

Le
cellule madre staminali sono le uniche ad avere la capacità di autorinnovarsi
e di formare almeno una o, in molti casi, vari tipi di cellule specializzate.
L’insieme delle cellule specializzate che derivano da una cellula madre
originale viene denominato lignaggio cellulare. É necessario distinguere
almeno quattro tipi di cellule madre:
a) Le cellule madre unipotenti: sono cellule che possono produrre un tipo
cellulare, per esempio la spermatogonia che genera solo un tipo di cellula
differenziata: lo spermatozoide.
b) Le cellule madre multipotenti: sono cellule che possono produrre un solo
tipo di lignaggio cellulare. Per esempio le cellule madre ematopoietiche
(o del sangue) che producono solo cellule della stirpe ematopoietica (globuli
rossi e tutti i tipi di globuli bianchi).
c) Le cellule madre pluripotenti: sono cellule che possono generare diversi
tipi di lignaggi cellulari. Per esempio cellule madre embrionali, cellule
di carcinoma embrionale e cellule embrionali germinali. Queste ultime verranno
trattate più avanti.
d) La cellula madre totopotente: é quella cellula madre che può generare
tutte le cellule del corpo, esiste solo una cellula con questa capacità
ed è proprio lo zigote o embrione unicellulare. Dei quattro tipi di cellule
madre descritti qui, il secondo e il terzo possono essere utilizzati per
ottenere vari tessuti e pertanto sono quelli che hanno implicazioni nei
processi di clonazione 1 . Pluripotenti Dato che le cellule madre pluripotenti
hanno la capacità di generare qualsiasi tipo cellulare presente nel corpo
umano, ci potrebbe essere la possibilità di molti trattamenti per determinate
malattie che sono la conseguenza di gravi alterazioni di un determinato
tessuto o organo. In teoria, si potrebbero produrre neuroni e cellule di
glia per trattare malattie neurogenerative come il morbo di Parkinson o
di Alzahimer, si potrebbero produrre cellule muscolari per trattare distrofie
muscolari e malattie cardiache, si potrebbero ottenere cellule madre ematopoietiche
per il trattamento di leucemie e AIDS.
E la lista potrebbe continuare. Le cellule madre pluripotenti si possono
ottenere partendo da tre fonti: a) A partire da teratocarcinomi o carcinomi
embrionali: cellule di carcinoma embrionale (EC). I teratocarcinomi sono
tumori gonadali che contengono un’ampia varietà di tissulare che derivano
dai tre strati cellulari che formano un embrione (endoderma, mesoderma ed
ectoderma) 2 , 3 . Questi tumori contengono una grande varietà di tessuti
compresi cartilagine, epitelio, neuroectoderma primitiva, strutture gangliari,
muscolo, osso ed epitelio ghiandolare. Le cellule differenziate del tumore
si formano a partire dalle cellule madre pluripotenti di carcinoma embrionale
che derivano, a loro volta, da cellule primordiali germinali dell’embrione
post-impianto (che sono i precursori embrionali dei gameti) 4 , 5 . Questo
tipo di cellule madre (EC) sono uno dei componenti principali dei tumori
testicolari nell’uomo. Le EC sono state coltivate isolandole da tumori 6
, 7 , 8 , ed è stato verificato che a partire da essi si potrebbero ottenere
certi tipi di tessuti. Probabilmente uno degli esperimenti più spettacolari
è quello realizzato nel 1998 negli USA in cui una linea cellulare di un
tumore testicolare è trattata in laboratorio con acido retinoico. Questo
fattore ha permesso di ottenere cellule nervose a partire dalle cellule
del tumore che sono state impiantate nei ratti riuscendo a rigenerare i
loro danni celebrali. L’esperimento è stato ripetuto per il trattamento
dell’infarto cerebrale (ictus) di una donna di 62 anni. b) A partire dagli
embrioni umani: cellule madre embrionali (ES).

Le cellule madre embrionali derivano dallo strato interno cellulare dell’embrione pre-impianto nel suo stato di blastocisti 9 , 10 . A partire da queste si ottengono tutti i tipi di tessuto che compongono il corpo umano. Sono state coltivate cellule madre embrionali derivanti da blastocisti di ratti e da blastocisti umani (tra le altre specie). Le cellule così coltivate sembrano avere la capacità di rimanere in coltura indefinitamente. Per ottenere queste cellule madre embrionali e coltivarle in laboratorio allo scopo di ottenere differenti tipi di tessuto, l’embrione necessariamente muore. Su questo si basa il problema etico relativo all’uso di queste cellule madre embrionali come materiale biologico precursore di tessuti, poiché nel processo di ottenimento, la morte dell’embrione è inevitabile. c) A partire da cellule germinali embrionali (EG). Le EG derivano da cellule germinali primordiali dell’embrione post-impianto. Questo tipo di cellule madre si possono ottenere a partire da tessuti di feti abortiti, così come ha fatto recentemente il gruppo del Dr. Gearhart11 . Stando a quanto descritto nella pubblicazione del gruppo del Dr. Gearhart, le cellule EG in coltura e in presenza di siero e di certi fattori sono morfologicamente indistinguibili dalle cellule EC o dalle EG. Adulte Come già accennato, le cellule madre non sono un tipo cellulare esclusivo degli embrioni, ma si trovano anche in alcuni tessuti del corpo umano di un adulto. Sono le cosiddette cellule madre multipotenti o cellule madre adulte. Tra di esse si trovano le cellule madre ematopoietiche da cui si ottengono tutte le cellule sanguinee; o le cellule precorritrici dei neuroni e delle cellule di glia chiamate anche neuroblasti, o le cellule madre dello strato basale dell’epidermide, capaci di generare le varie cellule epiteliali, ecc. La differenza principale tra cellule madre pluripotenti derivate da embrioni o le cellule madre multipotenti derivate da un adulto consiste nel il numero di lignaggi cellulari che ognuna può produrre. Fino a poco tempo fa, si accettava l’idea che le cellule madre multipotenti adulte potessero produrre solo un lignaggio cellulare, mentre le pluripotenti embrionali potessero generare vari lignaggi cellulari. Studi recenti mostrano come molte cellule multipotenti sono capaci di formare una varietà di tipi cellulari più ampia di quanto si era creduto finora.

Come
esempio possono essere citati alcuni dei lavori pubblicati nelle più prestigiose
riviste scientifiche che evidenziano come le cellule madre adulte multipotenti,
nelle condizioni idonee di coltura, possano generare stirpi cellulari diverse
da quelle che si poteva inizialmente pensare. Questo è il caso del lavoro
pubblicato dal gruppo di Vescovi 12 , in cui si descrive come, nei ratti,
cellule madre adulte nervose possano trasformarsi in cellule sanguinee.
La plasticità o versatilità che bisogna attribuire ai neuroblasti alla luce
del lavoro di Vescovi non sono esclusive di questo tipo cellulare. Di fatto,
troviamo lavori simili in letteratura con cellule mesenchinali 13 che, come
è stato pubblicato su Science, possono essere precorritrici di cellule differenziate
di cervello. Invece, la plasticità delle cellule mesenchinali viene ampiamente
trattata nel lavoro, pubblicato anch’esso su Science, 14 da ricercatori
dell’azienda Osiris Therapeutics e dall’Università Johns Hopkins. Nel marzo
del 2000, un gruppo di ricerca di Filadelfia ha pubblicato un articolo in
cui si dà conto dell’enorme proliferazione di cellule madre di midollo osseo
ottenuta 15 . Con questo si è fatto un passo avanti verso l’applicazione
clinica di questo tipo di cellule madre adulte. Un altro studio che ha avuto
risultati simili è stato diretto dalla Dott.ssa Ira Blank della University
of Medicine and Dentistry of New Jersey e da Darwin Prockop della Hahnemann
University di Filadelfia 16 . Nel giugno del 2000 è stato pubblicato su
Science uno studio dell’Istituto Karolinska di Stoccolma secondo cui le
cellule madre neuronali adulte dei ratti sono capaci di produrre vari organi
come cuore, muscoli, fegato, polmone e intestino 17 . Si è così dimostrato
che le cellule madre neuronali adulte possiedono una capacità di sviluppo
molto più ampia di ciò che si credeva e potenzialmente si potrebbero utilizzare
per generare lignaggi di cellule per trapianti. Inoltre, le cellule neuronali
dei ratti adulti sono state capaci di contribuire alla formazione di embrioni
di ratti e di generare linee cellulari germinali. Nel luglio del 2000 due
equipe di ricerca degli USA e della Gran Bretagna avevano dimostrato che
le cellule madre del midollo osseo di esseri umani potevano generare tessuto
epatico 18 , 19 . Nell’agosto del 2000 un’equipe di ricerca dell’Università
del Sud della Florida ha dimostrato che la versatilità delle cellule madre
sanguinee è tale da permettere persino la loro trasformazione in neuroni.
Quando si coltivano cellule madre di midollo osseo di esseri umani e di
ratti con determinati fattori di crescita, queste diventano cellule nervose
immature 20 . Nel dicembre del 2000 è stato pubblicato un lavoro di un’equipe
dell’Ospedale Pediatrico di Toronto, Canada, in cui si dimostra che esistono
due tipi di cellule madre nel sistema sanguineo che differiscono per il
tempo di sopravvivenza una volta trapiantate. Gli scienziati le hanno chiamate
ripopolazione di cellule madre a breve e lungo termine. In questo modo ci
sono alcune cellule che funzionano solo durante il primo mese per sparire
successivamente, e ci sono altre cellule che iniziano a funzionare una volta
trascorsi alcuni mesi e da quel momento non cessano di farlo 21 . Un altro
lavoro, pubblicato su Nature Medicine 22 , dimostra la capacità delle cellule
madre adulte di midollo osseo nel recuperare il danno cardiaco che si produce
dopo un infarto. Sono stati pubblicati anche studi sulla capacità delle
cellule madre epiteliali di generare neuroni, cellule di glia, cellule di
muscolo liscio e adipocita 23 . Questi esempi bastano per illustrare l’enorme
potenziale che esiste nelle cellule madre adulte. In principio si credette
che le cellule madre adulte avessero un potenziale limitato per la produzione
di linee cellulari differenziate. Fino a poco tempo fa, la comunità scientifica
era convinta che una cellula madre multipotente potesse generare solo cellule
del tessuto a cui apparteneva. In questo modo, cellule madre sanguinee potevano
produrre solo cellule di sangue; i neuroblasti potevano produrre solo cellule
del sistema nervoso, ecc. Invece, gli esperimenti indicati sopra e alcuni
altri hanno chiarito che la capacità delle cellule multipotenti di generare
diversi tessuti è condizionata dall’ambiente in cui si trovano e dai fattori
chimici che in un determinato ambiente dirigono la loro differenziazione.
Questo fatto, chiarisce che le cellule madre adulte presentano una plasticità
(capacità di generare cellule di diversi tessuti) maggiore di quella che
si credeva e quelle che fino ad oggi si chiamavano cellule madre multipotenti
forse potranno essere presto inquadrate tra le cellule madre pluripotenti,
tra cui si trovano le cellule madre embrionali. Conseguentemente cellule
madre adulte possono essere immensamente utili per il trattamento di alcune
malattie umane. È stato argomentato che le cellule madre adulte (rispetto
alle cellule madre embrionali) non possono essere mantenute in coltura indefinitamente
senza perdere la loro plasticità. Tuttavia, studi recenti hanno mostrato
che un tipo di cellule madre adulte multipotenti, le cellule precorritrici
di oligodendrociti, possono crescere indefinitamente in coltura 24 . Questi
studi suggeriscono che è possibile stabilire condizioni in cui le cellule
madre adulte possono crescere indefinitamente.
Mònica Lòpez Barahona
Professor of Cellular
Biology, Molecular Oncology and Bioethics
Francisco de Vitoria University Madrid

