

Questo mese ha visto l’Italia dividersi sul caso di cronaca nera dell’omicidio di Samuele. Dalla carcerazione della madre Anna Maria Franzoni, gli italiani si sono separati in due fazioni: gli “innocentisti” e i “colpevolisti”. L’avvocato Carlo Federico Grosso insiste per la scarcerazione e l’équipe psichiatrica della Cattolica di Milano ha “assolto” in prima battuta la mamma. Senz’altro la vicenda avrà nuovi sviluppi e, a meno che non subentri un nuovo episodio ancora più coinvolgente che distragga l’opinione pubblica da Cogne, resterà ancora in auge nei dibattiti televisivi e dei media. Dal punto di vista della politica interna, desta sconcerto il continuo valzer dei gruppi che dal centro a sinistra non trovano pace nelle alleanze, nei programmi e nella leadership di chi li dovrebbe autorevolmente rappresentare davanti agli elettori delle amministrative di maggio. La Margherita, che celebrerà a Parma dal 22 al 24 marzo il proprio Congresso, più che un fiore pronto a sbocciare in primavera sembra perdere petali e appassire per mancanza di linfa vitale! Mastella dell’Udeur ribadisce il ruolo decisivo dei centristi, attacca Rutelli e si schiera con Di Pietro. Per uno che esce ce n’è uno che entra: Dini, infatti, decide che è arrivato il momento di confluire nel fiore di campo! E’ una quadriglia movimentata, dove, se ti distrai e perdi il giro, non capisci più come e con chi riprendere la mano giusta, ed è comprensibile lo sconcerto dei cittadini che per restare aggiornati non devono perdere una battuta e devono impegnarsi in un lavoro di decodifica dei messaggi cerebralmente complesso, dove la trasparenza è solo apparente e dove il politichese la fa da padrone! Un groviglio di considerazioni banali, che possono unire tutti così come li possono dividere con l’imperativo categorico: “che le poltrone tornino a noi!” In fondo, nel cerchio che unisce i petali tutto ruota e può ruotare sia in un verso sia nell’altro, come il vento dell’opportunità politica soffia e non ci si può più scandalizzare di nulla se perfino uno come Bertinotti fa del comunismo un brodo liquido da digerire in fretta, per poi passare ad altri piatti ben più sostanziosi! L’allarme terrorismo internazionale fa temere per analogia una rinascita anche in casa dell’attività di quei gruppi che fanno della morte un sacrificio strumentale alle proprie idee, e così da un lato si agita la piazza e dall’altro la si placa con lo spauracchio del ritorno ad una violenza di stampo anni ‘70. Contraddizioni apparenti per riprendere fiato, riguadagnare posizioni, mentre comunque i lavori della Camera procedono a varare nuove norme che snelliscano le pratiche giacenti nei Tribunali e rendano l’iter delle cause più accettabile e meno dispendioso. Anche per questo il Ministro Caselli rivolge un appello ai Magistrati, nel tentativo di riaprire un dialogo e di sbloccare una situazione insostenibile. In un concerto democratico il dibattito è forma insostituibile di comunicazione. Per dibattere, però, occorrono due condizioni necessarie: la prima, che sia ben definito l’oggetto del contendere, la seconda che i pareri siano in qualche modo discordi. Nell’ampio panorama dell’attività parlamentare ci rammarica dover considerare che gli oggetti del contendere e i pareri ruotano così vorticosamente da sembrare trottole dai contorni indefiniti e senza una direzione precisa.

