

Introduzione
Dopo l'ottenimento della sequenza completa del genoma umano, l'atte del
genoma umano, l'atteroteina della quale il DNA fornisce il codice. Benché,
tra la sorpresa di molti, risultino esserci solo 40.000 geni, questi possono
rappresentare il codice di alcune centinaia di migliaia di proteine. Lo
studio di tali proteine, la loro struttura e come esse interagiscono formano
l'argomento di studio del settore che gode al momento di grande popolarità
e cioè la "proteinomia", lo studio della proteina. Enormi risorse vengono
impiegate nella costruzione di apparecchiature quali i sincrotroni per spiegare
la struttura della proteina. Ma a che cosa ci servono le informazioni sulla
struttura della proteina?
La risposta è nel nostro bisogno di scoprire piccole molecole che possano
interferire con l'azione delle proteine oppure le loro interazioni: in particolare
tale conoscenza rappresenterà il punto di partenza per una progettazione
razionale dei farmaci. In ogni caso, benché ci siano alcune decine di migliaia
di geni e alcune centinaia di migliaia di proteine, ci sono a livello potenziale
miliardi di piccole molecole che hanno i requisiti indispensabili di proprietà
farmaco-simili: una gamma corretta di peso molecolare, solubilità, stabilità
ed assenza di gruppi tossici.
E' decisamente possibile esaminare una serie di molecole al fine di verificarne
una potenziale attività come farmaco utilizzando tecniche di calcolo: la
cosiddetta ricerca virtuale o ricerca in silico. Semplicemente ogni
piccola molecola candidata viene provata per verificarne la compatibilità
con il legame della proteina-bersaglio e viene calcolata la forza del legame.
Più forte è il legame della piccola molecola con la proteina-bersaglio,
migliore è il suo potenziale quale farmaco od inibitore. Un forte legame
permette bassi dosaggi.
Questo tipo di ricerca viene condotta di routine dalle società farmaceutiche
che possono esaminare in questo modo circa un milione di composti, ivi compresi
quelli che sono già presenti nelle loro raccolte e nuove molecole virtuali
che devono ancora essere sintetizzate. Tale lavoro, d'altro canto, prende
in considerazione solo una piccola parte dell' "universo della chimica",
cioè dell'insieme delle molecole che in linea di principio possono venire
provate. Facendo ricorso ad un calcolo massicciamente distribuito, quale
è la tecnologia del salvaschermo, siamo stati in grado di interessare più
di un milione di personal computer (di cui alcune centinaia in Italia) assicurando
così l'esame di miliardi di potenziali farmaci in relazione a proteine coinvolte
nel cancro.
La tecnologia del salvaschermo
Il nostro progetto è una derivazione del famoso progetto SETI (Ricerca dell'intelligenza
extraterrestre). In quel lavoro segnali registrati nello spazio interstellare
vengono distribuiti a personal computer tramite Internet. Mentre è in pausa
e sarebbe, quindi, in funzione il suo salvaschermo, in genere delle specie
di tostapane volanti oppure una serie di fotografie di gatti, un salvaschermo
creato ad arte esegue dei calcoli per verificare se i segnali siano o meno
casuali e quindi, per farla breve, per capire se ET abbia o meno telefonato
a casa.
Fino ad oggi non lo ha fatto.
Nella nostra versione per la ricerca sul cancro, il salvaschermo mostra
la proteina-bersaglio e la data molecola che deve essere testata.
Quando si è connessi ad Internet si può partecipare andando all'indirizzo
www.ud.com oppure al sito web della nostra
facoltà www.chem.ox.ac.uk che fornisce
maggiori dettagli sul progetto.
Chiunque si connetta riceve un lotto di 100 molecole da testare. Il test
consiste nel provare ogni possibile forma di piccola molecola e far combaciare
i punti di legame indicati sul bersaglio con le relative possibilità di
legame della piccola molecola.
Questo rappresenta il cosiddetto approccio "farmacoforo", con il quale i
possibili legami, quali donatori e riceventi del legame d'idrogeno, vengono
messi in corrispondenza, o le aree idrofobe della superficie molecolare
vengono viste essere di complemento una all'altra.
Il programma per computer che agisce dietro al salvaschermo è ovviamente
limitato sia in riferimento all'uso della memoria che al trasferimento dei
dati.
In caso di utenti domestici l'accesso ad Internet è spesso limitato ad alcuni
minuti al giorno e quindi il software deve essere in grado di girare in
modo produttivo per ore senza accedere alla rete. I lavori vengono mandati
ai clienti da un server centrale che li invia e ne riceve i risultati. L'applicazione
si ferma appena l'utente interagisce con il proprio PC in modo tale da non
risultare invadente. Il software che viene distribuito consiste di due parti:
una parte costantemente attiva che comunica con il server in caso di necessità
e l'applicazione di calcolo.
Alla figura 1 è riportata
un'immagine dell'effettivo salvaschermo.
Il database delle piccole molecole
Il punto di partenza per il database delle piccole molecole farmaco-simili
è l'elenco delle molecole disponibili nel catalogo dei fornitori e nelle
raccolte combinatorie chimiche pubblicate. Questi elenchi devono essere
sfrondati per limitare l'attenzione ai quei composti che hanno caratteristiche
farmaco-simili. Tale elenco potrà quindi essere allargato costruendo nuovi
derivati tramite lo scambio di gruppi, per esempio H potrebbe essere sostituita
con -CH3 o -OH o -Cl. In questo modo si è creata un database di 3,5 miliardi
di piccole molecole. Una alla volta, in lotti di 100, le singole molecole
vengono testate per verificarne la adattabilità e il legame con il sito
di bersaglio. Una funzione valutativa permette di stabilire le molecole
che rappresentano un successo, cioè un composto che lega meglio di un limite
di soglia prestabilito.
La funzione valutativa
Avendo creato siti favorevoli, la funzione valutativa è in grado di misurare
velocemente ed in modo che non dia adito a dubbi quale probabilità ha il
legame di risultare forte. Si fa un tentativo per prevedere la libera energia
di legame (DG) tra il farmaco potenziale e la proteina in conformità alla
seguente formula :
DG = DGO + DGH-legame x NH-legame
+ DGlipo x Nlipo + DGrot x Nrot + E
dove DGO, DGH-legame, DGlipo e DGrot
siano delle costanti (rispettivamente -5.48; -3.34; -0.117 e +2.56).
NH-legame
è il numero di legami d'idrogeno;
Nlipo
è il numero di interazioni lipofile e
Nrot
è il numero di legami avvicendabili congelati nel legante.
Quest'ultimo termine prende in considerazione la perdita di entropia nel
legame. Infine E è un'interazione calcolata ed energia torsionale derivata
da formule standard di campo di forze.
Proteine-bersaglio
Le prime cinque proteine-bersaglio sono le seguenti:
Proteine RAS che svolgono un ruolo centrale
nella crescita cellulare (per la quale non sembrano esserci segnalazioni
di alcuna alternativa significativa). E' pensabile che molti inibitori di
H-RAS (per i quali vi sono strutture cristalline) inibiscano anche N-RAS
e K-RAS. In aggiunta vi sono strutture cristalline per il Farnesil Proteina
Transerase (FPT) che "attiva" RAS ed è quindi un bersaglio alternativo.
Alla figura 2 viene
illustrata la struttura in questione.
Il fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF) si interpone
in uno stadio critico dello sviluppo del cancro - la crescita di vasi sanguigni.
In linea di principio, possono essere trovati degli inibitori del fattore
di crescita endoteliale vascolare o la corrispondente serie di recettori,
VEGFr-1 (anche noto come FLT-1) e VEGFr-2 (pure noto come KDR).
Superossido Dismutasi (SOD) sono enzimi essenziali
che rimuovono il radicale superossido (O2-). L'inibizione di questi enzimi
comporta un danno cellulare da parte dei radicali liberi ed in ultimo la
morte della cellula. Gli alti livelli di O2- in alcune forme di cancro (come
nelle cellule leucemiche) assicurano un insolito metodo di trattamento inibendo
il SOD.
Proteina Tirosina Chinasi (PTK) gioca un ruolo
fondamentale nelle vie nervose di trasferimento del segnale e nella deregolamentazione
di questa attività comune a molti tipi di cancro. La struttura della tirosina
chinasi recettore dell'insulina è stata una delle prime ad essere conosciute
ed è un bersaglio potenziale di selettività sconosciuta.
BCR-ABL, una tirosina chinasi che si crede
a livello causale coinvolta nella leucemia mieloide cronica.
Risultati iniziali
Nella figura 3 vengono
presentate le valutazioni dei risultati di successo rispetto al bersaglio
del fattore di crescita endoteliale vascolare. Ci sono quasi 45.000
casi con un punteggio negativo, cosa che indica un forte legame potenziale.
Tali elenchi dovranno essere perfezionati facendo ricorso a calcoli più
sofisticati ed, infine, i candidati più promettenti dovranno essere sintetizzati
e provati nel modo usuale.
Conclusioni
Nei primi sei mesi del progetto più di un milione di personal computer hanno
aderito con la messa a disposizione dell'incredibile numero di 50.000 anni
di tempo di unità di elaborazione centrali. Vi aderiscono persone in più
di 200 paesi, tra cui diverse migliaia in Italia che è posizionata al 10°
posto nella graduatoria mondiale.
Ci sono anche due partecipanti della Santa Sede (ampie informazioni statistiche
sono disponibili nel sito web di United Devices: www.ud.com).
Uno degli aspetti di quest'iniziativa che colpiscono maggiormente è rappresentato
dall'entusiasmo con cui l'opinione pubblica di tutto il mondo ha fatto propria
l'idea.
In un momento in cui la crescente consapevolezza del pubblico rispetto alla
scienza viene percepito come un problema, la possibilità di mettere a disposizione
il tempo del salvaschermo, che è sostanzialmente senza costo, ed avere così
un ruolo in un progetto scientifico colpisce decisamente l'animo e richiama
attenzione. La generosità del pubblico farà sì con tutta probabilità che
questo lavoro divenga uno dei maggiori progetti di calcolo mai intrapresi,
mentre la potenza di computer dispiegata rende piccola cosa anche i più
grandi supercomputer.
Graham
Richards
Facoltà di Chimica dell'Università di Oxford

