
Il "World Wide Web"
IL PROGETTO DI SONDALO
Elementi del progetto
(seguito - parte seconda)
1.3
Il World Wide Web
In
questo paragrafo si e’ voluto dare una visione di insieme del World Wide
Web e delle sue funzionalità specificando anche le modalità
con cui operano i browser per accedere alle informazioni contenute sul Web.
Si e’ voluto andare nel dettaglio di alcune funzionalità, per dar
modo a chi non ha dimestichezza con tali tecnologie di comprendere meglio
gli strumenti attraverso i quali verrà realizzato “Angelo” e la loro
flessibilità
World
Wide Web (cui ci si riferisce spesso con gli acronimi WWW o W3) è
stato l’ultimo servizio informativo a venire alla ribalta su Internet. Ma
il successo della “ragnatela mondiale” è stato tale che attualmente,
per la maggior parte degli utenti, essa coincide con la rete stessa. Sebbene
questa convinzione sia tecnicamente scorretta, è indubbio che gran
parte dell’esplosione del “fenomeno Internet” a cui abbiamo assistito in
questi ultimi anni sia legata proprio alla diffusione di questo strumento.
La
storia del World Wide Web inizia nel maggio del 1990, quando Tim Berners
Lee, un ricercatore del CERN di Ginevra, presenta una proposta che ha l’obiettivo
di sviluppare un sistema di pubblicazione e reperimento delle informazioni
distribuite su rete geografica che tenesse in contatto la comunità
internazionale dei fisici. L’impulso decisivo al suo sviluppo, viene solo
all’inizio del 1993, dal National Center for Supercomputing Applications
(NCSA) dell’Università dell’Illinois. Basandosi sul lavoro del CERN,
Marc Anderssen ed Eric Bina, sviluppano una interfaccia grafica multipiattaforma
per l’accesso ai documenti presenti su World Wide Web, il famoso Mosaic,
e la distribuiscono gratuitamente a tutta la comunità di utenti della
rete. In breve tempo il Web si impone come il servizio più usato
dagli utenti della rete, e inizia ad attrarne di nuovi. Il successo del
World Wide Web ha naturalmente suscitato l’interesse di una enorme quantità
di nuovi autori ed editori telematici, interesse che ha determinato dei
ritmi di crescita più che esponenziali. Nel 1993 esistevano solo
duecento server Web in rete, mentre oggi ce ne sono più di dieci
milioni. Le caratteristiche che hanno fatto del World Wide Web una vera
e propria rivoluzione nel mondo della telematica, possono essere riassunte
nei seguenti punti:
*
la sua diffusione planetaria
*
la facilità di utilizzo delle interfacce,
*
la sua organizzazione ipertestuale,
*
la possibilità di trasmettere e ricevere informazioni multimediali,
*
la semplicità di gestione per i fornitori delle informazioni.
Dal
punto di vista dell’utente finale Web si presenta come un illimitato universo
di documenti multimediali integrati ed interconnessi tramite una rete di
collegamenti dinamici. Uno spazio informativo in cui e’ possibile muoversi
facilmente alla ricerca di informazioni, testi, immagini, dati, curiosità,
prodotti. Non solo: il Client Web e’ in grado di accedere in maniera del
tutto automatica a tutte le risorse e i servizi presenti su Internet: gopher,
FTP, collegamenti telnet, newsgoup. Tra gli aspetti innovativi di World
Wide Web, i più notevoli sono decisamente l' organizzazione ipertestuale
e la possibilità di trasmettere informazioni multimediali integralmente.
Con il termine multimedialità ci si riferisce alla possibilità
di utilizzare contemporaneamente , in uno stesso messaggio comunicativo,
più media e più linguaggi. Attraverso la codifica digitale
si è oggi in grado di immagazzinare in un unico oggetto informativo,
che chiameremo documento, pressoché tutti i media ed i linguaggi
comunicativi : testo, immagine, suono, parola, video. Per quanto riguarda
il concetto di ipertesto, è opportuno distinguere tra aspetto logico-astratto
e aspetto pratico-implementativo. Dal punto di vista logico un ipertesto
è un sistema di organizzazione delle informazioni (testuali , ma
non solo) in una struttura non sequenziale, bensì reticolare. Esso
è costituito da un’insieme di unità informative, (i nodi)
e da un insieme di collegamenti (link) che da un blocco permettono di passare
ad uno o più blocchi esterni. Se le informazioni che sono collegate
tra loro nella rete non sono solo documenti testuali, ma in generale informazioni
veicolate da media differenti (testo, immagini, suoni, video) , l’ipertesto
diventa multimediale e viene definito ipermedia. Dal punto di vista della
implementazione concreta, un ipertesto digitale si presenta come un documento
elettronico in cui alcune porzioni di testo o immagini presenti sullo schermo,
evidenziate attraverso artifici grafici (icone, colore, tipo e stile del
carattere ), rappresentano i diversi collegamenti disponibili nella pagina.
Questi funzionano come dei pulsanti che attivano il collegamento e consentono
di passare, sullo schermo, al documento di destinazione. Il pulsante viene
“premuto” attraverso un dispositivo di input, generalmente il mouse o una
combinazione di tasti, o un tocco su uno schermo touch-screen. Il funzionamento
del World Wide Web non differisce molto da quello delle altre applicazioni
Internet. Anche in questo caso il sistema si basa su una interazione tra
un client e un server. Il protocollo di comunicazione che i due moduli utilizzano
per interagire si chiama Hyper Text Transfer Protocol (HTTP). L’unica, ma
importante, differenza specifica è la presenza di un formato speciale
in cui debbono essere memorizzati i documenti inseriti su Web, denominato
Hyper Text Markup Language (HTML). I client Web sono gli strumenti di interfaccia
tra l’utente ed il sistema; le funzioni principali che svolgono sono:
*
ricevere i comandi dall’utente,
*
richiedere ai server i documenti,
*
interpretare il formato e presentarlo all’utente. Nel gergo telematico questi
programmi vengono chiamati Browser, dall’inglese “to browse”, scorrere,
poiché essi permettono appunto di scorrere i documenti. Nel momento
in cui un utente attiva un collegamento, agendo su un link o specificando
esplicitamente l’indirizzo di un documento, il client invia una richiesta
ad un determinato server con l’indicazione dei file che deve ricevere. Il
Server Web, o più precisamente HTTP, si occupa invece, della gestione,
del reperimento, e del recapito dei singoli documenti richiesti dai client.
Naturalmente esso è in grado di gestire più richieste contemporaneamente.
Il Server svolge anche altre funzioni, in particolare l’interazione con
altri programmi che permette di produrre documenti in modo dinamico. Facciamo
un esempio concreto : Un documento Web è ovviamente un file, che
una volta preparato e messo in linea rimane a disposizione degli utenti,
finché il gestore del sistema non decide di modificarlo o rimuoverlo.
Ci sono però dei casi in cui il contenuto di un documento cambia
in modo dinamico , ad esempio quando si inviano o visualizzano i risultati
di una ricerca su Data Base. Vedremo più avanti, nel capitolo 4 ,
che proprio questa modalità di operare verrà utilizzata nell’interazione
tra il Web, che andremo a costruire e il Data Base che conterrà le
informazioni relative allo stato di salute dei pazienti. Il Server Web è
in grado di effettuare queste operazioni attraverso la Common Gateway Interface
(CGI), ovvero una serie di comandi standard grazie ai quali può comunicare
con applicazioni e programmi (ad esempio fare una ricerca automatica su
Data Base) e produrre istantaneamente dei documenti Web adeguati alla operazione
compiuta (ad esempio, contenenti i risultati di una ricerca). Naturalmente
tutto ciò avviene in modo del tutto trasparente all’utente finale
e con tempi di risposta estremamente contenuti. Un’altra tipica funzione
svolta dal server e’ la gestione di transazioni sicure attraverso tecnologie
di criptazione dei dati (come vedremo più avanti nei paragrafi relativi
alla sicurezza ed al firewall del capitolo 4). Come abbiamo detto precedentemente,
lo strumento principale per la navigazione nelle pagine del World Wide Web
e’ il browser , cioè un programma in grado di richiedere la pagina
che desideriamo, raggiungere il server remoto dove è depositata,
riceverla e visualizzarla correttamente (testo, immagini, collegamenti ipertestuali,
sfondi ...il tutto impaginato seguendo le istruzioni fornite, sotto forma
di marcatori HTML, da chi ha creato quella determinata pagina). I programmi
per accedere a WWW oggi disponibili sono abbastanza numerosi ed includono
tutte le più diffuse piattaforme e sistemi operativi. I browser più
diffusi appartengono alla famiglia dei browser grafici ed in particolare
Netscape Navigator (usato attualmente da circa il 60% degli utenti di Internet)
e Microsoft Internet Explorer (in forte crescita di quote di mercato) rappresentano
i due prodotti di punta in quest’area. In generale i browser, oltre al formato
HTML, sono in grado di visualizzare autonomamente i file di testo in semplice
formato ASCII non marcato, ed almeno i due formati di file grafici più
diffusi su Internet: il GIF e il JPEG, integrando le immagini all’interno
del documento. Se il file che viene ricevuto dalla rete è in un formato
che il browser non sa interpretare direttamente, ma che comunque conosce,
perché associato ad un altro programma disponibile nel sistema, esso
può avviare direttamente delle applicazioni di supporto in grado
di interpretarlo: se si tratta ad esempio di un file sonoro, verrà
avviato un riproduttore di suoni, se si tratta di un video, verrà
avviato un programma di riproduzione video.... La maggior parte dei browser
hanno inoltre delle funzioni che rendono più efficiente l’accesso
on-line alle pagine, specialmente per chi usa una linea telefonica:
*
gestione avanzata di testi e immagini
*
uso di memoria di deposito locale, detta cache.
La
prima caratteristica si riferisce al modo in cui il browser gestisce i file
che vengono inviati dal server remoto, e alle precedenze nella composizione
a video della pagina. I file HTML sono dei semplici file in formato ASCII.
Perciò un documento testuale su Web, anche se molto lungo, ha una
dimensione in byte molto contenuta (elemento fondamentale per poter garantire
velocità di risposta). I file grafici invece, anche se utilizzano
gli algoritmi di compressione, occupano molto più spazio e quindi
necessitano di più tempo per essere trasmessi. Quando una pagina
Web viene inviata, il file di testo arriva quindi molto più velocemente
dei file grafici eventualmente a corredo. Per evitare tempi morti, e poiché
si può assumere che un utente sia , in genere, interessato alla lettura
del testo prima che alla visione delle immagini, molti browser cominciano
subito a visualizzare il testo, anche prima che tutte le immagini vengano
ricevute completamente. Il testo stesso viene visualizzato progressivamente,
man mano che arrivano i dati, senza aspettarne la ricezione completa. Questo
meccanismo aumenta considerevolmente la velocità di navigazione.
La seconda caratteristica ha la funzione di creare una sorta di duplicato
locale di piccole sezioni del Web. L’uso della cache permette di velocizzare
un eventuale nuovo accesso a pagine già visitate precedentemente,
o a file già caricati. Ogni volta che il browser riceve dalla rete
una pagina, fa una copia di tutti i file che la compongono sul disco fisso
locale. Se successivamente l’utente tenta di accedere nuovamente a tale
pagina, il programma carica i file memorizzati nella cache, piuttosto che
richiederli di nuovo al server remoto. Il meccanismo funziona anche se lo
stesso file ricorre in più pagine: ad esempio le icone che si ripetono
su tutte le pagine di un certo sito. La disponibilità e la dimensione
della memoria cache, sono modificabili attraverso i comandi di configurazione
del browser. Dopo un determinato periodo di tempo, o quando lo spazio disponibile
su disco è esaurito, il browser cancella i file più vecchi,
per fare spazio a quelli nuovi. (continua)
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