MAGGIO 1999 
 
   
 
La telemedicina e la telematica sanitaria sono entrate con un certo ritardo nella sfera di interesse dei paesi europei. A parte una serie di esperimenti sulle videoconferenze (fra i quali il collegamento tra gli ospedali di Hannover e Berlino), bisogna arrivare alla metà degli anni Ottanta per trovare un progetto pilota organico (il Biceps, avviato dalla Comunità europea) relativo allo studio del contributo dato dall'informatica e dalle telecomunicazioni all'assistenza medica. In effetti, la Ce comincia a pianificare e a coordinare le attività relative al settore di ricerca e sviluppo tecnologico (Rst) a partire dal 1984, raggruppandole in programmi quadro che si rinnovano ogni quattro anni. Il primo di questi (1984-1987) serve soprattutto a riunire i diversi filoni della ricerca comunitaria. Il secondo programma Rst (1987-1991) ha, invece, lo scopo principale di mettere a punto le tecnologie del futuro, rivolgendosi in particolare ai comparti dell'information technology e dell'elettronica, e guardando anche alle industrie e ai materiali da queste utilizzati. In tale contesto, vengono stanziati 20 milioni di ecu per finanziare un programma esplorativo dedicato proprio alla
medicina e chiamato Aim (Advanced Informatics in Medicine). Il progetto nasce da un'esigenza di cooperazione internazionale sentita da tutto il mondo medico ed ha gli obiettivi di migliorare la qualità dei servizi sanitari, facilitare la formazione di medici e infermieri, rendere possibile lo scambio di dati ed esperienze tra i vari Paesi europei. Su 200 proposte presentate dalle diverse nazioni, ne sono approvate e finanziate 43. Terminata la cosiddetta “exploratory phase”, durata circa diciotto mesi, Aim passa ad una fase più avanzata, e meno teorica e viene inserito (insieme a un più generale sottoprogramma di telematica di cui fa parte, denominato Stig) nel terzo programma quadro Rst (1990-1994). Quest'ultimo è sviluppato con una sempre maggiore attenzione alle attività connesse con la diffusione dei risultati della ricerca, alle tecnologie e alle scienze naturali, nonché alla formazione e alla mobilità dei ricercatori. Nella “main phase” di Aim, avviata all'inizio del '92, vengono valutate 193 proposte di progetti, 37 delle quali sono indicate come finanziabili. Vengono stanziati, quindi, oltre 90 milioni di ecu. L'obiettivo di questa fase è la costruzione di prototipi e applicazioni pilota: si tratta del passo precedente all'utilizzazione commerciale. E', infatti, necessario testare il gradimento da parte degli utenti e dimostrare la conformità a regolamenti e standard. I 37 progetti raggruppano un largo numero di partecipanti provenienti principalmente dai settori della ricerca, dell'industria, della sanità. I principali comparti toccati dai programmi sono quelli relativi ai servizi tecnici inerenti alla telemedicina; all'analisi delle immagini e alla comunicazione; all'integrazione, attraverso la telematica, tra gli ospedali o i centri di primo soccorso; alla diagnostica con il computer; alla redazione di documenti medici omogenei. Ma la caratteristica principale di Aim “main phase” è quella di promuovere il più possibile la cooperazione tra i diversi progetti, in modo da favorire la distribuzione di un background di conoscenze in grado di poter essere utilizzate in più occasioni. All'interno del terzo programma quadro sono avviati altri progetti comunitari sulle tecnologie dell'informazione che si rivolgono anche al comparto sanitario. Sono Esprit, Biomed (su biomedicina e salute) e Race (Research and development in Advanced Communication technologies in Europe). All'interno di quest'ultimo vengono accolte due specifiche proposte di sperimentazione in campo medico, Telemed e Multimed, per la cui realizzazione è assegnata parte (circa 380 milioni di ecu) degli stanziamenti comunitari precedentemente riservati ai servizi telematici di interesse generale. Con l'avvio del quarto programma quadro Rst (1994-1998), alcuni dei sottoprogrammi di ricerca cambiano nome. Stig, ad esempio, diventa Tap (Telematics application program) ottenendo finanziamenti per 841 milioni di ecu. E, al suo interno, Aim si trasforma in Healthcare telematics, progetto per il quale l'impegno europeo ammonta a 150 milioni di ecu. Il programma Esprit si rivolge sempre più all'information technology (It) e Race diventa Acts (Advanced Communication Technologies and Services). Si indirizza, quindi, allo studio e alla sperimentazione di nuove tecnologie anche attraverso dimostrazioni pratiche dei risultati eseguite con il diretto coinvolgimento degli utenti finali. Ha a disposizione un finanziamento di 630 milioni di ecu. Sono raggruppati, infine, sotto il nome di Biomed 2 i progetti riguardanti biomedicina e salute. La strategia di tutto il quarto programma quadro si snoda intorno a cinque fasi stabilite. La prima riguarda lo studio dei bisogni degli utenti. Con la seconda, si vogliono tradurre quei bisogni in specifiche funzionali. La terza fase si risolve nella costruzione di un prototipo di applicazione sviluppata in un progetto. Quarto momento, la convalida del prototipo attraverso la sperimentazione con gli utenti in situazioni reali. L'ultimo step consiste nell'elaborazione di un piano per utilizzare nella pratica i risultati raggiunti. Come si vede, all'interno del programma si è voluta prestare una particolare attenzione ai bisogni degli utenti, circostanza che, per quanto attiene ai progetti riguardanti la telematica sanitaria e la telemedicina, è del tutto inedita. L'intenzione, dunque, è quella di passare da un approccio prettamente accademico ad uno orientato al mercato. I progetti sviluppati sotto il nome Healthcare Telematics gravitano, in particolare, attorno cinque grandi argomenti, il primo dei quali attiene alla documentazione medica multimediale. Si guarda, poi, all'accrescimento delle risorse disponibili per le professioni mediche e al miglioramento gestionale dei servizi sanitari. Il terzo campo di sperimentazione è quello della telemedicina e delle nuove applicazioni della telematica. Il quarto riguarda i servizi di informazione per i cittadini e gli operatori della sanità e l'ultimo il supporto a specifici problemi inerenti alla telematica medica. Il tutto con un'attenzione particolare, si è detto, agli utenti. Sia a quelli finali, cioè professionisti della sanità (medici, infermieri etc.) e pazienti; sia a quelli definibili “intermedi”, cioè i manager e i promotori del mercato telematico nel settore sanitario e del sociale. Soggetti che si possono identificare come coloro che operano, nel pubblico o nel privato, a livello di pianificazione sul territorio. Il quinto programma quadro Rst (1998-2002) si è aperto ottenendo un budget pari a 14.960 milioni di euro. Una somma superiore del 4,61% a quella stanziata per il quarto (13.215 milioni di ecu) che già oltrepassava di molto le disponibilità impegnate nei programmi precedenti. Il nuovo piano si differenzia notevolmente dagli altri. E' studiato, infatti, per contribuire alla soluzione dei problemi riguardanti la ricerca e lo sviluppo tecnologico e rispondere alle principali sfide socioeconomiche affrontate dall'Europa. Per massimizzare il proprio impatto, dunque, il programma è incentrato su un numero limitato di settori di ricerca che tengono conto, però, di aspetti industriali, economici, tecnologici, sociali e culturali. Da questo si può dedurre che esiste la volontà dell'Unione europea, anche per quanto attiene alla telemedicina e alla telematica sanitaria, di applicare al più presto e ad ampio raggio quanto finora sperimentato. Tra i paesi d'Europa che hanno realizzato iniziative nazionali di telematica sanitaria c'è la Gran Bretagna dove è stato pubblicato un libro bianco sul nuovo National health service (Nhs) e un documento di strategia dell'informazione. E' stato, inoltre, messo a punto Nhs-net nel quale sono inserite reti regionali. In Francia esiste un sistema Intranet nazionale a cui si accede attraverso una card. E anche la Germania permette l'accesso a servizi con una carta sanitaria. In Olanda una larga maggioranza di medici di base si scambia dati in forma strutturata. La Grecia mette la telemedicina a disposizione dei pazienti isolati e in Danimarca esistono un sistema di messaggistica nazionale per gli operatori sanitari e un registro centrale computerizzato dei ricoveri. In conclusione possiamo dire che le possibilità di ulteriore sviluppo, a livello europeo, della telemedicina e della telematica sanitaria sono molte. Si pensi che la penetrazione nel mercato dei sistemi in questione varia dallo 0,8 al 1,2%, rispetto ad altri comparti nei quali l'investimento in telematica raggiunge il 3,5% del totale. E' noto, inoltre, che in Europa ci sono circa due milioni di professionisti della sanità, 300 mila punti di cura da interconnettere, 15 mila ospedali, 100 milioni di case, 380 milioni di utenti potenziali. Simili dati portano, ovviamente, a concludere che nel prossimo decennio è sicuramente prevedibile una crescita del mercato della telematica applicata alla medicina.

A cura di TIMED

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