Abstract
Negli ultimi trent' anni le malattie allergiche respiratorie, ed in particolare
l’asma bronchiale, stanno facendo registrare un progressivo e cospicuo incremento
di frequenza, soprattutto nel mondo occidentale. Tale aumento è da ricondurre
verosimilmente a vari fattori, soprattutto ambientali, tra cui è da segnalare
lo stile di vita occidentale con la riduzione delle infezioni e con l’aumento
della esposizione a vari agenti inquinanti ad attività irritativa sulle vie
aeree, sia all’interno delle pareti domestiche che nell’ambiente lavorativo
e nelle città con elevato inquinamento atmosferico da scarichi veicolari.
Questa patologia insorge infatti per una convergenza di elementi genetici
ed ambientali, ma è soprattutto l’ambiente (allergeni ed agenti in grado di
indurre flogosi delle vie aeree come ad esempio fumo di tabacco e gli agenti
dell’inquinamento atmosferico urbano; infezioni respiratorie virali; ecc.)
a costituire l’elemento fondamentale in grado di determinare l’estrinsecarsi
dell’ostruzione bronchiale. L’atopia, da intendersi come attitudine costituzionale
a sintetizzare IgE in concentrazione elevata come risposta a stimoli allergenici
che non sono in grado di evocare alcuna risposta IgE-mediata nei soggetti
non atopici, costituisce un importante fattore di rischio per lo sviluppo
di asma bronchiale. Il processo di sensibilizzazione immunologica nei confronti
dei principali allergeni ambientali inizia già nella vita intrauterina o nei
primi mesi di vita, epoca in cui il sistema immunitario è altamente vulnerabile
a vari stimoli ambientali, per cui l’impatto con gli allergeni, soprattutto
quelli derivati dai Dermatophagoides, può condizionare lo sviluppo della risposta
immune ad orientarsi verso il fenotipo Th2 e quindi verso la sintesi di IgE
da parte dei linfociti B. Tra gli altri agenti in grado di stimolare risposte
allergiche delle vie aeree troviamo gli allergeni liberati dai pollini di
talune piante. Osservazioni recenti stanno dimostrando l’esistenza di una
interazione tra agenti dell’inquinamento atmosferico ed allergeni pollinici,
con effetti di maggiore aggressività flogistica a livello delle vie aeree,
soprattutto di chi vive all’interno di città con elevato inquinamento atmosferico.