home page
sommario
inglese
I NOSTRI SITI

-CESIL
-SANITADE
-CONCORSI MEDICI
-ITALIAN LEADERSHIP
-GESTIONE BILANCI IN
CONTROLUCE

RUBRICHE
-concorsi
-aggiornamento
-sport news
-links
Molti compositori vengono trascurati e in molti casi volutamente dimenticati perchè non sono riusciti ad entrare nel "giro" internazionale.
Tale era la situazione nel passato: uno degli esempi più significativi è dato da Gaspare Spontini, nato a Majolati il 14 novembre 1774 e morto sempre nel paese natale nel 1851.

Operista di fama, durante la vita divenne importante grazie al carattere tenace e orgoglioso e allo spiccato amore per il melodramma. Divenuto celebre per l'opera "La Vestale" lottò senza tregua per imporsi ai grandi "baroni" musicali che dominavano la scena. Nato da famiglia umile, non si dette per vinto e reagì al destino che non lo aveva aiutato. La sfavillante Parigi lo vide protagonista l'11 febbraio 1804 quando una sua opera fu accettata al Théâtre Italien. Non era un'opera nuova, era stata composta quattro anni prima. Il titolo era " La finta filosofa" che si rifaceva allo stile del settecento napoletano. Dalle testimonianze del tempo si può sottolineare che "il giovin musicista" pieno di belle speranze stava conquistando lentamente il pubblico ed i critici parigini. Lo stesso Wagner, nei suoi scritti, cita più volte il nome del compositore, poichè egli stesso lo prese ad esempio, specialmente nel gusto per un'orchestrazione densa, quasi ossessiva. Il carattere duro, quasi ostinato di Spontini cominciava a dare i suoi frutti. Il successo si stava delineando, preparando il suo ingresso nella grande Berlino, che gli avrebbe procurato gioie e dolori. Ma gli oppositori sono sempre stati presenti, in ogni settore, e anche Spontini ne trovò, soprattutto nella figura del conte Karl von Brühl, intendente generale dei teatri reali di Berlino, che non voleva perdere la sua importante posizione nei salotti musicali dell'epoca. Ritornando a Wagner, Spontini ebbe in questo compositore un alleato: il suo rispetto per il "Fernando Cortez" di Spontini dette una grande soddisfazione all'italiano, che non si sentì più solo nella grande Germania. Possiamo riprodurre uno scritto dello stesso Wagner, che aiuta a capire il clima nel quale visse il nostro compositore: "... mi riuscì completamente nuovo quell'insieme straordinariamente preciso, pieno di fuoco e organizzato con ricchezza ( parla sempre di Spontini e della sua opera). Mi feci una nuova idea della bellezza di grandi rappresentazioni teatrali(...). Questa netta impressione continuò ad operare in me con efficacia e mi guidò poi specialmente nella concezione del mio Rienzi". Il tenace, volitivo e virile Spontini non fu soltanto un musicista celebrato e rispettato, ma divenne famoso per il suo successo con le donne. Infatti molte nobildonne tradirono i loro "amati" mariti, provando così l'ebbrezza di una scelta proibita agli occhi della nobiltà del tempo. Il compositore dell'"Agnese", di "Alcidor" e di altri capolavori teatrali, viveva un'esistenza intensa, ricca di sensazioni e di tensioni. Magro, con occhi di fuoco e una pettinatura riccioluta, possedeva un carisma che coinvolgeva tutti in un sottile gioco della fantasia. Anche la generosità fu una dote di Spontini, che essendo molto legato al paese natale offrì fondi per la costruzione di una casa di riposo che ancor oggi porta il suo nome. Una testimonianza di affetto per i concittadini, anche se la vita lo aveva portato verso altri luoghi e situazioni. La semplicità dell'uomo di campagna aveva ugualmente avuto il sopravvento sulla falsità dei salotti nobili, e appena gli impegni glielo permettevano si rifugiava nella amata Majolati per respirare l'aria della semplicità e serenità. Quindi Spontini fu straniero in terra straniera, ma ricco di quella fantasia che solo noi italiani possediamo.
Adriano Bassi