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Christian Barnard è conosciuto per aver effettuato il primo trapianto di cuore della storia della medicina. Noi ricordiamo Barnard scienziato oltre che cardiochirurgo attraverso gli articoli da lui scritti e pubblicati in esclusiva sulle nostre testate. Articoli in cui venivano riportati i progressi ottenuti nelle ricerche svolte nel 1987 presso l’Università dell’Oklahoma da Christian Barnard sulle terapie cellulari.
In queste ricerche lo scienziato vedeva lo sviluppo e il futuro della medicina. Ed ora che, a distanza di circa 20 anni, la ricerca sulle cellule adulte e sulle cellule fetali si trova all’apice dell’attualità, possiamo dire a ragione che Christiaan Barnard è stato un autentico pioniere, non solo nella cardiochirurgia, ma per tutta la medicina, a 360 gradi.
Ecco infatti cosa diceva a questo proposito in un’intervista rilasciata al Prof. Eugenio Caradonna, componente del nostro Comitato Scientifico, intervista in cui Christian Barnard, dopo aver concluso la sua esperienza sui trapianti, rispondeva sull’evoluzione nell’ambito scientifico delle ricerche sulle cellule .

Da Leadership Medica n.9 del 1989:

E.C.: Professor Barnard, quali sono i suoi interessi attuali?
C.B.: - Dopo aver lasciato nel 1987 il programma dell’Università dell’Oklahoma, ho preferito interessarmi delle ricerche inerenti l’invecchiamento. La vecchiaia è simile ad una malattia, avendone le caratteristiche degenerative ed alterando la qualità di vita; sono convinto che non sia necessario subire le modifiche patologiche che la vecchiaia comporta, per questo mi interesso alle ricerche sulle cellule che ad esse sono collegate. Tutto questo è iniziato in modo del tutto accidentale.
Su questo argomento ho scritto un libro: “Good life, good death”. Nell’ultimo capitolo di questo libro parlo della ricerca della immortalità dell’uomo. Ma è stato per la stesura del libro che ho letto e studiato molto sulla biologia dell’invecchiamento e sulle cellule: ne sono stato conquistato. Ho così iniziato ad interessarmi di ricerche sulla biologia dell’invecchiamento e naturalmente delle cellule. Come lei sa, vi è una linea di cellule denominate Hila, dalle iniziali della paziente da cui furono prelevate, che sono immortali. Per questo stiamo sviluppando e mettendo a punto uno studio, per effettuare delle terapie attraverso le quali si possono realizzare mutazioni che rendano le cellule immortali come la linea delle cellule tumorali.

E.C.: - Con quali centri attualmente sviluppa questa ricerca?
C.B.: - Sto lavorando con il dipartimento di zoologia dell’Università dell’Oklahoma, con l’Istituto Max Plink (Friberg) e con l’istituto di Oncologia dell’Università dello Iowa.

E.C..: - A che punto sono arrivate queste ricerche?
C.B.: - Attualmente non posso anticipare niente per correttezza, ma le prometto che appena mi sarà possibile le farò pervenire in anteprima un articolo.

E.C.: -Professore la ringrazio per la sua disponibilità e collaborazione.
C.B.: - Grazie a voi per la cortesia e l’ospitalità sempre da “Leader”! Il ricordo del Professor Barnard che resta in noi è quello di una personalità eccezionale, con fascino e carisma, con il quale abbiamo avuto il piacere e l’onore di lavorare e anche di essere considerati suoi amici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Genina Jacobone