
| MARZO 1999 |

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Walt Disney sarebbe rimasto a bocca aperta. I fumetti, i comics, i cartoons dei tempi moderni fanno una magra figura, qui a Padova, di fronte alla fantasia inesauribile sfoggiata per secoli dai miniatori locali nella vastissima produzione libraria della città. In una Divina Commedia del Trecento, per esempio, una Beatrice bellissima quanto irraggiungibile lancia con lo sguardo una raffica di pugnaletti dorati sul povero Dante, che stramazza al suolo atterrito proprio come Paperino di fronte all'ennesima sfuriata dello ziastro. La Tebaide di Stazio miniata nello stesso periodo è un gran fumettone di cappa e spada degno del Guerrin Meschino e il Salterio delle monache di San Pietro, del secolo prima, un raffinato fotoromanzo sacro, tutto oro, azzurro e porpora, ad uso di quelle claustrali ma esigentissime lettrici. Si direbbe insomma che l'odierna civiltà dell'immagine, con quel circuito testuale e visivo che la potenza onnipervasiva dei media tende sempre più a omologare in un unico messaggio, sia nata vari secoli fa proprio nella prospera, ricca, coltissima città di Padova, sede di numerose istituzioni ecclesiastiche, di un fiorente collezionismo librario e di una università all'avanguardia in Europa. Ecco allora che la straordinaria ricchezza della civiltà figurativa padovana, quale appare nell'illustrazione del libro manoscritto e del primo libro a stampa, non è solo sfoggio di eleganza formale ma anche, ad altissimi livelli di stile e di densità di pensiero, manifestazione per immagini dei contenuti e dei significati del testo. Con lo scopo, più che evidente (e quanto mai attuale), di
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P.P.Vergerio, "De principibus carrariensibus et gestis eorum" Padova, Biblioteca Civica (in alto a sinistra)
affidare alle immagini il compito di trasmettere il senso del testo sacro e profano con un'efficacia di gran lunga superiore alla stessa parola scritta. Non è un caso del resto che i cataloghi della manifestazione siano a cura di Franco Cosimo Panini, l'editore di Modena passato con disinvoltura, ed eccellenti risultati, dalle figurine dei calciatori alle “figurine” dei codici miniati, di cui oggi pubblica prestigiosi facsimile. L'opera più significativa e sorprendente della mostra resta comunque la Bibbia istoriata al tempo di Francesco Novello da Carrara, tra il 1390 e il 1405, e oggi divisa tra Rovigo e Londra. Rriunita all'Accademia dei Concordi di Rovigo (una delle tre sedi della rassegna con Padova e l'Abbazia di Praglia, nei Colli Euganei), è un poderoso manoscritto in cui il testo sacro,
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"Salterio delle monache di S.Pietro" Padova, Biblioteca del Seminario
riassunto in forma molto succinta, è stato tradotto in volgare padovano. Un dialetto degno del miglior Ruzante, che in questo caso suona come orgogliosa affermazione di patavinitas, fungendo da strumento di un progetto di propaganda politica degno di Umberto Bossi. Ma ancora più sorprendente è il ricchissimo apparato illustrativo, distribuito in 860 vignette, disposte quattro per foglio in modo da occupare quasi tutto lo spazio disponibile. Come nel vecchio “Corriere dei piccoli”, il testo ha una funzione accessoria rispetto alle immagini, tutte ispirate ai costumi, agli ambienti e alla società del tempo. Insomma, una Bibbia a fumetti in cui il popolo potesse riconoscersi e trovare un'identità collettiva. Per una volta quindi vale la pena di trascurare quadri e sculture per accostarsi con curiosità ed interesse al mondo della miniatura. Un mondo ancora tutto da scoprire che sicuramente ha in serbo tante sorprese.
Divina commedia (Paradiso - Sez. XIV) "Dante fulminato dallo sguardo di Beatrice" - Padova - Biblioteca del Seminario ![]()
"Parole dipinte. La miniatura a Padova dal Medioevo al Settecento"
21 marzo – 20 giugno 1999 Padova, Palazzo della Ragione, Palazzo del Monte Teolo,Abbazia di Praglia Rovigo, Accademia dei ConcordiMensile di scienza medica e attualita`
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