Lavazza,
lombardo (è nato a Busto Arsizio, dove vive), da anni è presente
in quel ristretto gruppo di scultori che con le loro opere confermano la
continuità della scultura lombarda, che tanti nomi celebri annovera.
Un
discorso di "geografia artistica" ci porterebbe ad esaminare l'importanza
avuta nei secoli dai “maestri comacini”, che nel medioevo portarono in
tutta Europa il loro
contributo di architetti e lapicidi, che costruirono chiese ancora “vive”
come San Pietro a Tuscania e, per restare in Lombardia, Sant'Ambrogio e
Sant'Eustorgio a Milano.
A
loro seguirono i Maestri Campionesi (da Campione d'Intelvi) celebri costruttori
di opere come il monumento a Bernabò Visconti (Milano, Castello
Sforzesco) di Bonino, partecipazione alla costruzione del Duomo di Milano,
la tomba di Can Signorio a Verona, le sculture del Battistero di S. Maria
Maggiore a Bergamo... e quanto ancora potremmo scrivere su questa bellissima
storia!
Torniamo
al nostro scultore. Lo troviamo a studiare medicina e chirurgia, e in seguito
a Parigi dove frequenta l'ambiente artistico. Certo dentro di lui vive
quella lotta interiore fra dovere e piacere. Giunto al momento in cui noi
lo conosciamo, Carlo Romano Lavazza deve avere raggiunto un grande equilibrio
interiore, perché fa tutte e due le cose e le fa egregiamente.
Come
tutti gli artisti lombardi passa per Brera (anni 61/62) dove frequenta
la scuola di nudo |
Non
specifica quanto abbia dato Brera alla sua formazione artistica, ma non
sottovaluta ciò che di positivo
gli ha donato la frequentazione dell'ambiente artistico.
Nel
ripercorrere il cammino creativo di questo artista possiamo registrare
un crescendo di maturità ma anche una sempre più marcata
necessità di interiorizzate le sue creazioni.
E
questo è avvenuto, constatiamo, in pochi anni. Dalle semplici figure
degli anni verso la fine dell'Ottanta, ai più intensi “corpi” di
questi ultimi tempi.
Lavazza
scava nella materia proponendoci figure corrose dal tempo come simbolo
di una società che tutto “rovina”. Anche se queste opere si chiamano
Ricordo di Sicilia o Ragazza che suona il violino. Il discorso di Lavazza
è, penso, più drammatico, specchio involontario, ma sentito,
di una società alla quale lo scultore partecipa come protagonista.
Una
ricerca che, da quanto si può comprendere parlando con l'artista,
egli continuerà, cercando di essere un testimone del nostro tempo.
Carlo
Romano Lavazza è nato a Busto Arsizio (Va), si è laureato
in Medicina ed ha studiato scultura. Ha frequentato lo studio di Nicola
Gagliardi, ha tenuto molte personali e partecipato a importanti collettive.
Ha vinto vari premi. |