Il 1997 può essere considerato a tutti gli effetti un  anno di svolta per la Banca di Roma.  
Se la privatizzazione, la nomina del nuovo Direttore Generale, Giorgio Brambilla, la definizione del piano industriale 1997–2000, nonché la pulizia dei crediti, sono elementi che, presi già singolarmente, possono essere caratterizzanti di un anno, acquistano un significato ancora più determinante quando avvengono nello stesso arco temporale.  
Analizzando l'anno appena trascorso emerge come questi avvenimenti facciano parte di un progetto mirato a rendere la Banca di Roma - in modo crescente - uno dei maggiori player nel settore bancario italiano e internazionale.  
La privatizzazione, per esempio, è stata realiz- 
zata in modo da garantire stabilità all'istituto mediante la creazione di un nocciolo duro di azionisti. Così l'ingresso della Toro Assicurazioni è stata la logica conseguenza di una collaborazione in atto tra la Banca capitolina e la compagnia di Torino, già partners al 50% in Roma Vita.  
      Giorgio Brambilla
Sempre nell'ottica di azionisti partners, anche la multinazionale americana EDS, è entrata a far parte della componente azionaria stabile.  
Ad essa verrà infatti affidata in outsourcing la gestione dei servizi informatici. Grazie a questo accordo - che prevede il passaggio di circa 500 dipendenti dal Gruppo alla EDS - l'istituto romano si aspetta un risparmio relativo a tali attività intorno al 15-18%. La riduzione dei costi, fra i quali quelli del personale, è del resto uno degli elementi cardine del piano industriale studiato dalla Banca.  
In quest'ottica la gestione del personale già nel corso del 1997 è stata indirizzata alla costante ricerca del più conveniente punto di equilibrio tra l'esigenza di contenimento delle spese e l'accrescimento dell'efficienza e dell'efficacia delle singole strutture aziendali, in risposta alle sollecitazioni rivenienti dal processo di rinnovamento organizzativo interno previsto dal piano industriale e dal mercato esterno sempre più dinamico e competitivo.  
In questo senso va sottolineata l'importanza dell'accordo siglato alla fine del mese di giugno fra la Banca e le Organizzazioni Sindacali che ha reso  possibile realizzare un'immediata riduzione del costo del lavoro, sia sospendendo in via temporanea fino al 2000 l'applicazione di talune clausole contrattuali, sia introducendo meccanismi di solidarietà.  
Grazie infatti a tali intese sono stati conseguiti, fin dal 1997, significativi risparmi e sarà possibile agire in modo graduale sulla riduzione del numero dei dipendenti.  
Proprio perché la Banca è conscia dell'importanza, soprattutto in una azienda di servizi, di potersi avvalere di un personale motivato e preparato, nel corso del 1997 ha sviluppato un intenso processo di formazione che ha interessato 7.640 collaboratori, riguardante le innovazioni dei prodotti/servizi offerti, le evoluzioni procedurali  e le necessità organizzative connesse con la riduzione del personale.  
Il contenimento dei costi rappresenta tuttavia solo un aspetto, seppur importante, del piano industriale realizzato dal management, per raggiungere l'obbiettivo prefissato di un ROE a due cifre nel 2000.  
In quest'ottica nel 1997 è proseguito l'impegno finalizzato al miglioramento dell'efficacia commerciale e dell'efficienza operativo-strutturale, ponendo in essere significativi interventi nelle strutture sia centrali che di rete, al fine di perseguire una maggiore rapidità decisionale, concentrazioni operative e conseguenti economie di scala.  
Dal punto di vista operativo, Giorgio Brambilla ha provveduto a ridisegnare la rete commerciale della società, snellendola e assegnando maggiori responsabilità ai titolari delle 36 sedi sparse sul territorio, superando la figura del direttore territoriale.  
Le linee guida indicate dal Direttore Generale prevedono infatti snellimento delle procedure, focus sui risultati, ricerca di nuovi business, utilizzo di un nuovo sistema informatico.  
Per quel che riguarda i nuovi business la Banca di Roma cercherà di intensificare la presenza nel mercato corporate evitando le imperfezioni del passato.  
E' il settore dei servizi quello che sembra offrire livelli di crescita e di redditività estremamente interessanti. Per questo già nel 1997 sono proseguite le azioni volte all'accrescimento dell'efficacia commerciale con iniziative mirate al miglioramento della tempestività e della qualità delle risposte fornite alla clientela. Nei confronti delle famiglie, per esempio, è stato dato ampio risalto alle iniziative nel settore della gestione del risparmio e dei sistemi di pagamento, contesti operativi ai quali la Banca presieduta da Cesare Geronzi rivolge una particolare attenzione per lo sviluppo del proprio posizionamento competitivo.  
In relazione al risparmio gestito (fondi comuni e gestioni patrimoniali), coerentemente con le linee programmatiche fissate nel piano industriale, si è provveduto a rafforzare ulteriormente le posizioni di mercato, grazie anche all'offerta di prodotti innovativi.  
Grande successo hanno riscontrato presso la clientela i piani RisparmiosuMisura, costituiti da mix diversi di fondi Romagest, che soddisfano i vari profili di rischio/rendimento dei clienti e che hanno apportato alla Banca importanti flussi di raccolta.  
La clientela che invece è caratterizzata da un profilo finanziariamente più sofisticato ha trovato nel collocamento delle gestioni patrimoniali PatrimoniosuMisura, costituite da tre linee di gestioni patrimoniali con quote di partecipazione ai fondi comuni del Gruppo, la risposta ideale alle proprie esigenze. Anche per questo prodotto il grado di apprezzamento ricevuto dal pubblico trova ampia dimostrazione nei numeri.  
A fine 1997 PatrimoniosuMisura ha raggiunto infatti una consistenza di circa 870 miliardi con 6.350 clienti.  
Risultati più che positivi sono stati ottenuti dall'Istituto romano anche nel settore della bancassicurazione, come attesta la crescita di circa 400 miliardi di premi di nuova produzione e circa 440 in termini d'incassi, considerate le rate di premio relative alle polizze stipulate nel 1996.  
Questi ottimi risultati hanno contribuito a rafforzare la presenza sul mercato di Roma Vita.  
Anche questa società ha arricchito nel '97 il proprio portafoglio prodotti direttamente con la linea denominata “Progetto Sicurezza”, per la copertura del caso morte per malattia e per infortuni, e tramite la controllata Giano Assicurazioni, con tre nuove linee di prodotti Progetto Salute, Progetto Casa e Progetto Assistenza Legale, per la copertura, rispettivamente, delle spese per la degenza ospedaliera, per la responsabilità civile del capofamiglia, e per le spese legali necessarie per la tutela dei diritti connessi con l'attività aziendale in sede civile e penale.  
Al fine di ampliare la gamma dei servizi disponibili, sono stati stipulati dalla Banca di Roma accordi di collaborazione con la Compagnia di Bandiera per l'attivazione dell'automazione della biglietteria “self-ticketing” presso gli aeroporti italiani.  
E' stato inoltre realizzato il servizio di biglietteria elettronica – in collaborazione con la Biglietto Elettronico Srl – per l'acquisto presso le dipendenze della Banca dei biglietti relativi a manifestazioni culturali (musei, concerti, teatri) e sportive. 
Tutte queste iniziative sono volte a rendere la Banca sempre più customer oriented, ponendo l'accento sul cliente e sulle sue esigenze.  
Del resto il management della Banca è ben conscio che, con la discesa dei tassi d'interesse e l'accresciuta competizione, il successo di un istituto di credito dipenderà molto dalla qualità dei servizi offerti e dalla capacità di attirare il risparmio gestito.  
Un convincimento, questo, che ha ispirato le linee guida del piano industriale della Banca di Roma e che trova conferma nei risultati del primo trimestre 1998, illustrati dal Direttore Generale ed ampiamente riportati dalla stampa quotidiana. 

             a cura della Banca di Roma  
 

 
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