Anno XVII- n.03-01

 

 

 

 

 

 

Genina Jacobone

Recita un antico proverbio: “Gli uomini che restano nella storia sono quelli che muoiono al momento giusto”.

Morire al momento giusto, quando gli applausi esaltano l’individuo è duro e non è nella psicologia dell’essere umano, ma vivere per vedere la propria stella tramontare è altrettanto difficile da accettare.

In questo caso viene fuori la vera natura del personaggio, che spesso, per dimostrare (più a se stesso che agli altri) di essere ancora sulla cresta dell’onda, assume comportamenti contraddittori, contribuendo, a far tramontare nel peggiore dei modi, la propria notorietà.

Uscire di scena con classe era ed è tuttora uno dei problemi degli attori, diventato ancor più difficile in quanto la rapida diffusione dell’informazione priva l’interessato anche di quel minimo di privacy necessaria per salvare la propria immagine. Uscire di scena non è solo un problema degli attori, lo è un po’ per tutte le categorie: lo è per le “firme” del giornalismo, lo è per i politici, che raramente si rassegnano a rientrare fra le fila dei comuni cittadini. Basta leggere i quotidiani per rendersene conto: riciclati storici, arrampicatori di ogni genere, nullafacenti che in politica hanno trovato un po’ di notorietà e nella pratica si sono “sistemati”.

Tutti in lotta per restare sul proscenio, costi quel che costi, utilizzando anche gli escrementi a sostegno dei propri interessi. In contrapposizione va di moda il “buonismo”, a spese degli altri, esercitato attraverso elucubrazioni mentali, parole che sembrano logiche ma che logiche non sono, al contrario semplicemente demagogiche dato che della logica non hanno il filo conduttore, ovvero il pensiero, elaborato dalla coscienza e dalla conoscenza espresso nel rispetto dell’intelligenza dell’interlocutore.

Abbiamo provato ad associare i personaggi del passato morti al momento giusto, o morti al momento sbagliato, con quelli attualmente in vita; per prudenza non possiamo pubblicare i risultati degli accoppiamenti.

Ognuno cerchi di farlo, un po’ per gioco e un po’ seriamente. Perché queste riflessioni? Per capire ciò che accade nella nostra società, per rendersi conto del livello di degrado in cui stiamo inesorabilmente scivolando, è necessario rapportarsi a personaggi del passato, cercare di capire quale è stata l’influenza che hanno avuto nella vita della società e trarne le conseguenze per prevenire il futuro.

La storia è maestra di vita per l’esperienza che ci trasmette. Forse su queste pagine sarebbe stato più giusto affrontare temi pratici, inerenti al settore sanitario, ma i problemi sono quelli di sempre, ancora sul tavolo, tutti irrisolti, del resto in sanità come in tutti gli altri comparti sociali.

E’ inutile quindi parlarne, mentre le bocce sono ferme e i giocatori ufficialmente non hanno iniziato la partita.

Per sapere chi vincerà, e quali provvedimenti intende prendere, occorre aspettare. Proporre dei suggerimenti o delle possibili soluzioni è perfettamente inutile.

L’unica speranza che possiamo o dobbiamo lasciarci, è che chiunque vinca, abbia il buon senso di fermare la caduta morale, formale e sostanziale, in ogni settore per salvare il salvabile di una civiltà sulla via del tramonto.