Infermieri: 

nuovo codice deontologico

E' stato presentato a Roma il nuovo codice deontologico degli infermieri italiani, dopo l'abolizione del mansionariato, in base alla legge 42/99. 
Le nuove norme fanno dell'infermiere un professionista dell'assistenza (non più un semplice esecutore), in grado di svolgere, in piena autonomia, tutte le attività necessarie per la cura del paziente. “Il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo e dei principi etici - recita il secondo articolo del nuovo codice - è condizione essenziale per l'assunzione delle responsabilità infermieristiche.”
Si tratta di un mutamento della preesistente situazione per la quale l'attività decisa dai medici è consentita all'interno della struttura sanitaria. 
L'infermiere insomma  non poteva prendere iniziative, ma operava come semplice esecutore.
Nel valorizzare la figura dell'infermiere, il nuovo codice deontologico ne riafferma la responsabilità anche su argomenti delicati come l'assistenza ai malati terminali, l'eutanasia, le donazioni d'organo e i trapianti. 
La legge emanata a febbraio - ha sottolineato Emma Carli, presidente della Federazione Nazionale dei Collegi IPASVI - si avvale di tre elementi per definire il campo dell'infermiere professionista: il profilo professionale, la formazione ricevuta e il codice deontologico: “In questo caso l'autoregolamentazione ha un preciso riconoscimento legislativo che ne rafforza i contenuti. Vi è poi un altro aspetto che è opportuno evidenziare: i decreti delegati proposti dal Ministro della sanità prevedono la creazione della dirigenza infermieristica a cui accedere attraverso il conseguimento di una laurea in scienze farmaceutiche.”