

Secondo
Francis Abel, «la Bioetica consiste nello studio interdisciplinare dei problemi
sorti a causa dei progressi biologici e medici sia a livello della società
globale che delle sue ripercussioni sulla società e i suoi sistemi di valori
di oggi e di domani»
Pertanto, quando parliamo di Bioetica non ci riferiamo solo ai problemi
e ai dilemmi che si presentano nel campo medico di fronte all’assalto tecnologico
attuale, ma ci riferiamo anche ai problemi sociali che interessano il cittadino
che vive in una società dove le frontiere vanno sfumando sempre più, sino
al punto che il nostro pianeta, per effetto della globalizzazione, si va
trasformando in un «grande villaggio», secondo quanto dice Toffler.
I benefici che derivano da questo straordinario progresso tecnicoscientifico
che stiamo vivendo non si distribuiscono in forma equa a tutti gli abitanti
di questo villaggio, bensì, assolutamente al contrario, è la minoranza che
abita nei paesi del cosiddetto «primo mondo» quella che ne usufruisce, mentre
la maggioranza (i 2/3) continua ad essere sommersa in un mondo arretrato
e pieno di carenze, dove la speranza di vita dei suoi abitanti (di quelli
che sopravvivono alla nascita e nei primi anni di vita) è quasi la metà
di quella di coloro che vivono nel primo mondo.
Sono temi importanti da trattare in questo scenario multiculturale: se c’è
una sola Bioetica o ce ne sono diverse, e come fare, quando si parla di
Bioetica riferita ai problemi sociali, a non essere confuso con un politico/militante
di partito. Esiste un’ampia gamma di situazioni di contenuto sociale che
all’inizio sembravano avere un rapporto molto marginale con la Bioetica,
ma che oggi sono al centro della sua attenzione, temi a cui fanno riferimento
nella loro analisi politica, Giovanni Berlinguer (Bioetica quotidiana) e
Volnei Garrafa (Bioetica forte). Crediamo che le loro analisi siano di grande
attualità, soprattutto in America Latina dove le priorità che vengono date
all’analisi bioetica presentano differenze rispetto a quanto è in primo
piano in Europa o negli Stati Uniti.
Non credo che si debba parlare di diverse Bioetiche, bensì di una sola Bioetica
che ha priorità diverse a seconda del luogo in cui dobbiamo vivere e che
ha soluzioni contestuali. La
morale e l’etica sono distinti modi di trattare l’azione umana nei quali
intervengono i valori legati a ciò che è bene e ciò che è male. La prima
ci dice ciò che dobbiamo fare, la seconda dice ciò che si può fare.
L’asse
centrale delle problematiche latinoamericane passa dalla questione sociale,
specialmente riferita alla possibilità di rispettare e concretizzare i diritti
umani universalmente consacrati, e affinchè le conquiste sociali non siano
meri enunciati declamatori nell’agenda dei politici al momento di fare una
campagna elettorale.
I problemi che ci giungono presso i comitati sono principalmente:
· Problemi derivati
dall’assegnazione e distribuzione di risorse che hanno a che vedere con
la salute e l’educazione.
- Mezzi di difesa
in sede giudiziaria,
di fronte alla richiesta di legare le tube, interruzione di gravidanza con
feti gravemente malati o direttamente non vitali come gli anencefali, mancanza
di educazione sessuale, inadeguata informazione su temi di salute riproduttiva,
ecc.
· Problemi derivanti dalla disoccupazione (in Argentina abbiamo il 18% di disoccupazione ed altrettanto di persone sottoccupate).
· Destrutturazione
della famiglia, a causa della perdita del lavoro da parte del capofamiglia
in una cultura con elementi patriarcali. Questa situazione è la più
frequente causa d’origine della violenza all’interno della famiglia a causa
della mancanza di lavoro, per lavoratori che lavorano in nero, senza alcuna
copertura sociale né previdenziale.
· Corruzione nella
distribuzione dei programmi di aiuto sociale,
che si manifesta con la mancata consegna di alimenti, che molte volte sono
trasferiti attraverso le ONG, che molto spesso hanno carattere di parte
e servono al clientelismo politico.
· Aumento della richiesta
di attenzione negli ospedali, per persone che sino a poco tempo prima appartenevano
alla classe media
e che, ora, di fronte alla disoccupazione, sono cadute in disgrazia e non
hanno né copertura sociale né possibilità di procurarsi cure, il che fa
sì che questi siano pieni oltre misura, e che spesso funzionino grazie all’eroismo
del personale sanitario che, oltre a essere esposto ad accuse di mala sanità
(ad es. infezioni ospedaliere contratte per carenze istituzionali), lavora
spesso «ad-honorem».
Lain Entralgo, nella
sua conferenza tenuta durante le Giornate Internazionali di Bioetica tenutesi
a Buenos Aires alcuni anni fa, disse che la Bioetica, chiedendo giustizia
ed equità, diventava «di denuncia», contrapponendosi alla realtà piena di
ingiustizie ed iniquità.
La denuncia non è un’accusa che formula la Bioetica come tale, bensì sorge
come «assenza» in quella proiezione quotidiana della Bioetica cui tanto
Berlinguer come Garrafa fanno riferimento. L’Argentina in questi ultimi
anni si è «latinizzata», dato che sta soffrendo i problemi derivati dalla
perdita della sua classe media e, come paese con caratteristiche specifiche,
non ha un’adeguata realizzazione dei programmi e dei piani sociali, né utilizza
efficacemente (quando li adotta) i piani ed i programmi presi dalle Organizzazioni
Internazionali e dalle Fondazioni a causa della corruzione o dell’indifferenza
e dell’inefficacia delle gerarchie statali e dei politici che, eletti in
un regime democratico, non adempiono alle funzioni di «governare per il
bene comune» (per egoismo personale o improvvisazione nello svolgimento
delle funzioni pubbliche). Dobbiamo distinguere, quando ci riferiamo a questi
temi, azione Politica da azione Bioetica. L’azione Bioetica, intesa come
proiezione sociale, come movimento che punta al cambiamento dell’individuo,
affinché interiorizzi la propensione alla riflessione critica verso le novità
tecnicoscientifiche e le loro possibili applicazioni, comportamenti etici
guidati da responsabilità comune, dà impulso all’azione politica (Politica
con la P maiuscola, non bassa politica), informando, promuovendo la dignità
della vita umana, il rispetto per la vita in generale, per l’equilibrio
dell’ecosistema, per la molteplicità dei valori, per la giustizia e l’equità
nell’assegnazione e distribuzione delle risorse.
Ma questa azione è conseguenza della sua finalità bioetica (analisi interdisciplinare
di quesiti bioetici). La Politica, invece, ha come fine l’azione partecipativa
umana alla ricerca del bene comune, immaginando strategie, piani, programmi
per raggiungere questo obiettivo. Bioetica e Politica sono complementari.
I governanti progettano e concretizzano azioni che tendano a consolidare
il bene comune, la crescita dei loro paesi, a incrementare l’educazione
e la salute, a vigilare sulla sicurezza dei loro cittadini, a fare uno sforzo
onesto per realizzare quanto sia possibile, in un mondo interdipendente,
globalizzato e mercantilistico, e a non fermarsi a meri slogan elettorali
che poi si dimenticano quando si giunge al potere.
La Bioetica può dare il suo contributo ai poteri pubblici, come il Parlamento
e il Potere Giudiziario, attraverso i suoi Comitati e le sue Commissioni,
nella misura in cui questi siano consultati prima di emanare sentenze o
redigere leggi che hanno a che fare con problematiche bioetiche, contribuendo
così a forgiare una società più giusta e con più equità, partendo da un’etica
della responsabilità solidale. L’operato della Bioetica ha un grande ruolo
da svolgere nel campo educativo sia per la formazione delle risorse umane
in bioetica che per informare e riflettere sulle novità tecnicoscientifiche,
i loro rischi e i loro benefici, a livello di comunità, divenendo così un
movimento, un elemento motivante per avere cittadini informati, che possano
partecipare efficacemente attraverso i loro rappresentanti al raggiungimento
delle mete indicate.
A questo riguardo, c’è da rilevare l’enorme responsabilità che hanno i mezzi
di comunicazione, tanto scritti come verbali o televisivi, nell’informazione
veritiera, evitando il sensazionalismo e le false aspettative di benefici
tecnicoscientifici verso persone / gruppi colpiti da varie patologie. Questa
è la sfida che abbiamo di fronte in questo momento, e la Bioetica, con la
proiezione nella società delle sue gerarchie accademiche, può aiutare a
fronteggiarla. Credo che l’istruzione sia l’unico strumento di trasformazione
che ci possa aiutare a forgiare una società più giusta, basata sul rispetto
e l’osservanza dei valori morali, perché se continuiamo in questa folle
corsa commerciale in cui a tutto si dà un prezzo, giungerà un momento in
cui non ci sarà più nulla per nessuno, nemmeno per i più potenti.
La Bioetica ci può aiutare a trovare la ragione d’essere della nostra esistenza,
il nostro senso della vita, affinché attraverso la ragionevolezza e la razionalità,
possiamo trovare un consenso o almeno un accordo fondato, basato su di un’etica
solidale e responsabile, affinché l’uomo sia sempre di più uomo a partire
dall’essere e non dall’avere. Forse può essere questo il punto di convergenza
ove la ragione può incontrarsi con la fede.
Giusto
Zanier
Joint- Honorary President
of the Argentinian Association
of Bioethics




