RUBRICHE
I NOSTRI SITI
-concorsi
-aggiornamento
-sport news
-links

-CESIL
-SANITADE
-CONCORSI MEDICI
-ITALIAN LEADERSHIP
-GESTIONE BILANCI IN
CONTROLUCE

Home Page
Back

Abstract

Il bioterrorismo rappresenta una minaccia reale per la comunità. Esso può aver luogo in forma di eventi celati, ove le persone sono inconsapevolmente esposte e l’attacco viene sospettato solo una volta che si sia preso atto di inusuali raggruppamenti sintomatologici o aggregazioni di casi, ma può anche aver luogo in forma di eventi annunciati, ove le persone vengono avvisate dell’avvenuta esposizione. Alla data del 1 novembre i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) avevano denunciato un totale complessivo di 16 casi confermati di antrace. Un’esauriente risposta sanitaria pubblica al bioterrorismo implica un’indagine epidemiologica, il trattamento medico e la profilassi per le persone coinvolte, e l’istituzione di misure di prevenzione della patologia e di decontaminazione ambientale. L’identificazione e la diagnosi confermativa di potenziali agenti bioterroristici costituiscono un fattore cruciale per assicurare che le misure preventive e terapeutiche possano essere rapidamente messe in atto. Dal momento che pochi degli agenti per i quali si può prevedere un impiego come arma biologica costituiscono un problema di grossa portata a livello di sanità pubblica per i Paesi industrializzati, le attuali capacità di diagnosticarli sono limitate. Verranno di seguito descritte quattro patologie che possiedono un riconosciuto potenziale bioterroristico (antrace, botulismo, vaiolo e peste), unitamente agli agenti che ne sono responsabili. Ulteriori agenti, quali le febbri emorragiche, la tularemia e la brucellosi, potrebbero essere usati come armi biologiche. I medici dei Paesi occidentali devono essere consapevoli del fatto che potranno essere deliberatamente provocate delle epidemie e che la diagnosi precoce dei casi costituisce un fattore cruciale per minimizzarne gli effetti.