Cos'è
la chirurgia cardiaca minimamente invasiva?
Gruppi diversi di pazienti
hanno preoccupazioni e interrogativi diversi riguardo alla chirurgia minimamente
invasiva.
Mi sveglierò dopo
l'operazione?
Quanto dovrò
soffrire? Quando sarò in grado di ritornare al lavoro e alle mie
attività fisiche e sportive? Quanto tempo occorrerà al mio
taglio per poter guarire, e come sarà la cicatrice?
La maggior parte di queste
preoccupazioni e di questi interrogativi riguardano il comfort, i risultati
estetici e la riabilitazione, tutte realtà colpite dal grado di
invasività.
I fattori oggettivi,
che influiscono sul grado di invasività della chirurgia cardiaca
sono l'approccio chirurgico e il bypass cardiopolmonare.
L'approccio chirurgico include
e determina:
- la lunghezza dell'incisione
e la conseguente quantità di tessuto interessato dalla cicatrice
- il grado di aggressione
del tessuto muscolare connettivo e osseo, che dipende dall'importanza della
contusione e della coagulazione
- la deformazione della
cavità toracica
- la perdita di sangue
- il dolore e il fastidio
- i problemi di ventilazione
- la quantità di
anestetici o analgesici richiesti
- il sopraggiungere di complicazioni
devastanti, come sternite e mediastinite.
Riguardo al bypass cardiopolmonare
si possono fare varie scelte: operare sul cuore che batte senza circolazione
extracorporea,
1) installare un bypass
cardiopolmonare convenzionale e operare su un cuore in fibrillazione o
fermo e
2) usare il nuovo Sistema
EndoCPM (tm) (Heartport(r), Redwood City, California) per lo scavalcamento
endocardiopolmonare, arrestando il cuore con una pinza endoaortica.
Tuttavia, il bypass cardiopolmonare
presenta vari problemi oggettivi inclusa l'emolisi, fenomeno rimbalzo eparina,
attivazione del complemento, deterioramento del sistema immunitario. Ci
sono anche fattori soggettivi che agiscono sul grado di invasività
della chirurgia cardiaca, come inappetenza, insonnia, depressione, deficit
visivi, di memoria o intellettuale, e impotenza.
La chirurgia cardiaca
minimamente invasiva è molto di moda.
È assolutamente necessario
poter in qualche modo confrontare modi diversi di diminuire l'aggressione
della chirurgia cardiaca e classificare questo nuovo tipo di chirurgia.
In tal senso si possono
stabilire 4 categorie:
A. Chirurgia dell'arteria
coronaria diretta sul cuore che batte;
B. Impostazioni limitate
o modificate, con ECC per una gamma più ampia di correzioni chirurgiche;
C.Chirurgia con bypass dell'arteria
coronaria diretta: attraverso un approccio minimo viene anastomizzato al
LAD sul cuore che batte un bypass arterioso ricavato mediante toracoscopio
(oppure “MIDCAB”);
D.La vera chirurgia cardiaca
Port-Access(tm) con ECC per qualunque tipo di patologia cardiaca.
Questi metodi presentano
gradi diversi di invasività, possono introdurre ulteriori rischi
o rendere più o meno difficoltosa la conversione verso la chirurgia
convenzionale e possono avere diverse curve di apprendimento.
La possibilità di
ulteriori rischi e la lunghezza della curva di apprendimento sono influenzate
dai cambiamenti nella strumentazione - inclusi stabilizzatori, divaricatori
speciali, portali per i trocar e strumenti endoscopici più piccoli
- dal cambiamento della visualizzazione nella videoassistenza parziale
o completa e dai nuovi metodi di installazione della circolazione extracorporea.
Classificazione:
A. Chirurgia con bypass
dell'arteria coronaria diretta sul cuore che batte, senza circolazione
extracorporea: (“Off-Pump CABG” o “OPCAB”)
L'intervento chirurgico
con bypass dell'arteria coronaria via sternotomia senza circolazione extracorporea
è per lo più convenzionale e può essere considerato
meno invasivo solo perché evita le complicazioni della circolazione
extracorporea.
Proprio perchè non
è utilizzato il bypass cardiopolmonare, per immobilizzare il sito
anastomotico distale sono necessari gli stabilizzatori, anche qualora siano
usati i forcipi convenzionali ed i porta-aghi per l'esecuzione delle anastomosi
e anche la visualizzazione sia convenzionale.
Perciò la curva di
apprendimento è piuttosto breve. C'è il rischio di rivascolarizzazione
parziale, ma la conversione alla chirurgia convenzionale non è difficoltosa.
Questo tipo di chirurgia
è specificatamente indicato nei casi di affezione di vasi singoli,
malignità precedente o corrente, emodialisi, insufficienza polmonare
grave, età avanzata, frazione scarsa dell'eiezione, radice e arco
aortico calcificato, situazioni da ripetere, caso recente di emorragia
cerebrale, pazienti che siano Testimoni di Geova.
Diverse aziende hanno promosso
una tecnologia particolare al fine di “stabilizzare” l'area anastomotica,
come lo stabilizzatore “CTSTM” o Octopus(tm).
In molti centri, chirurghi
e anestesiologi hanno elaborato tecniche per lavorare sul cuore che batte
evitando di compromettere lo stato emodinamico del paziente.
Resta da vedere se
si possa o meno realizzare la rivascolarizzazione completa con gli stessi
innesti arteriosi e eguagliare i buoni risultati raggiunti con il
bypass cardiopolmonare.
Non esistono ancora relazioni chiare riguardo all'esistenza di benefici
significativi per i pazienti che siano sottoposti a OPCAB. (Fig.
1).
B. Impostazioni limitate
o modificate usando tecniche e strumenti convenzionali
Sono state descritte
molte impostazioni alternative che diminuiscono i danni alla cavità
toracica: la sternotomia parziale T o L attraverso il terzo o quarto spazio
intercostale, la sternotomia T rovesciata, la sternotomia traversa, la
parasternotomia con escissione di due o più cartilagini costali
e vari tipi di mini-toracotomie anterolaterali.
Le tecniche chirurgiche
sono discretamente convenzionali, così la curva di apprendimento
è breve, ma la conversione alla chirurgia convenzionale è
più difficile.
La circolazione extracorporea
può essere o convenzionale o con il sistema EndoCPB(tm). La visualizzazione
è convenzionale, ma sono necessari divaricatori speciali. C'è
una serie di impostazioni limitate o modificate, inclusa la sternotomia
a linea centrale, l'emisternotomia, la sternotomia T rovesciata e la sternotomia
J verso la sinistra o verso la destra attraverso il 3o o 4o spazio
intercostale o su un asse parasterno.
Indicazioni specifiche
di queste procedure includono le situazioni da ripetere, precedenti sternite
e mediastinite, insufficienza polmonare grave o disturbo dei muscoli ventilatori.
Questi approcci riducono
l'aggressione alla cavità toracica e il dolore, e la cavità
toracica è più stabile dopo l'emisternotomia o la sternotomia
J, cosa che andrà sicuramente a beneficio dei pazienti.
Il comfort e l'estetica
possono essere migliorati e qualche paziente potrà anche avere un
periodo di riabilitazione più breve. Tuttavia, si tratta davvero
di chirurgia cardiaca minimamente invasiva o semplicemente di chirurgia
cardiaca minimamente invasiva “alla moda”?
C. Bypass arterioso
coronarico diretto minimamente invasivo : MIDCAB
Introduzione
Il bypass arterioso coronarico
diretto minimamente invasivo (MIDCAB) è un'anastomosi di un peduncolo
corto o lungo di un innesto arterioso, solitamente l'arteria mammaria interna
(IMA) all'arteria discendente anteriore sinistra (LAD) (95%) o all'arteria
coronarica destra sul cuore che batte attraverso una piccola toracotomia
parasterna o anteriore sinistra.
La validità del bypass
da un'IMA alla LAD, anche dopo un periodo di 18-20 anni, è ben documentata
nella letteratura e, nello scenario di “off-pump” e minitoracotomia, per
quanto concerne i costi estremamente efficace. Di conseguenza rappresenta
una valida alternativa per i procedimenti endovascolari.
Nelle malattie che coinvolgono
2 o 3 vasi, può entrare a far parte di un protocollo di terapia
ibrida ben architettato.
È sicuramente
minimamente invasiva e l'anestesia epidurale può confortare ulteriormente
il paziente.
Tuttavia, la curva di apprendimento
è difficile e la conversione alla chirurgia convenzionale può
essere scomoda.
Sono necessari dei divaricatori
speciali e degli stabilizzatori, per quanto la visualizzazione possa essere
convenzionale o videoassistita.
Tecnica
Il paziente è posizionato
in decubito dorsale. Nella piega sinistra del seno si pratica un'incisione
della pelle di circa 7 cm, si divide lo strato di tessuto sottocutaneo
e si raggiunge la 5a costola.
Un divaricatore mammario
Bookwalter (tm) viene fissato quindi al limite del tavolo operatorio.
Presenta articolazioni multiple,
può sollevare e stabilizzare dolcemente la costola più alta
attraverso due bracci uncinati e fissare una solida apertura. Sulla linea
ascellare anteriore, viene inserita una portale toracica che permette alla
telecamera di fare una ripresa della cavità toracica sinistra.
Noi utilizziamo una telecamera
OTVS5 standard diretta con un toracoscopio da 10mm 0o sterilizzabile in
autoclave.
Il polmone destro
viene quindi ventilato selettivamente mentre quello sinistro collassa.
È possibile osservare immediatamente il nervo frenico sinistro e
il cuore che batte sotto il pericardio.
La dissezione dell'arteria
mammaria interna sinistra viene iniziata a metà del suo corso con
una lunga punta di diatermia ben protetta.
Quindi si può continuare
con forcipi curvi e forbici normali fino alla cima della cavità
pleurica.
Tutti gli strumenti sono
introdotti attraverso l'apertura fissa del 5o spazio intercostale, mentre
gli occhi del chirurgo sono fissi sullo schermo. È possibile una
dissezione prudente e la preservazione dell'arteria mammaria sinistra.
Inoltre, talvolta questa è più semplice che dall'angolo della
sternotomia mediana. Le immagini dello schermo fanno sì che la LIMA
sia asportata dallo sterno fino al livello della vena succlavia sinistra.
Nella maggioranza
dei casi, l'apertura del 5o spazio intercostale non permette la visione
diretta del campo operativo e l'introduzione simultanea degli strumenti
necessari. Questa tecnica di “harvesting” videoassistito della
mammaria interna sinistra fa sì che tutti i rami laterali possano
essere tagliati via e assicura che l'innesto abbia una lunghezza adeguata
e che sia abbastanza lontano dallo sterno, caratteristica che può
rilevarsi molto importante in caso, per esempio, di intervento ripetuto.
Viene somministrata eparina,
quindi per controllare l'emorragia dopo la divisione distale un “Endo-Bulldog”
attaccato ad un filo ed applicato sulla LIMA.
Il pericardio viene inciso
esattamente di fronte al nervo frenico e subito appare la LAD morbosa.
Lo strato epicardiaco è rimosso dalla LAD.
Molteplici suture
polipropileniche di sostegno sono poste su entrambi i bordi dell'epicardio
adiposo, e il vaso viene circondato in un ampio arco con punti PTFE 4-0
non traumatici.
Il flusso di sangue pulsante
nella LIMA è controllato ancora una volta, e le suture di sostegno
epicardiaco vengono fissate per immobilizzare l'area in cui verrà
ospitato l'innesto LAD. Le anse “PFTE” portate sotto tensione possono arrestare
il flusso coronarico e la delicata anastomosi viene realizzata con polipropilene
8-0 nel modo usuale.
Nella maggior parte dei
casi l'ECG del paziente resta immutato.
La cavità toracica è controllata per un'omeostasi corretta
con un toroscopio a video 11-mm sterilizzabile in autoclave e i restanti
vasi sanguinanti vengono coagulati. (Fig. 2).
Risultati
Le finalità delle
nostre serie MIDCAB, iniziate 2 anni fa, erano 1) quelle di fornire un'estrapolazione
valida per stabilire i risultati a lungo termine dell'innesto IMA standard,
2) utilizzare un innesto IMA di lunghezza completa, 3) limitare le indicazioni
ai casi in cui fosse stata possibile la completa rivascolarizzazione del
miocardio capace di vivere, e 4) usare l'angiografia sistematica di controllo.
Per ottenere un innesto IMA di lunghezza completa, è stato praticato
sin dall'inizio della serie un 'take-down' videoassistito.
C'è un ottima transizione
che può essere inserita attraverso una toracotomia alquanto più
larga, nel quale il 'take-down' dell'IMA comincia nella porzione
più bassa con visione diretta, ma continua nella porzione
più alta con la visualizzazione videoassistita; quindi, dopo 5 o
10 casi di curva di apprendimento, il 'take-down' dell'intera lunghezza
dell'IMA può essere attuato con videoassistenza.
Le indicazioni specifiche
per la nostra serie (n = 53) includevano: disturbi muscolari in un paziente,
calcificazione dell'aorta e dell'arco ascendenti in un altro, malignità
precedente in quattro, diabete mellito non-insulinadipendente e insulinadipendente
in nove, malattia polmonare ostruttiva cronica in uno, ed un Testimone
di Geova.
Le controindicazioni
erano: obesità estrema, aderenze pleuriche e malattia diffusa dell'arteria
coronorica distale. L'anestesia è stata somministrata attraverso
un tubo lume-doppiato e la bradicardia è stata indotta con esmololo
0.1 -0.25 mg/K/min. Il cuore è stato precondizionato con lidoflazina
1 mg/K.
Non sono state usate né
aspirina né adenosina.
Durante le operazioni non
ci sono stati cambiamenti nell'elettrocardiogramma o disturbi di ritmo,
anche se sull'ecocardiografia transesofagea nella parete interiore si è
occasionalmente visto un movimento della parete regionale leggermente ostacolato.
Ci sono stati due casi di
emorragia ventricolare destra che sono stati curati facilmente con compressione.
La durata media del procedimento è stata di 2 ore e 50 minuti,
da un minimo di 1 ora e 30 minuti fino a un massimo di 5 ore.
Non c'è stata nessuna
conversione in sternotomia e non sono stati adoperati bypass cardiopolmonari.
Quarantotto dei primi
cinquanta pazienti (uno ha rifiutato e uno è morto) si sono sottoposti
ad angiografia sistematica, che ha mostrato che quarantasei delle IMA erano
aperte, per una percentuale di pazienti del 95,8%.
All'inizio dell'esperimento
due pazienti sono stati operati nuovamente dopo 8 e 2 giorni e presentavano
una piccola interposizione venosa su una parte esaminata dell'IMA. Dopo
queste due nuove operazioni, il tasso di pervietà era del 100%.
La morbosità includeva la seconda operazione in due pazienti, revisione
per emorragia in due, versamento pleurico in sei, emitorace in uno, piede
cadente in uno, aritmia sopraventricolare in cinque, infezione della ferita
in uno. La Fig. 3 mostra un paziente che respira spontaneamente un'ora
dopo il MIDCAB.
Dopo due o tre giorni, la
maggior parte dei pazienti è in grado di tornare a casa.
In futuro, il MIDCAB
potrà essere combinato con altre tecniche per creare una quinta
categoria di procedure conosciuta come terapia ibrida: chirurgia con cardiologia
interventistica.
Il MIDCAB può essere
effettuato usando l'IMA sinistra per la LAD; può essere usato congiuntamente
alla cardiologia interventistica, forse sulle arterie coronariche circonflessa
e destra, e in una strategia ibrida combinata con misure profilattiche
per i fattori rischio e per la destabilizzazione della placca.
D. La vera chirurgia
cardiaca Port-Access(tm)
“La chirurgia è solo
mettere allo scoperto” è un adagio che ho continuato a sentire durante
il mio tirocinio chirurgico. Perché?
Ebbene, strumenti a
due rebbi e visione diretta sono la risposta. Il chirurgo tradizionale
ha bisogno di un sacco di spazio! E che dire delle emorragie, delle reazioni
infiammatorie, delle costole incrinate e delle complicazioni distruttive
come la sternite e la mediastinite; per non parlare dei risultati estetici!
Immaginiamo di
(1) non aver più bisogno della visione diretta e di poterci
affidare in maggior o minor grado alla videoassistenza. Fig.3;
(2) iniziare a lavorare con strumenti diversi, “strumenti endoscopici”
che possono essere maneggiati attraverso portali per i trocar - Fig.
4 - e di
(3) praticare un ECC
percutaneo e di occludere l'aorta con un palloncino endoaortico. A proposito,
si tratta del sistema per eccellenza per attuare l'assistenza CPB nel “cath-lab”
in caso di collasso emodinamico, perché può essere installato
in pochi secondi.
Queste tre condizioni ci permetteranno di lavorare mediante una “portale
attiva di lavoro”, che si può vedere nella Figura
5.
Un altro adagio famoso,
“petite incision, petit chirurgien” [piccola incisione, piccolo chirurgo]
è tratto dall'uso delle pinze classiche a due rebbi, delle forbici,
e degli strumenti di suturazione e dalla visione diretta nel torace della
chirurgia convenzionale. Ma coi tempi che corrono, perché aprire
il torace di un paziente mentre c'è un'altra via possibile,
anche se sono richiesti nuovi strumenti e una visualizzazione migliorata
attraverso la videoassistenza?
Sta a voi decidere; la curva
di apprendimento è per il chirurgo. E per il paziente? Molte meno
emorragie, non più cavità toracica incrinata, nè cartilagini
nel bidone della spazzatura e niente complicazioni devastanti della ferita,
molto meno dolore e, come risultato, una riabilitazione a volte stupefacentamente
veloce.
Ottimizzare l'Endo-CPB
La chirurgia cardiaca Port-Access(tm)
fa sì che le operazioni chirurgiche siano svolte attraverso
portali minuscoli negli spazi intercostali.
Dal momento che i vasi grandi
non sono facilmente accessibili, sono necessari nuovi metodi per installare
il CPB e per arrestare il cuore in modo da far entrare la chirurgia
in un'ambientazione di “gold-standard”.
Il tallone di Achille della
chirurgia Port-Access è il modo abbastanza diverso di installare
il CPB. È necessario, se si vuole lavorare attraverso un “port”
minuscolo, e infine permette una chirurgia cardiaca a “torace chiuso”.
Un sistema CPB che non richiede una grande apertura e utilizza metodi
“endovascolari” può essere definita endo-CPB. Non tutti i pazienti
sono buoni candidati per l'endo-CPB. Quindi ci sono delle soglie preoperative
di cui tener conto.
Una buona pulsazione periferica
è un segno positivo per decidere nella maggior parte
dei casi per l'endo-CPB, ma, nel dubbio, un'angiografia doppia o IV possono
chiarire molto. Durante l'intervento chirurgico, si deve sapere esattamente
quando fare marcia indietro e/o convertire per escludere ulteriori rischi
e il TEE ci dirà ogni cosa sul lume giusto, il passaggio attraverso
il vaso giusto e la posizione esatta, per esempio, del palloncino
endoaortico.
Le cannule arteriose
di Heartport(r) offrono sia il flusso retrogrado sia quello antigrado;
le tecniche d'introduzione sono la tecnica Seldinger o la “Stab”. Per avere
la certezza sul giusto lume è fondamentale pungere l'arteria femorale,
cosa che può evitare la pinzatura di un vaso morboso. Il passaggio
delicato di un filo-guida e l'avanzamento nell'aorta ascendente darà
l'immagine confortante di una guida liberamente galleggiante sul TEE, che
costituisce l'unica misura di sicurezza assoluta.
È superfluo dire
che deve trattarsi di un filo-guida dalla punta morbida. Per trovare la
via attraverso la tortuosa arteria iliaca molto raramente è necessaria
la fluoroscopia.
È superfluo
dire che l'anestesista dev'essere un esperto in TEE, ma - preferibilmente
- il chirurgo dovrebbe avere lui stesso un piccolo monitor con l'immagine
TEE per miglior comodità!
La cannula arteriosa di
Heartport(r) viene in french 21 e 23 ed è utile per l'introduzione
su un filo-guida. L'unica cosa necessaria è un dilatatore. Il ramo
'Y' permette infine l'introduzione sicura della pinza endoaortica. Una
cannula di Heartport(r) recente è l'endo-direct (tm). Può
essere introdotta nell'aorta ascendente attraverso una trocar portal.
Quest'ultima ha anche il
ramo 'Y' per introdurre il palloncino endoaortico sopra la giunzione senotubulare.
L'accesso è più breve, dà un flusso antigrado e il
palloncino sarà meno propenso a muoversi. Il TEE farà sempre
da guida nel posizionare l'Endo-Clamp (tm). D'altra parte, vorrete tornare
a casa sani e salvi dopo la rimozione di una cannula....
L'incannulamento venoso richiede uguali misure di sicurezza, cioè
la foratura del lume e la tecnica di Seldinger. (Fig.
6). Può esser fatto percutaneamente se è l'unico incannulamento
all'inguine. E' necessaria un'assistenza cinetica per una cannula femorale
a fase singola o doppia, che viene da french 21 a 28. L'incannulamento
giugulare è fatto dall'anestesista.
Il DLP offre una cannula
da french 14 o 17 che è molto adatta. Il vantaggio è un atrio
destro libero da tubi per la chirurgia ASD, mixoma o tricuspide.
La cannula di ventilazione
polmonare che offre Heartport(r) è molto utile nella chirurgia mitralica
e delle arterie coronariche. Può prevenire vari riflussi di sangue
nell'atrio sinistro ed eviterà che il sangue possa essere sequestrato
nei polmoni, dove il lisi di leucociti può avere effetti devastanti.
L'arresto cardiaco fuori pericolo è una sfida nella chirurgia
Port-Access(tm). La tecnologia della pinza endoaortica Heartport(r) fa
sì che la gonfiatura del palloncino endoaortico occluda il lume
e consente l'arrivo di una cardioplegia antigrada. C'è uno sviluppo
continuo del palloncino, attualmente si è alla quinta generazione.
Imparare la tecnica per posizionare il pallone di sicurezza all'inizio
richiede il controllo fluoroscopico, ma una trentina di casi dovrebbe essere
sufficiente per fare completamente assegnamento sul TEE. (Fig.
7).
L'anestesista darà
il diametro esatto dell'aorta ascendente, per esempio 30 mm, che solitamente
corrisponderanno a 30cc di volume iniettati e a 300mm di mercurio della
pressione del palloncino. Il palloncino è gonfiato inizialmente
con una piccola quantità di fluido e quando sta a galla nel flusso
di sangue, come un aquilone nel vento, il catetere viene tirato indietro
per essere bloccato alla cannula ed evitare così che il palloncino
si allontani. La cardioplegia antigrada può sempre esser completata
con una dose di retrograda - se necessario - mediante un catetere seno-coronario
che può esser introdotto con sicurezza - sotto il controllo del
TEE - attraverso uno dei 'necksheats'.
Le rimanenti sfide
dell'endo-CPB sono le seguenti:
- Nessuno
ha il diritto di danneggiare il vaso periferico incannulato. Ancora una
volta, una riflessione preoperativa, la tecnica di Seldinger appropriata
e una buona monitorizzazione sono il fondamento per evitarlo.
- Bisogna considerare
la questione inaccettabile della dissezione aortica e non c'è modo
per evitare di affrontare questa complicazione: in termini di tecnologia
è già stato fatto tanto, fili-guida più morbidi, cateteri
migliori.
Per evitare il problema
entrano ancora in gioco soglie e tecnica. La saggezza dovrebbe sempre evitare
lo zelo. Ci si aspetta molto dalla cannula endo-diretta. Le serie più
cospicue devono confermare le elevate aspettative.
-
Oggi, per chiudere l'accesso femorale è necessario un piccolo 'cut-down'.
Non è necessario pinzettamento perché l'inserzione di un
catetere di Fogarty può evitare gravi riflussi di sangue dell'arteria,
ma alla fine noi vogliamo vedere una collocazione percutanea sicura delle
cannule endovascolari.
Nessun problema per l'incannulamento
venoso ma bisogna trovare un dispositivo di chiusura automatica per il
sito di incannulamento arterioso.
- Con le giuste misure il
“de-airing” non dovrebbe rappresentare un problema. Eccole tutte di seguito:
saturare con il CO2 il campo operativo, il “PA-Vent-Stop”, silicone ventricolare
che sfoga e inizia a ventilare il polmone sinistro, rotazione Trendelenburg
& CC del tavolo, cardioplegia retrograda, deflazione del palloncino
e estremità dello stesso e aspirazione ventricolare.
- Ricapitolando, l'industria
ha un compito enorme: rendere più biocompatibile il CPB, perché
non si riesce mai a liberarsene del tutto.
Chirurgia della valvola mitrale
Port-Access(tm)
Introduzione
La toracotomia destra è
una nota alternativa alla sternotomia media per accedere all'atrio sinistro.
L'impostazione Port-Access(tm) è una possibilità preziosa
per evitare l'incrinazione delle costole e delle cartilagini.
La pinza endoaortica e l'Endo-CPB(tm)
permettono l'installazione dell'ECC e l'arresto cardiaco dall'inguine.
La videoassistenza e gli strumenti endoscopici sono di supporto al chirurgo
per operare attraverso un portale di accesso di 5 cm per 2 cm e adempiere
i fini principali della chirurgia minimamente invasiva: comfort, estetica
e riabilitazione veloce.
Tecnica
Il paziente è posto
in decubito dorsale con un cuscino gonfiabile sotto il rene destro. Viene
fatta un'incisione di 6 cm nella piega inframammaria destra.
Nel 4o spazio intercostale
viene inserito un ago per riempire la cavità toracica di CO2. Nell'incisione
intercostale è introdotto un divaricatore delle parti molli di Heartport,
e il divaricatore delle coste creerà un “portale attivo di lavoro”
ben coperto. Un accesso intercostale di 5 mm viene creato sulla linea ascellare
frontale nel 3o o 4o spazio intercostale per permettere al torascopio di
entrare nella cavità toracica. Il tubo del CO2 è collegatao
a questa portale per avere un flusso continuo di CO2 nelle cavità
cardiache.
Per evitare l'arteria toracica
interna viene creata un'altra portale di 5 mm sotto la visione torascopica.
Sulla linea ascellare frontale, nel 7o o 8o spazio intercostale, viene
creata una terza portale di 10 mm, che permette alle suture di sostegno
rafforzate con feltro Teflon al centro tendineo del diaframma, di essere
portate fuori dal torace e fissate per abbassare la cupola diaframmatica.
Servirà da porta di accesso per la cannula di ventilazione atriale
e per il tubo di drenaggio toracico. (Vedi figura).
Quando si avvia la circolazione
extracorporea, il pericardio viene inciso e viene aperto lungo il nervo
frenico; le suture di sostegno possono aprirlo ampiamente, portandole fuori
dalla cavità toracica sulla linea ascellare media per mezzo di un
Endo-Close(tm).
Il velo superiore del pericardio
viene attaccato alla parete toracica e viene avviata la dissezione del
setto interatriale.
Dopo aver arrestato il cuore
con la consegna della cardioplegia antigrada, il torascopio di 5 mm a zero
gradi mostra un cuore completamente flaccido e dopo aver ventilato sia
la radice aortica sia l'arteria polmonare, viene inciso l'atrio sinistro
con pinze specifiche “shafted” e forbici.
L'impugnatura del sistema di divaricazione atriale è quindi condotta
fino al portale di accesso parasterno, gli viene attaccata la lama più
appropriata e l'atrio destro viene completamente divaricato. A questo punto
viene spinto avanti il torascopio a zero gradi che può dare una
grande panoramica della valvola mitrale. In alcuni esempi il torascopio
a trenta gradi che entra da un angolo diverso può permettere uno
spazio di lavoro migliore. (Fig. 8).
Nella sostituzione della
valvola mitrale, il cuspide posteriore della valvola mitrale può
essere conservato completamente, mentre il cuspide anteriore può
essere resecato ad eccezione del suo limite libero vicino alla commessura
posteromediale. Degli “U-stitches” 2/0 rinforzati di Ticron fissano il
limite libero all'anello e vengono disposti bene sulle guide di sutura
esternamente al paziente.
Con una calibratrice di
valvole si può preparare quella della giusta misura.
La valvola viene spinta verso la porta di lavoro a volte con l'aiuto di
un calzascarpe! Il torascopio può allora visualizzare bene la sua
discesa lungo i punti-U verso la sua posizione nell'anello mitrale con
l'aiuto del fissatore di valvola. (Fig. 9).
Tutti i nodi sono legati extracorporeamente e sono spinti dentro poi con
l'Heartport(r) “knot-pusher”. (Fig. 10). Questo
permette al chirurgo di legare una rapida successione di “throws” e di
assicurare fermamente ciascuno di essi all'anello della sutura. Attraverso
la valvola viene introdotto un tubo di aspirazione di silicone e il paziente
è posto in Trendelenburg e decubito laterale per assicurare il procedimento
'de-airing' più appropriato.
L'intero campo operativo
continua ad essere inondato di CO2. Un'apertura laterale di questo
tubo di silicone è tenuta fuori dalla chiusura dell'atriotomia per
visualizzare il de-airing più efficace. Il cuore inizia a battere
lentamente quando il palloncino è sgonfiato e inizia il procedimento
di routine del distacco graduale dalla circolazione extracorporea.
I cuspidi mitrali possono
essere riparati con precisione e un anello di annuloplastica può
essere perfettamente posto sotto visualizzazione videoassistita. Il chirurgo
guarda uno schermo mentre i suoi strumenti endoscopici lavorano nell'atrio
sinistro del paziente.
Un torascopio di terzo grado
può dare una visualizzazione migliore quando i punti-U sono a posto
nell'anello mitrale.
Il “chirurgo cardiaco Port-Access”
dovrà abituarsi all'uso di strumenti endoscopici e deve sviluppare
una propria coordinazione occhio-mano per la chirurgia videoassistita.
La visualizzazione videoassistita
è molto importante per avere un esame perfetto quando si esegue
una tromboendarterectomia dell'atrio sinistro e dell'appendice atriale
sinistra. Il sistema di visualizzazione deve fornire il colore appropriato,
il contrasto, la risoluzione, il campo visivo e la profondità di
campo per adempiere in modo appropriato a queste azioni chirurgiche.
La visualizzazione tridimensionale
videoassistita può diventare estremamente utile per curare
molto delicatamente i cuspidi della valvola mitrale anteriore e posteriore.
Non c'è ovviamente bisogno di un accesso più ampio grazie
alla visualizzazione videoassistita, agli strumenti endoscopici e al sistema
della pinza endoaortica e Endo-PCB, ma a volte il chirurgo deve abituarsi
ad un modo di lavorare completamente nuovo. Gli ovvi benefici per
il paziente sono un comfort maggiore, risultati estetici ottimi e una riabilitazione
più veloce.
Risultati
Da febbraio 1997 fino a
novembre 1998, 68 pazienti (36M/32F) sono stati sottoposti a cura
(38 persone) o sostituzione (30 persone) della valvola mitrale per mezzo
della Port-Access per varie patologie: degenerazione mixoide (40),
malattia reumatica (19), endocardite cronica (4), dilatazione anulare (2),
malattia sclerotica (1). Una valvola è stata sostituita a causa
di un mixoma incarnito. C'è stata una chiusura di una fuoriuscita
paravalvolare.
L'età media era 60
anni (33-83).
La maggior parte dei pazienti
avevano frazioni normali dell'eiezione ma gradi diversi di insufficienza
della valvola mitrale ed erano nella classe II del “NYHA”.
Un paziente di 71 anni è
morto dopo un secondo intervento su “POD 1” per una riattivazione fallita.
Un paziente ha avuto conversione in sternotomia ed ECC convenzionale per
la sistemazione della sua aorta dissezionata; soffriva di deficienze cerebrovascolari
minori.
I tempi medii della pinza
endoaortica e dell'EndoCPB erano rispettivamente 104 (35-160) e 147 (75-215)
minuti:, degenza media nell'Unità di Cura Intensiva: 2 giorni; degenza
ospedaliera media: 9 giorni (4-36). Si è notata una differenza significativa
tra i primi 30 e gli ultimi 38 pazienti in termini di lunghezza delle degenza
UCI e di quella ospedaliera. Dopo la cura ci sono state due sostituzioni
della valvola mitrale per endocarditi acute.
Il debutto dell'intervento
chirurgico Port-Access(tm) della valvola mitrale può essere esasperante,
la procedura è un'operazione sicura con il massimo comfort, una
cicatrice davvero discreta e una riabilitazione veloce.
Non ci sono state perdite
paravalvolari né infarti del miocardio. Non si sono osservati incidenti
cerebrovascolari dovuti a fenomeni tromboembolici, e neanche complicazioni
vascolari degli arti inferiori nè problemi di ferita.
La chirurgia Port-Access(tm)
della valvola mitrale è un investimento molto importante nel futuro
della chirurgia cardiaca.
Alcune insidie della “curva
di apprendimento” sono state associate con il processo di avvio di questa
tecnica rivoluzionaria.
CABG Port-Access(tm)
Introduzione
Quanto tempo occorre ad
un giovane in salute per riprendersi dal suo stato catabolico dopo essersi
rotto il femore?
6 settimane!
Si può immaginare
che ad un paziente di sessant'anni con insufficienza arteriosa coronarica
ci vorrebbero 3 mesi se dovesse rompersi lo sterno. Tuttavia, la sternotomia
mediana ha l'ovvio vantaggio che si può operare un intervento chirurgico
con visione diretta con i convenzionali strumenti a due rebbi, ed
è da qui che viene la vecchia citazione: la chirurgia è solo
mettere allo scoperto!
Ma che dire delle
costole incrinate, della considerevole perdita di sangue, dell'integrità
della gabbia toracica danneggiata e delle sue conseguenze sulla funzione
ventilatoria, del dolore, delle orribili cicatrici e dell'incidenza della
sternite - oltre il 2,4% nelle casistiche più ampie quando entrambi
i MIA sono colpiti?
Tecnica
Nella chirurgia Port-Access
TM, la “portale attiva di lavoro” è creata attraverso un'incisione
di 7 cm nella piega inframammaria. Nelle donne, si deve lavorare
verso l'alto per arrivare al livello del 4o spazio intercostale.
Il divaricatore di tessuto mollo è di grande aiuto per organizzare
la vostra porta di accesso. Per creare spazio tra la cavità
pericardiaca e la parete toracica viene istallato un divaricatore TM.
Talvolta, nei pazienti obesi, il grasso pericardiaco deve essere rimosso
fino al livello del nervo frenico. Privi di un'adeguata videoassistenza,
è impossibile togliere l'IMA senza incrinare più costole
e cartilagini - o senza rompervi l'osso del collo. Per mezzo di un congegno
stabilizzatore viene montata la testa di una telecamera 10 mm, quindi viene
inserita nella porta di accesso di 11 mm per dare un'occhiata all'interno
della cavità toracica. A quel punto l'intero corso dell'IMA sinistro,
dal principio fino al livello del diaframma, diventa visibile. (Fig.
11).
Il “take-down” è
iniziato a metà porzione e continuato su e giù. Gli strumenti
muniti di impugnatura sono introdotti attraverso la portale di lavoro.
Senza videoassistenza non c'è alcuna possibilità di vedere
qualcosa all'interno. Le immagini bidimensionali permettono perfettamente
di compiere questa operazione se provviste del contrasto, della risoluzione
e del colore appropriati.
La RIMA può essere
“taken down” allo stesso modo e introdotta dal lato destro nella cavità
pericardiaca per la rivascolarizzazione del LAD. A questo punto si possono
dare istruzioni agli interni e agli assistenti. Ritengo che sia diventato
fondamentale addestrare i giovani chirurghi alla videoassistenza per poter
essere in grado di affrontare le sfide future nella MICS come il CABG toracico
chiuso.
L'Endo-bulldog(tm) è applicabile all'IMA attraverso la porta di
accesso della telecamera, per evitare che ostruisca la porta di lavoro.
(Fig. 12).
Dopo aver ritirato il palloncino
endoaortico verso l'arco e aver applicato un clamp “side-bite”, si può
fare un'anastomosi prossimale all'aorta ascendente nel modo usuale. L'aorta
può essere avvicinata alla porta di lavoro con suture di sostegno
a “trazione” verso il pericardio alla destra.
La videoassistenza è
necessaria come luce interna ma la suturazione è fatta con “visione
diretta”.
Le anastomosi distali sono
fatte sul cuore flaccido, che può essere girato e fissato in qualunque
posizione per avere l'area anastomotica vicino alla porta di lavoro. Sono
necessari degli strumenti endoscopici ma la suturazione è fatta
con visione diretta.
È virtualmente impossibile
fare suturazioni videodirette bidimensionali su un vaso di 2 mm a causa
dell'immagine ingrandita, che si trova distante e sopra le mani e quindi
è maggiore la mancanza di precisione e il tremore, la mancanza della
percezione di profondità della visuale, la mancanza di coordinazione
occhio-mano e la portata limitata di movimento e di feedback sensorio.
Per poter attuare
una chirurgia CABG Port-Access(tm) “trocar” saranno necessari degli strumenti
computerizzati.
Risultati e Discussione
I risultati del CABG Port-Access(tm)
sono indicati nelle Figure 13-14-15-16.
... ... ...
Quando è necessaria una
rivascolarizzazione, si deve sempre per lo meno pensare di essere meno
invasivi!
Poichè ci sono due
fonti di invasività - l'accesso e il CPB - bisogna essere sicuri
di avere la risposta giusta alla domanda: qual è la più grande
“invasione” per questo paziente in particolare?
C'è di più:
per poter fare la cosa giusta, vale a dire per prendere la decisione obiettiva:
ogni chirurgo dovrebbe essere sicuro di avere un armamentario completo
per fare un intervento chirurgico minimamente invasivo!
Se si tratta del CPB per
una ragione specifica - renale, recente CVA, aorta calcificata, tumore
maligno, Testimone di Geova - evitatelo ad ogni costo e considerate un
principio stare lontani dalla pompa negli anziani, tra i quali il
numero degli obiettivi è basso >OPCAB.
Se si tratta del maxi-accesso
in pazienti la cui riabilitazione veloce e/o il fattore estetico sono importanti
per ripredere il lavoro e/o l'attività sportiva, e il numero degli
obiettivi non è troppo impressionante, il Port-Access(tm) è
il modo giusto di procedere. Se la rivascolarizzazione completa e/o arteriosa
è “obbligatoria” e sarebbe a rischio con qualunque tecnica, è
meglio optare per il metodo tradizionale.
Se l'unica cosa importante
è il “LIMA al LAD”, il MIDCAB è un grande intervento, anche
se la curva di apprendimento probabilmente è quella veramente importante.
Forse sarebbe bene tenere
sempre più presente che c'è la possibilità di
concentrarsi sulle importanti lesioni sul LAD e tributarie attraverso un
piccolo accesso con o senza la pompa e “lasciare” il resto ai cardiologi
in una strategia della terapia ibrida.
La cosa più importante
è che i chirurghi facciano il lavoro giusto per il paziente che
sta loro davanti: alcuni beneficeranno in modo definitivo dell'OPCAB, altri
saranno lietissimi della chirurgia Port-Access(tm).
Quindi i cardiologi interventisti,
fautori dell'OPCAB e fautori del Port-Access, possono seppellire l'ascia
di guerra.
La chirurgia ASD Port-Access(tm)
e del mixoma
Introduzione
Nell'intervento chirurgico per ASD e la resezione del mixoma, i risultati
migliori in termini di comfort, risultati estetici e riabilitazione veloce,
possono essere ottenuti rispettando la qualità suprema della
chirurgia cardiaca standard. (Fig. 17).
Tecnica
Nella chirurgia ASD Port-Access(tm)
e del mixoma l'introduzione di una cannula giugulare è molto utile
per avere l'atrio destro completamente libero. (Fig.
18). La legatura di entrambe le vene cave può esser fatta
con anse che è possibile tirare fuori dalla cavità toracica
con l'”Endo-Close(tm)”.
Dopo l'installazione dell'Endo-CPB e dell'Endo-Clamp(tm) l'atrio destro
e/o quello sinistro sono aperti per chiudere il difetto interatriale con
o senza una chiazza, e per estirpare un mixoma e le sue aderenze al setto
interatriale o alla parete atriale sinistra libera. (Fig.
19).
Risultati e Discussione
Dal momento che l'Heartport(r)
ha ottenuto il CE-Mark per la sua tecnologia Endo-CPB e della pinza endoaortica,
15 pazienti con età media di 45 anni hanno subito una chiusura ASD
e a 4 pazienti (età media 54 anni) è stato rimosso un mixoma
atriale sinistro.
Non ci sono stati morti.
Un paziente operato di mixoma ha avuto bisogno della dialisi renale postoperatoria.
Tempo medio CPB
ASD 97
Mixoma 85
Tempo medio clamp incrociato
ASD 58
Mixoma 69
Degenza UCI media
ASD 1 giorno
Mixoma 1 giorno
Degenza ospedaliera media
ASD 6 giorni
Mixoma 7 giorni
La toracotomia destra è
un approccio noto per la chirurgia cardiaca atriale destra e sinistra.
La chirurgia Port-Access(tm) può evitare l'incrinazione delle costole
e delle cartilagini e limitare al minimo assoluto le emorragie.
Il decorso postoperatorio è risultato indolore per l'assenza di
retrazione e per l'efficacia dell'anestesia epidurale.
La lunghezza media dell'incisione
è stata 5 cm. Alcuni dei pazienti più giovani sono tornati
al lavoro o alle loro attività sportive dopo due settimane.
Nella chirurgia cardiaca Port-Access(tm) per ASD e mixoma, i fini principali
della chirurgia cardiaca minimamente invasiva - comfort, risultati estetici,
riabilitazione veloce - possono esser raggiunti rispettando
gli alti standard della chirurgia cardiaca convenzionale. (Figure
20 e 21).
La prima teleconferenza dal
vivo sulla chirurgia cardiaca Port-Access(tm) si è tenuta a Bruxelles
nel febbraio 1998.
Scopo della teleconferenza
dal vivo della Clinica Onze-Lieve-Vrouw era di fornire ai partecipanti
informazioni valide su:
- quali pazienti selezionare
per la chirurgia cardiaca Port-Access, dal momento che è della massima
importanza che per avviare la curva di apprendimento della chirurgia PA
siano selezionate le opportunità migliori;
- l'efficacia
e la sicurezza della tecnologia Endo-CPB e della pinza endoaortica e il
supporto inestimabile del TEE nelle mani di un esperto;
- suggerimenti e tecniche
per una visualizzazione videoassistita ottimale; credo infatti che sia
vitale seguire le regole del vero chirurgo PA;
- l'uso di strumenti
endoscopici attraverso una “portale di lavoro”;
- i risultati
clinici, in termini di comfort, risultati estetici e riabilitazione, che
sono ovviamente i fini principali di qualunque tecnica MI.
Gli interventi chirurgici
si sono svolti alla Clinica Onze-Lieve-Vrouw mentre i partecipanti sedevano
comodamente nell'anfiteatro di un cinema multisale enorme a Bruxelles,
di fronte a due schermi affiancati, per essere testimoni dell'azione in
teatro, sia attraverso gli occhi del torascopio che attraverso quelli dell'équipe
del chirurgo.
Sono stati eseguiti cinque
interventi chirurgici, iniziando dalla chirurgia CAB e dalla chiusura
ASD il primo giorno.
Quattro pazienti sono stati
intervistati nell'UCI il primo giorno dopo l'operazione per valutare la
loro condizione clinica. Tutti e quattro erano stati disintubati due ore
dopo l'intervento e tutti erano pronti a lasciare la terapia intensiva
per la corsia.
Il secondo giorno della teleconferenza
era concentrato sulla chirurgia della valvola mitrale.
Una signora di 70 anni è
stata sottoposta a sostituzione dell'MV con preservazione dell'intero cuspide
posteriore plicato e della parte posteromediale del limite libero del cuspide
anteriore.
Nella chirurgia ricostruttiva
della valvola mitrale, molto del lavoro è stato fatto mentre il
chirurgo si affidava completamente allo schermo.
Sono stati effettuati: posizionamento
di punti “U” nell'anello, resezione quadrangolare accurata e plastica mobile
classica con allacciamento di prolena 5/0 con risultati paragonabili alla
chirurgia convenzionale, di cui si è data prova sia con il controllo
TEE preoperativo sia con quello postoperativo.
I partecipanti non hanno
potuto essere testimoni del fatto che tutti i pazienti operati allora sono
rientrati a casa il quarto o quinto giorno dopo l'intervento. La chirurgia
cardiaca Port-Access(tm) sta richiedendo al chirurgo cardiaco, certamente
nel periodo in cui deve abituarsi ai nuovi concetti per la
pinza Endo-CPB ed endoaortica, metodi abbastanza nuovi per visualizzare
le strutture e svolgere gli interventi chirurgici su queste strutture
con nuovi strumenti. Tutti i partecipanti concordavano, però, sul
fatto che la chirurgia cardiaca Port-Access(tm) potrebbe essere sul punto
di diventare la chirurgia per eccellenza del ventunesimo secolo.
Il futuro:
la chirurgia cardiaca robotica
Il primo passo nel Port-Access(tm)
è “evitare la sternotomia” e attuare il CPB all'accesso-remoto e
l'arresto cardiaco.
Il secondo passo: con molti suggerimenti e tecniche si può giungere
alla vera chirurgia con “portale di accesso”, in quanto approccio
in cui non si rompono costole, le cartilagini spostate non vengono abbandonate
e una contrazione è spesso limitata al dilatatore di tessuti molli!
(Fig. 22).
L'ultimo passo è
la chirurgia con “trocar” portali di accesso: la manipolazione degli strumenti
endochirurgici può essere impacciata attraverso le porte di accesso
“trocar”. Con la sola immagine piatta della telecamera bidimensionale la
suturazione fine delle anastomosi distali non può riuscire.
La chirurgia diventa virtualmente impossibile a causa degli aspetti
seguenti: l'immagine ingrandita che è lontana e sopra le mani
e che accentua la mancanza di precisione e il tremore, la mancanza della
percezione della profondità visuale, la coordinazione occhio-mano
disconnessa e la gamma limitata di movimento e di feedback sensorio.
(Fig. 23).
La chirurgia intuitiva fornisce
il chirurgo di un'immagine otto volte ingrandita e tridimensionale per
sei chip, e di strumenti manipolatori endopolso, con controllo remoto,
su un enorme carrello accanto al paziente.
Il chirurgo siede davanti
ad una console, lontano dal paziente, in cui entrambi gli occhi hanno dei
monitor distinti, e le sue mani manipolano dei joy-stick, simili alle fauci
di un “gastroviejo”, che traducono elettronicamente ogni singolo movimento
proveniente dal chirurgo in una varietà scalare fino ad azioni estremamente
precise all'interno del torace del paziente.
La cosa stupefacente della
“playstation” è la curva di apprendimento sorprendentemente breve.
Il sistema può assumersi la precisione e la tecnica chirurgica oltre
i limiti della mano umana.
Abbiamo avuto l'opportunità
di collaudare clinicamente il sistema intuitivo nel dicembre 1998. Per
risparmiare tempo e per motivi di sicurezza abbiamo preferito fare una
porta di lavoro di 2,5 cm e due porte di accesso trocar. Alla clinica OLV
due pazienti sono stati sottoposti a chirurgia cardiaca toracica “chiusa”.
In una donna di 38 anni
sono stati chiusi tre fori separati nel setto interatriale. Una donna di
57 anni ha avuto un LIMA singolo ad un bypass LAD.
Entrambi gli interventi
sono stati terminati in meno di quattro ore ed entrambi i pazienti sono
tornati a casa il terzo giorno dopo l'operazione.
L'applicazione combinata
della tecnologia Heartport(r) e del sistema chirurgico intuitivo permettono
al chirurgo di compiere interventi chirurgici sul cuore molto precisi,
attraverso le porte di accesso “trequarti”. Arrivare ai fini ultimi della
chirurgia cardiaca minimamente invasiva senza compromettere la sicurezza
e la precisione chirurgica è diventato possibile. Una cosa è
sicura: si tratta di un equipaggiamento pesante e massiccio e di un investimento
enorme, ma permetterà al chirurgo di lavorare molto istintivamente.
Il futuro ci dirà
quale sarà l'utilità di questi strumenti computerizzati ed
è necessaria molta più esperienza per poter comprendere la
gamma di possibilità di queste tecnologie, che stanno evolvendo
rapidamente ma possono permettere un enorme balzo in avanti alla chirurgia
di accesso minimo.
Discussione
Per la verità non
amo la definizione “chirurgia cardiaca minimamente invasiva”, dal momento
che l'intervento cardiaco meno invasivo è ovviamente il PTCA: niente
dolore, niente cicatrice e riabilitazione immediata.
Alcuni chirurghi che confinano
la loro sternotomia ai due terzi dello sterno ritengono di fare interventi
cardiaci minimamente invasivi. Si tratta di un gioco alla moda, tutti vogliono
parteciparvi: le mele sono paragonate alle arance e c'è una grande
confusione.
Bisogna quindi assolutamente
adottare un modo comune per classificare le diverse forme di MICS;
dovremmo per lo meno cercare di determinare quelle che, riteniamo, supereranno
il test del tempo e distinguere quelle davvero rivoluzionarie da quelle
che sono solo un fenomeno di moda.
Un paio di pensieri:
* Le racchette da
tennis over size erano alla moda soprattutto all'inizio degli anni
Settanta, ma oggi le racchette di legno piccole non le usa più
nessuno.
* All'inizio degli
anni Novanta, la colecistectomia laparoscopica era considerata da alcuni
medici in modo assolutamente negativo, oggi nessuno oserebbe proporre la
laparotomia per colecistectomia.
* Per avere
un'esposizione che permetta di lavorare con la stessa visione diretta e
gli stessi strumenti con cui lavorava Alexis Carrel nel 1903 bisogna rompere
per un bel pezzo la cavità toracica.
* Per un giovane in
salute ci vogliono 6 settimane per riprendersi dal suo stato catabolico
dopo essersi rotto il femore! Quindi si può scommettere che per
un uomo di sessantanni ci vorranno 3 mesi se ha sterno e cavità
rotti.
* Le sternotomie
hanno gli stessi effetti dappertutto, ma ogni sistema CPB è diverso:
chiuso o aperto, varie tubazioni, aspirazioni e attivazioni, pompe a rullo
che schiaccia o pompe biomediche più morbide.
* Resta il fatto che
l'interface sangue-aria e l'isolamento polmonare di leucociti sono aspetti
molto negativi dell'ECC; il peggiore è la cera di grasso e di ossa
che gocciola nei tubi di aspirazione!
* Il miglior modo di predire il futuro è inventarlo! La sfida
è più mentale che tecnica! (Fig. 24).
Ma c'è di più:
nessuno ha mai detto cosa sia la MICS.
Quali sono le regole del
gioco?
* Conosciamo i paradigmi,
ma questi fini sono raggiunti in misura diversa in categorie diverse di
MICS e
* dobbiamo provare
che la qualità del procedimento è uguale.
* Resta discutibile il rapporto
costi-efficienza, ma -per inciso- i sistemi di frenaggio ABS erano estremamente
costosi all'inizio degli anni Ottanta, ed oggi fanno parte dell'equipaggiamento
standard di una piccola vettura, perché nessuno mette più
in dubbio la loro efficacia! La chirurgia cardiaca robotica deve ancora
percorrere una lunga strada prima di poter dimostrare la sua resa, paragonata
ai costi. Fortunatamente, alla fine di questo secolo, possiamo già
dare un'occhiata alla chirurgia del prossimo secolo con questa macchina
che permette cambiamenti di strumenti e può fornirvi di una completa
play-station video tridimensionale.
* Il quarto
criterio, cioè gli aspetti chirurgici, dovrà essere semplice,
prevedibile e un giorno dovrà assicurare una sicurezza assoluta,
che ancora oggi non si ha.
Problemi per il tirocinio
chirurgico? No! La generazione joy-stick è già nata e sta
aspettando di poter giocare con questi strumenti!
Hugo Vanermen, MD
Chief, Department of Cardiovascular
and Thoracic Surgery,
Onze-Lieve-Vrouw Clinic,
Aalst, Belgium
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