “Schiocchi e tardi di cuore nel credere
alla parola dei profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste
sofferenze per entrare nella sua gloria?”.
Maria di Magdala che è poi la
Maddalena è la prima donna che incontra Gesù risorto. E Tommaso, uno dei
dodici, chiamato Didimo che significa gemello non era con gli Apostoli quando
il Cristo apparve loro, e fu incredulo ai loro racconti. Otto giorni dopo i
discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Gesù venne e
si fermò da loro e rivolto a Tommaso disse: “Metti qua il dito e guarda le
mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato e non essere più
incredulo ma credente”.
E ancora una
apparizione è quella avvenuta a Paolo di Tarso, folgorato da una luce
splendente che gli tocca il cuore e lo invita a convertirsi, sulla via
di Damasco, immortalato nella storia dell'arte da quella celebre tela
chiamata “Conversione di San Paolo” (Fig. 3) una delle più belle tele del
Caravaggio (soprannome del pittore italiano Michelangelo Merisi, 1573-1610).
Stimmate o stigmate, termine
che deriva dal greco stigmé, significa segno. E d'altronde San Paolo può
essere considerato il primo stigmatizzato della storia, se in una sua
“Lettera ai Galati” (6,17) si legge: “nessuno mi infastidisca: io porto nel
mio corpo i contrassegni di Cristo”. Segni a imitazione di Cristo, per cui lo
stigmatizzato riceve le cinque piaghe, che conserva impresse o
permanentemente o solo in alcuni periodi dell'anno o della vita.
Pare siano stati trecento gli
stigmatizzati della storia, alcuni poco conosciuti, altri divenuti famosi e
santi. Alcuni religiosi, altri laici, ma tutti ormai hanno il segno e i segni
di Cristo, le piaghe sulle mani e sui piedi e al costato, atte a esser segno
della scelta operata fra mille. A monte di quanto stiamo dicendo c'è la
Crocefissione di Cristo, figlio di Dio, che rimane il compimento più alto e
chiarificatore di tutta la missione della Chiesa, il compimento di
quell'incarnazione nella sofferenza. Per tutti questi santi l'aver ricevuto
le piaghe di Cristo ha significato rendere visibile la presenza sua in terra.
Intanto c'è da significare che prima di San Francesco, che rimane il primo
stigmatizzato vero, nel 1224, nessuno aveva avvertito sul suo corpo il segno
visibile del Dio, piaghe e sangue erano dovute a profonde
mortificazioni procurate, da penitenze inferte al proprio corpo con cilici e
altro. Le stimmate sono un fondamento tipicamente cristiano e
soprattutto cattolico visto che nessun'altra religione, neppure l'ortodossia
le riconosce e le assume a credo. L'arte ha preso in consegna nei secoli e
nel tempo la Crocefissione. Si pensi al “Cristo Morto” del Mantegna (fig. 1)
nella Pinacoteca di Brera a Milano, ove il dolore e l'umanità, la
sofferenza del corpo piagato del Cristo si confortano in una sorta di
misticismo alto. Ed è proprio quel misticismo a fare dei “piagati di Dio”, i
soli che vedono comparire sul proprio corpo le piaghe di Cristo, come fatto
ormai spiegabile non più dalla scienza ma solo dalla soprannaturalità.
Quanti quadri abbiamo nell'arte a
dare significanza al "Poverello d'Assisi", che trovandosi
sull'eremo della Verna, genuflesso, ebbe la visione di un serafino con
sei ali infuocate, nel cui centro si trovava l'immagine del Crocifisso?
C'è da dire moltissime. Basterebbe vedere il “San Francesco riceve le
stimmate” (Fig. 2) del Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino (Cento,
Ferrara 1591- Bologna 1666) o il “San Francesco riceve le stimmate” di
Gentile da Fabriano. Francesco d'Assisi si vide impresse sul corpo le piaghe
di Cristo, quando la visione scomparve. Se Francesco d'Assisi è stato il
primo, Padre Pio da Pietralcina, come il suo fondatore, ricevette i
segni della Passione nelle mani, nei piedi e tra le costole; il 5 agosto del
1918 riceve la transverberazione del cuore, il 20 settembre le
stimmate.
Padre Pio fu sottoposto a
visite mediche da parte dei più grandi luminari della medicina, nessuno per
la verità ne venne a capo o riuscì a spiegare la cosa. Sanguinarono per tutta
la vita, e curate non si chiudevano, né avveniva la necrosi, e ogni teoria in
proposito fu sconvolta dal profumo che quelle piaghe emanavano. Ora, San
Francesco le ha avute solo nell'ultimo anno di vita, mentre Padre Pio le ha
avute per ben cinquant'anni, per poi richiudersi e rimarginarsi solo negli
ultimi due o tre giorni di vita prima di morire il 23 settembre del 1968.
Immortalato il nostro ultimo santo già da molti artisti contemporanei,
Salvatore Fiume è uno di questi, ma è talmente vicino al nostro tempo, che
molti, se non moltissimi lo hanno avvicinato, guardato da vicino i segni
miracolati. Don Gabriele Amorth che è uno degli esorcisti più illustri della
Chiesa cattolica, e gran conoscitore di questi misteri, autore di libri sulle
stimmate del santo pugliese che gli fu padre spirituale per venticinque anni,
ha sempre sostenuto in punti documentati d'essere stato testimone oculare e
che si trattava di santo e di mistero soprannaturale.
IL Professor Pierluigi Baima
Bollone che è direttore dell'Istituto di Medicina legale presso l'ospedale
Gradenigo di Torino e direttore del Centro Internazionale di Sindonologia ha
preso in esame tutte le sfaccettature neurovegetative, compresa la “porpora”,
le “dermatiti”, e anch'egli ha concluso, come già fece più volte per il
lenzuolo che avvolse il Cristo e quei segni, che Padre Pio e il suo caso
sfuggiva completamente alla scienza medica.
Per Francesco d'Assisi
spuntò addirittura un nuovo Tommaso, questa volta da Celano che nel suo
“Trattato dei Miracoli” scriveva: “le abbiamo toccate con la stessa mano con
cui scriviamo, con gli stessi occhi pieni di lacrime”.
Santa Teresa d'Avila
ricevette non le piaghe alle mani e ai piedi, ma il cosiddetto “assalto del
Cherubino” (come San Francesco) detto pure “transverberazione” ossia la
visita di un angelo che le trafisse il cuore. Così appare nel bel dipinto di
Peter Van Lindt dal titolo “Transito di Santa Teresa d'Avila”.
Santa di stimmate fu pure
Santa Francesca Romana, gran dama, che sacrificò la sua vocazione per il matrimonio
e che riuscì a condurre vita ascetica.
Santa Rita da Cascia, ad
esempio, ricevette una variante delle stimmate, in quanto rapita dall'estasi,
una spina si staccò dalla corona del Cristo e le si conficcò sulla fronte, la
cui ferita mai si rimarginò.
Santa Caterina da Siena
ricevette le stimmate nel 1630 e un Papa domenicano concederà all'Ordine cui
la santa apparteneva una festa in onore delle stimmate ricevute. Ella imitò
Cristo in vita e in morte tanto da morire all'età di 33 anni. Una bellissima
“Pala delle stimmate di Santa Caterina” (Fig. 4) del Domenico Beccafumi, la
coglie nell'atto del miracolo che fu poi oggetto di una lunga controversia
della Chiesa e soprattutto gli Ordini dei Francescani e dei Domenicani.

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