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Antonio Carbè
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Lavazza, lombardo (è nato a Busto Arsizio, dove vive), da anni è presente in quel ristretto gruppo di scultori che con le loro opere confermano la continuità della scultura lombarda, che tanti nomi celebri annovera.  
Un discorso di "geografia artistica"  ci porterebbe ad esaminare l'importanza avuta nei secoli dai “maestri comacini”, che nel medioevo portarono in tutta Europa il loro contributo di architetti e lapicidi, che costruirono chiese ancora “vive” come San Pietro a Tuscania e, per restare in Lombardia, Sant'Ambrogio e Sant'Eustorgio a Milano.  
A loro seguirono i Maestri Campionesi (da Campione d'Intelvi) celebri costruttori di opere come il monumento a Bernabò Visconti (Milano, Castello Sforzesco) di Bonino, partecipazione alla costruzione del Duomo di Milano, la tomba di Can Signorio a Verona, le sculture del Battistero di S. Maria Maggiore a Bergamo... e quanto ancora potremmo scrivere su questa bellissima storia! 
Torniamo al nostro scultore. Lo troviamo a studiare medicina e chirurgia, e in seguito a Parigi dove frequenta l'ambiente artistico. Certo dentro di lui vive quella lotta interiore fra dovere e piacere. Giunto al momento in cui noi lo conosciamo, Carlo Romano Lavazza deve avere raggiunto un grande equilibrio interiore, perché fa tutte e due le cose e le fa egregiamente. 
Come tutti gli artisti lombardi passa per Brera (anni 61/62) dove frequenta la scuola di nudo
Non specifica quanto abbia dato Brera alla sua formazione artistica, ma non sottovaluta ciò che di positivo gli ha donato la frequentazione dell'ambiente artistico. 
Nel ripercorrere il cammino creativo di questo artista possiamo registrare un crescendo di maturità ma anche una sempre più marcata necessità di interiorizzate le sue creazioni. 
E questo è avvenuto, constatiamo, in pochi anni. Dalle semplici figure degli anni verso la fine dell'Ottanta, ai più intensi “corpi” di questi ultimi tempi. 
Lavazza scava nella materia proponendoci figure corrose dal tempo come simbolo di una società che tutto “rovina”. Anche se queste opere si chiamano Ricordo di Sicilia o Ragazza che suona il violino. Il discorso di Lavazza è, penso, più drammatico, specchio involontario, ma sentito, di una società alla quale lo scultore partecipa come protagonista. 
Una ricerca che, da quanto si può comprendere parlando con l'artista, egli continuerà, cercando di essere un testimone del nostro tempo. 

Carlo Romano Lavazza è nato a Busto Arsizio (Va), si è laureato in Medicina ed ha studiato scultura. Ha frequentato lo studio di Nicola Gagliardi, ha tenuto molte personali e partecipato a importanti collettive. Ha vinto vari premi.

  
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