MARZO 1999 
 

   

Il "World Wide Web"

                                    

IL PROGETTO DI SONDALO

 
Piergiorgio Spaggiari
 

Elementi del progetto
(seguito - parte seconda)

1.3 Il World Wide Web

In questo paragrafo si e’ voluto dare una visione di insieme del World Wide Web e delle sue funzionalità specificando anche le modalità con cui operano i browser per accedere alle informazioni contenute sul Web. Si e’ voluto andare nel dettaglio di alcune funzionalità, per dar modo a chi non ha dimestichezza con tali tecnologie di comprendere meglio gli strumenti attraverso i quali verrà realizzato “Angelo” e la loro flessibilità

World Wide Web (cui ci si riferisce spesso con gli acronimi WWW o W3) è stato l’ultimo servizio informativo a venire alla ribalta su Internet. Ma il successo della “ragnatela mondiale” è stato tale che attualmente, per la maggior parte degli utenti, essa coincide con la rete stessa. Sebbene questa convinzione sia tecnicamente scorretta, è indubbio che gran parte dell’esplosione del “fenomeno Internet” a cui abbiamo assistito in questi ultimi anni sia legata proprio alla diffusione di questo strumento.

La storia del World Wide Web inizia nel maggio del 1990, quando Tim Berners Lee, un ricercatore del CERN di Ginevra, presenta una proposta che ha l’obiettivo di sviluppare un sistema di pubblicazione e reperimento delle informazioni distribuite su rete geografica che tenesse in contatto la comunità internazionale dei fisici. L’impulso decisivo al suo sviluppo, viene solo all’inizio del 1993, dal National Center for Supercomputing Applications (NCSA) dell’Università dell’Illinois. Basandosi sul lavoro del CERN, Marc Anderssen ed Eric Bina, sviluppano una interfaccia grafica multipiattaforma per l’accesso ai documenti presenti su World Wide Web, il famoso Mosaic, e la distribuiscono gratuitamente a tutta la comunità di utenti della rete. In breve tempo il Web si impone come il servizio più usato dagli utenti della rete, e inizia ad attrarne di nuovi. Il successo del World Wide Web ha naturalmente suscitato l’interesse di una enorme quantità di nuovi autori ed editori telematici, interesse che ha determinato dei ritmi di crescita più che esponenziali. Nel 1993 esistevano solo duecento server Web in rete, mentre oggi ce ne sono più di dieci milioni. Le caratteristiche che hanno fatto del World Wide Web una vera e propria rivoluzione nel mondo della telematica, possono essere riassunte nei seguenti punti:

* la sua diffusione planetaria

* la facilità di utilizzo delle interfacce,

* la sua organizzazione ipertestuale,

* la possibilità di trasmettere e ricevere informazioni multimediali,

* la semplicità di gestione per i fornitori delle informazioni.

Dal punto di vista dell’utente finale Web si presenta come un illimitato universo di documenti multimediali integrati ed interconnessi tramite una rete di collegamenti dinamici. Uno spazio informativo in cui e’ possibile muoversi facilmente alla ricerca di informazioni, testi, immagini, dati, curiosità, prodotti. Non solo: il Client Web e’ in grado di accedere in maniera del tutto automatica a tutte le risorse e i servizi presenti su Internet: gopher, FTP, collegamenti telnet, newsgoup. Tra gli aspetti innovativi di World Wide Web, i più notevoli sono decisamente l' organizzazione ipertestuale e la possibilità di trasmettere informazioni multimediali integralmente. Con il termine multimedialità ci si riferisce alla possibilità di utilizzare contemporaneamente , in uno stesso messaggio comunicativo, più media e più linguaggi. Attraverso la codifica digitale si è oggi in grado di immagazzinare in un unico oggetto informativo, che chiameremo documento, pressoché tutti i media ed i linguaggi comunicativi : testo, immagine, suono, parola, video. Per quanto riguarda il concetto di ipertesto, è opportuno distinguere tra aspetto logico-astratto e aspetto pratico-implementativo. Dal punto di vista logico un ipertesto è un sistema di organizzazione delle informazioni (testuali , ma non solo) in una struttura non sequenziale, bensì reticolare. Esso è costituito da un’insieme di unità informative, (i nodi) e da un insieme di collegamenti (link) che da un blocco permettono di passare ad uno o più blocchi esterni. Se le informazioni che sono collegate tra loro nella rete non sono solo documenti testuali, ma in generale informazioni veicolate da media differenti (testo, immagini, suoni, video) , l’ipertesto diventa multimediale e viene definito ipermedia. Dal punto di vista della implementazione concreta, un ipertesto digitale si presenta come un documento elettronico in cui alcune porzioni di testo o immagini presenti sullo schermo, evidenziate attraverso artifici grafici (icone, colore, tipo e stile del carattere ), rappresentano i diversi collegamenti disponibili nella pagina. Questi funzionano come dei pulsanti che attivano il collegamento e consentono di passare, sullo schermo, al documento di destinazione. Il pulsante viene “premuto” attraverso un dispositivo di input, generalmente il mouse o una combinazione di tasti, o un tocco su uno schermo touch-screen. Il funzionamento del World Wide Web non differisce molto da quello delle altre applicazioni Internet. Anche in questo caso il sistema si basa su una interazione tra un client e un server. Il protocollo di comunicazione che i due moduli utilizzano per interagire si chiama Hyper Text Transfer Protocol (HTTP). L’unica, ma importante, differenza specifica è la presenza di un formato speciale in cui debbono essere memorizzati i documenti inseriti su Web, denominato Hyper Text Markup Language (HTML). I client Web sono gli strumenti di interfaccia tra l’utente ed il sistema; le funzioni principali che svolgono sono:

* ricevere i comandi dall’utente,

* richiedere ai server i documenti,

* interpretare il formato e presentarlo all’utente. Nel gergo telematico questi programmi vengono chiamati Browser, dall’inglese “to browse”, scorrere, poiché essi permettono appunto di scorrere i documenti. Nel momento in cui un utente attiva un collegamento, agendo su un link o specificando esplicitamente l’indirizzo di un documento, il client invia una richiesta ad un determinato server con l’indicazione dei file che deve ricevere. Il Server Web, o più precisamente HTTP, si occupa invece, della gestione, del reperimento, e del recapito dei singoli documenti richiesti dai client. Naturalmente esso è in grado di gestire più richieste contemporaneamente. Il Server svolge anche altre funzioni, in particolare l’interazione con altri programmi che permette di produrre documenti in modo dinamico. Facciamo un esempio concreto : Un documento Web è ovviamente un file, che una volta preparato e messo in linea rimane a disposizione degli utenti, finché il gestore del sistema non decide di modificarlo o rimuoverlo. Ci sono però dei casi in cui il contenuto di un documento cambia in modo dinamico , ad esempio quando si inviano o visualizzano i risultati di una ricerca su Data Base. Vedremo più avanti, nel capitolo 4 , che proprio questa modalità di operare verrà utilizzata nell’interazione tra il Web, che andremo a costruire e il Data Base che conterrà le informazioni relative allo stato di salute dei pazienti. Il Server Web è in grado di effettuare queste operazioni attraverso la Common Gateway Interface (CGI), ovvero una serie di comandi standard grazie ai quali può comunicare con applicazioni e programmi (ad esempio fare una ricerca automatica su Data Base) e produrre istantaneamente dei documenti Web adeguati alla operazione compiuta (ad esempio, contenenti i risultati di una ricerca). Naturalmente tutto ciò avviene in modo del tutto trasparente all’utente finale e con tempi di risposta estremamente contenuti. Un’altra tipica funzione svolta dal server e’ la gestione di transazioni sicure attraverso tecnologie di criptazione dei dati (come vedremo più avanti nei paragrafi relativi alla sicurezza ed al firewall del capitolo 4). Come abbiamo detto precedentemente, lo strumento principale per la navigazione nelle pagine del World Wide Web e’ il browser , cioè un programma in grado di richiedere la pagina che desideriamo, raggiungere il server remoto dove è depositata, riceverla e visualizzarla correttamente (testo, immagini, collegamenti ipertestuali, sfondi ...il tutto impaginato seguendo le istruzioni fornite, sotto forma di marcatori HTML, da chi ha creato quella determinata pagina). I programmi per accedere a WWW oggi disponibili sono abbastanza numerosi ed includono tutte le più diffuse piattaforme e sistemi operativi. I browser più diffusi appartengono alla famiglia dei browser grafici ed in particolare Netscape Navigator (usato attualmente da circa il 60% degli utenti di Internet) e Microsoft Internet Explorer (in forte crescita di quote di mercato) rappresentano i due prodotti di punta in quest’area. In generale i browser, oltre al formato HTML, sono in grado di visualizzare autonomamente i file di testo in semplice formato ASCII non marcato, ed almeno i due formati di file grafici più diffusi su Internet: il GIF e il JPEG, integrando le immagini all’interno del documento. Se il file che viene ricevuto dalla rete è in un formato che il browser non sa interpretare direttamente, ma che comunque conosce, perché associato ad un altro programma disponibile nel sistema, esso può avviare direttamente delle applicazioni di supporto in grado di interpretarlo: se si tratta ad esempio di un file sonoro, verrà avviato un riproduttore di suoni, se si tratta di un video, verrà avviato un programma di riproduzione video.... La maggior parte dei browser hanno inoltre delle funzioni che rendono più efficiente l’accesso on-line alle pagine, specialmente per chi usa una linea telefonica:

* gestione avanzata di testi e immagini

* uso di memoria di deposito locale, detta cache.

La prima caratteristica si riferisce al modo in cui il browser gestisce i file che vengono inviati dal server remoto, e alle precedenze nella composizione a video della pagina. I file HTML sono dei semplici file in formato ASCII. Perciò un documento testuale su Web, anche se molto lungo, ha una dimensione in byte molto contenuta (elemento fondamentale per poter garantire velocità di risposta). I file grafici invece, anche se utilizzano gli algoritmi di compressione, occupano molto più spazio e quindi necessitano di più tempo per essere trasmessi. Quando una pagina Web viene inviata, il file di testo arriva quindi molto più velocemente dei file grafici eventualmente a corredo. Per evitare tempi morti, e poiché si può assumere che un utente sia , in genere, interessato alla lettura del testo prima che alla visione delle immagini, molti browser cominciano subito a visualizzare il testo, anche prima che tutte le immagini vengano ricevute completamente. Il testo stesso viene visualizzato progressivamente, man mano che arrivano i dati, senza aspettarne la ricezione completa. Questo meccanismo aumenta considerevolmente la velocità di navigazione. La seconda caratteristica ha la funzione di creare una sorta di duplicato locale di piccole sezioni del Web. L’uso della cache permette di velocizzare un eventuale nuovo accesso a pagine già visitate precedentemente, o a file già caricati. Ogni volta che il browser riceve dalla rete una pagina, fa una copia di tutti i file che la compongono sul disco fisso locale. Se successivamente l’utente tenta di accedere nuovamente a tale pagina, il programma carica i file memorizzati nella cache, piuttosto che richiederli di nuovo al server remoto. Il meccanismo funziona anche se lo stesso file ricorre in più pagine: ad esempio le icone che si ripetono su tutte le pagine di un certo sito. La disponibilità e la dimensione della memoria cache, sono modificabili attraverso i comandi di configurazione del browser. Dopo un determinato periodo di tempo, o quando lo spazio disponibile su disco è esaurito, il browser cancella i file più vecchi, per fare spazio a quelli nuovi. (continua)

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