Franco Manzoni
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 Nella Parigi primo Ottocento il Romanticismo tedesco riuscì gradualmente a farsi spazio anche in campo teatrale. 
Un fatto fece mutare l'atteggiamento degli spettatori e dei giovani intellettuali parigini: l'arrivo in città, nel 1827, di una compagnia di attori anglosassoni di repertorio shakespeariano, che recitavano in lingua originale. 
Essi interpretavano uno Shakespeare passionale e coinvolgente, che inevitabilmente riuscì a detronizzare la scuola declamatoria ormai obsoleta di Talma e che diminuì l'interesse per le opere di autori quali Racine e Corneille. 
Tra i giovani poeti coinvolti dall'avvento del Romanticismo vi fu Victor Hugo, che allora aveva 25 anni. Nato, infatti, a Besançon nel 1802, figlio di un ufficiale di carriera, fu dalla madre incoraggiato a coltivare le sue inclinazioni letterarie, come “enfant prodige” alla corte dei Borboni. 
Un cambiamento di rotta nella tradizione si ebbe nella raccolta poetica “Odi e ballate” (1826) - per la prima volta viene evocata la figura di Napoleone - e soprattutto, in ambito teatrale, nel dramma “Cromwell” (1827), opera ormai decisamente romantica. 
Nella prefazione del “Cromwell” Hugo propose l'abbandono delle unità di tempo e di luogo e sostenne con forza l'ambientazione storica dell'azione scenica. Questa prefazione divenne una sorta di manifesto letterario per i francesi contemporanei e dichiarazione, da parte dell'autore, di un'assoluta fede romantica. Attraverso la ricerca di una definizione del gusto dell'uomo dell'Ottocento per un dramma che potesse avvicinarsi per metafora alle vicende contemporanee di una società in continua evoluzione, Victor Hugo rifiutò la distinzione tra i generi teatrali e delineò una particolare visione della storia umana, distinguendo tre periodi: i tempi primitivi, antichi, moderni, corrispondenti parimenti a tre generi di poesia, la lirica, l'epica e la drammatica. 
L'opera “Cromwell”, composta in cinque atti, ha per protagonista l'omonimo uomo politico inglese che, preso dal desiderio di raggiungere il potere assoluto, viene d'altro canto a conoscenza che si sta tramando contro di lui e già i sicari lo attendono re per ucciderlo. Egli decide allora di rinunciare alla corona, pur agognando sempre di poterla ottenere. 
Tre anni dopo (1830), Victor Hugo - che come tutti sanno fu autore di romanzi celeberrimi come “Notre-Dame de Paris” (1831) e “I Miserabili” (1862) - portò sulle scene il dramma “Ernani”, che fece esplodere una dura battaglia tra classicisti e romantici durante la prima rappresentazione, scontro non solo di penna, ma reale, nella sala della Comedie Française. 
La vicenda ci presenta il giovane Ernani, proscritto, che ama, riamato, Dona Sol. Suoi rivali sono Don Carlos, il futuro Carlo V, e l'anziano zio della ragazza, Ruy Gomez. 
Allo spargersi della notizia della morte di Ernani, Dona Sol accetta, suo malgrado, di sposare il vecchio zio; pochi istanti prima della celebrazione del matrimonio, però ricompare Ernani, braccato dagli inseguitori. Don Ruy lo salva ad una sola condizione, che egli possa riprendersi, in qualsiasi momento, la vita di Ernani al suono di un corno. Il giovane accetta e promette di sottostare a questa regola. 
Don Carlo, divenuto Carlo V, concede la grazia sia ad Ernani sia a Ruy Gomez, che nel frattempo avevano tramato contro di lui; al giovane, per di più, dopo essere stato reintegrato nel suo rango, Carlo V concede la mano della bella Dona Sol. Ma, durante la breve attesa delle nozze e del prossimo realizzarsi del desiderato amore dei due giovani, inesorabilmente il vecchio Ruy suona il corno e il povero Ernani, memore della precedente promessa, si uccide. La giovane Dona Sol non può far altro che togliersi la vita col veleno. Il dramma si chiude con l'inevitabile suicidio anche di Don Ruy. 
L'”Ernani” si pone come dramma storico dai toni melodrammatici, dalla trama intricata e dalla fine cruenta, come buona parte della produzione teatrale di Hugo. I lunghi monologhi e le imponenti scene denotano altresì un'ottima capacità descrittiva e poetica. 
I contrasti tra i classicisti e i romantici si manifestarono per quasi tutte le rappresentazioni di Ernani, e non solo, in quanto, in vario modo, continuarono anche per i successivi testi teatrali di Hugo. L'opera “Marion Delorme” (1829), dapprima censurata, e poi rappresentata nel 1831, racconta della nota cortigiana dell'aristocrazia parigina Marion (1611-1650), che cerca la via della redenzione attraverso il vero amore. 
“Il re si diverte” (1832) fu portato sulle scene una sola volta perché la censura, ancora una volta, reputava questo dramma irriguardevole per la memoria di Francesco I. L'opera, infatti, narra, rimarcandola fortemente, la perfida indole del sovrano che, per suo piacere e divertimento, strazia il cuore puro del buffone di corte Triboulet, seducendogli la giovane figlia. La trama venne utilizzata da Verdi per il suo Rigoletto. 
Hugo scrisse anche “Lucrezia Borgia” (1833), “Angelo tiranno di Padova” (1835) e “Ruy Blas” (1838), tutti drammi storici.  
“Ruy Blas”, ambientato alla corte di Spagna del '600, racconta di una beffa perpetuata da Don Sallustio, per vendetta amorosa. Sapendo che un suo servo, di nome Ruy Blas, è segretamente invaghito della regina, lo traveste da nobile e lo conduce a corte. Intelligente e generoso, Ruy conquista la stima di tutti, diviene primo ministro e conquista il cuore della sovrana. A questo punto Don Sallustio svela l'inganno, ma Ruy lo uccide e poi sceglie di suicidarsi col veleno. Agonizzante Ruy Blas viene perdonato dalla regina che gli dichiara apertamente tutto il suo amore. 
L'ultima opera teatrale di Victor Hugo, intitolata “I Burgravi” (1840), non fu apprezzata dal pubblico che era già stanco ed aveva perso l'entusiasmo per il dramma romantico e per i toni estremizzanti delle passioni. 
Da qui la decisione successiva e definitiva dell'autore di non scrivere altri testi per il teatro. 

In the early nineteenth century Paris, German Romanticism gradually managed to obtain some space in the theatrical field too.  
A fact changed the public and Paris' young intellectuals way of thinking: the arrival of a company of Anglo-Saxon actors who played Shakespeare in his original language in Paris in 1827.  
Among the young poets who became involved in Romanticism was Victor Hugo who was 25 in that period. He was born at Besançon in 1802. His father was a professional soldier and his mother the person who spurred him to cultivate his literary bent and be the “enfant prodige” of the Bourbon's court.  
He drastically broke with tradition in his poetic collection “Odes et ballades” (1826) - in which Napoleon's figure was recalled for the first time - and mainly in the theatrical field with the dramatic play “Cromwell” (1827), a work by then already strongly Romantic.  
In “Cromwell”'s preface Hugo proposed to eliminate the unities of time and space and vehemently claimed that scenes should be set within a historic context. This preface became some sort of literary manifesto for the author's contemporary fellow-countrymen as well as his statement of an utter Romantic faith.  
The leading character of the five-act drama “Cromwell” is the homonymous famous politician who wanted to achieve absolute power. When he understood that someone was plotting against him and that killers were waiting for him to become king to murder him, he decided to renounce the crown although never stopped coveting it.  
Three years later (1830) Victor Hugo - the well-known author of famous novels such as “Notre-Dame de Paris” (1831) and “Les Misérables” (1862) - staged the dramatic play “Hernani”  
The drama introduces the young exiled Hernani who loves and his loved by Dona Sol. His rivals are Don Carlos, who will become Charles V, and the girl's old uncle, Ruy Gomez. When the piece of news claiming that Hernani is dead spreads, Dona Sol unwillingly accepts to marry her old uncle. A few moments before the wedding is celebrated, Hernani appears again hunted by his chasers. Don Ruy saves him on the sole condition that he may take his life back at any time by playing a horn. The young accepts and promises to submit to his rule. Don Carlos, now Charles V, bestows both on Hernani and on Ruy Gomez who, meanwhile, had been plotting against him. Charles also allows Hernani, who has resumed his rank, to marry the beautiful Dona Sol. However, while the couple is waiting to get married and to fulfil their greatly desired love, the old Ruy inexorably plays the horn and the poor Hernani, mindful of the promise he made, kills himself.  
The young Dona Sol can do nothing but take her life with poison. The play ends with Don Ruy's inevitable suicide too.  
The work “Marion de Lorme” (1829), censured at first and then performed in 1831, deals with the famous court gentlewoman of the Parisian aristocracy Marion (1611-1650) who tried to redeem herself through true love.  
“Le Roi s'amuse” (1832) was staged only once because censorship once again considered this dramatic play as disrespectful towards François I's memory. The work, in fact, tells of, and strongly highlights, the king's wicked nature who, out of pleasure and fun, broke the court jester Triboulet's pure heart by seducing his young daughter. Verdi used this story in his “Rigoletto”.  
Hugo also wrote “Lucrèce Borgia” (1833), “Angelo tyran de Padoue” (1835) and “Ruy Blas” (1838), all historical prose plays. “Ruy Blas”, set at the court of Spain in the seventeenth century, tells of a practical joke played by Don Sallustio for a love revenge. When he knows that one of his slaves called Ruy Blas has secretly fallen in love with the queen, he disguises him as a nobleman and takes him to court. Intelligent and generous, Ruy is esteemed by everybody, becomes prime minister and conquers the queen's heart. Don Sallustio discloses the cheat but Ruy kills him and then decides to commit suicide with poison. Ruy, on the point of death, is forgiven by the queen who openly declares him all her love.  
Hugo's last play, entitled “The Burgraves” (1840) was not much appreciated by the public who was already rather tired and had lost the enthusiasm for historical plays and for passions' extreme tones that subsequently and ultimately pushed the author to stop writing other plays.  
 
 
 
 
 
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