

ll giorno 11 Settembre è un giorno che certamente passerà alla storia. Una data in cui, unitamente al crollo delle torri, è stata determinata la fine di un’epoca ed ha segnato il cambiamento nella vita quotidiana instaurando in ogni singolo individuo occidentale ed orientale l’insicurezza e la paura.
Fiumi di parole unitamente ad un’overdose di immagini hanno consentito ad esperti ed inesperti di analizzare, spiegare, “bizantineggiare” sull’accaduto perciò aggiungere altre parole, fare delle ipotesi o semplicemente delle considerazioni è veramente superfluo. Il nostro commento, quindi, non può che cercare di anestetizzare l’ansia e l’angoscia e dare spazio alla speranza; la speranza che tutte le cellule impazzite che generano forme aberranti di terrorismo siano individuate ed annullate al più presto con tutti i sistemi possibili. In Italia come sempre c’è chi cavalca la tigre: alcuni, i soliti, allenati da sempre ad ammantarsi di buonismo e a trasformare gli aggrediti in aggressori, lo fanno per non perdere di visibilità con l’evidente fine di salvaguardare il “cadreghino”. Altri, gli emergenti, ricorrono al vecchio sistema, utilizzando slogan demagogici per salire alla ribalta e non si accorgono di essere obsoleti e fuori tempo. Per non dare a questi personaggi la sensazione di avere raggiunto il loro scopo, rientriamo nella normalità e vi segnaliamo che in questo numero sono pubblicate le tabelle con le relative voci di bilancio predisposte dal Ministero della Sanità per il 2002. Siamo consapevoli di dare in anteprima un’utile informazione affinché chiunque operi nel settore possa rendersi conto di quanto è stato programmato dal Ministro della salute, Prof. Sirchia, e che sarà inserito nella finanziaria prossimamente in discussione al Parlamento. Vi facciamo notare che non abbiamo riportato il nome di nessuno dei soggetti di riferimento per non fargli ulteriore pubblicità; se a voler la pace sono solo i 200.000 che erano presenti durante la marcia bisogna veramente preoccuparsi, noi siamo invece convinti che a volere la pace sul serio siano tutti quelli che non erano presenti, che non urlano, non rompono le macchine degli altri, i negozi, ecc. e per questo siamo più tranquilli e siamo ancora più convinti che alla fine con l’aiuto di Dio il bene non può che trionfare.
