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Recita
un antico proverbio: “Gli uomini che restano nella storia sono quelli
che muoiono al momento giusto”.
Morire
al momento giusto, quando gli applausi esaltano l’individuo è duro e
non è nella psicologia dell’essere umano, ma vivere per vedere la propria
stella tramontare è altrettanto difficile da accettare.
In
questo caso viene fuori la vera natura del personaggio, che spesso,
per dimostrare (più a se stesso che agli altri) di essere ancora sulla
cresta dell’onda, assume comportamenti contraddittori, contribuendo,
a far tramontare nel peggiore dei modi, la propria notorietà.
Uscire
di scena con classe era ed è tuttora uno dei problemi degli attori,
diventato ancor più difficile in quanto la rapida diffusione dell’informazione
priva l’interessato anche di quel minimo di privacy necessaria per salvare
la propria immagine. Uscire di scena non è solo un problema degli attori,
lo è un po’ per tutte le categorie: lo è per le “firme” del giornalismo,
lo è per i politici, che raramente si rassegnano a rientrare fra le
fila dei comuni cittadini. Basta leggere i quotidiani per rendersene
conto: riciclati storici, arrampicatori di ogni genere, nullafacenti
che in politica hanno trovato un po’ di notorietà e nella pratica si
sono “sistemati”.
Tutti
in lotta per restare sul proscenio, costi quel che costi, utilizzando
anche gli escrementi a sostegno dei propri interessi. In contrapposizione
va di moda il “buonismo”, a spese degli altri, esercitato attraverso
elucubrazioni mentali, parole che sembrano logiche ma che logiche non
sono, al contrario semplicemente demagogiche dato che della logica non
hanno il filo conduttore, ovvero il pensiero, elaborato dalla coscienza
e dalla conoscenza espresso nel rispetto dell’intelligenza dell’interlocutore.
Abbiamo
provato ad associare i personaggi del passato morti al momento giusto,
o morti al momento sbagliato, con quelli attualmente in vita; per prudenza
non possiamo pubblicare i risultati degli accoppiamenti.
Ognuno
cerchi di farlo, un po’ per gioco e un po’ seriamente. Perché queste
riflessioni? Per capire ciò che accade nella nostra società, per rendersi
conto del livello di degrado in cui stiamo inesorabilmente scivolando,
è necessario rapportarsi a personaggi del passato, cercare di capire
quale è stata l’influenza che hanno avuto nella vita della società e
trarne le conseguenze per prevenire il futuro.
La
storia è maestra di vita per l’esperienza che ci trasmette. Forse su
queste pagine sarebbe stato più giusto affrontare temi pratici, inerenti
al settore sanitario, ma i problemi sono quelli di sempre, ancora sul
tavolo, tutti irrisolti, del resto in sanità come in tutti gli altri
comparti sociali.
E’
inutile quindi parlarne, mentre le bocce sono ferme e i giocatori ufficialmente
non hanno iniziato la partita.
Per
sapere chi vincerà, e quali provvedimenti intende prendere, occorre
aspettare. Proporre dei suggerimenti o delle possibili soluzioni è perfettamente
inutile.
L’unica
speranza che possiamo o dobbiamo lasciarci, è che chiunque vinca, abbia
il buon senso di fermare la caduta morale, formale e sostanziale, in
ogni settore per salvare il salvabile di una civiltà sulla via del tramonto.
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