.
 
Sergio Bindi
 
..
. 
CONNAZIONALI LL'ESTERO: ITALIANI, MINISTERO PERMETTENDO
E' incredibile e mi auguro che la notizia, pur di ottima fonte, non sia esatta: pare che 500 mila italiani attendono di essere considerati cittadini a tutti gli effetti ed inseriti in un'anagrafe.  Sono tutti residenti all'estero; alcuni hanno di recente riottenuto la cittadinanza del nostro paese, ma sono ancora nel limbo. I voluminosi carteggi, infatti, si trovano presso il Comune di Roma, perché nella capitale giungono le pratiche anagrafiche che non hanno trovato riscontro nei vari comuni. 
Emblematico è il caso recente di due sposini, residenti in Venezuela, che non riuscivano  ad avere il loro certificato anagrafico di matrimonio. L'atto, infatti, era stato inviato dal locale consolato ai comuni di origine dei coniugi; qui, però, non avevano trovato riscontro nella vecchia residenza ed il tutto, come previsto dalla legge, era stato inviato al comune della capitale. Un amico della coppia si è fatto carico di fare un tour attraverso gli uffici capitolini e solo dopo un lungo pellegrinaggio è riuscito a risolvere il mistero: l'atto era fra le migliaia di pratiche estere giacenti presso il comune. 
I 500 mila senza patria non potrebbero votare, anche se il Parlamento, in un sussulto patriottico, concedesse il voto per corrispondenza, dopo la beffa estiva  della bocciatura, in aula, della legge costituzionale che, approvata, avrebbe riparato ad una antica e rinnovata ingiustizia. 
 Il fatto è che appare indispensabile ed urgente una revisione dell'AIRE - l'anagrafe degli italiani residenti all'estero - ed una riforma dei consolati. L'AIRE, nelle ultime elezioni europee, ha dimostrato la propria inefficienza, in quanto i certificati elettorali giunti a destinazione furono poco più del 25% sul totale degli aventi diritto. Una beffa nella beffa, dunque.  
Per i consolati il problema è di altro genere. Vi è infatti una evidente discrasia nella distribuzione delle sedi consolari. Ad esempio in Svizzera (territorio: kmq 41293) vi è lo stesso numero di rappresentanze presenti in tutta l'America Latina (territorio della sola America meridionale: kmq 17.842.00) E' superfluo sottolineare i disagi che debbono sopportare in Brasile gli italiani costretti a spostarsi per centinaia e centinaia di chilometri solo per espletare una pratica consolare. 
Logico sarebbe che a tali problemi si ponesse, dopo tanti anni, con urgenza, rimedio. Il Sottosegretario Fassino (PDS), responsabile oltre che degli italiani all'estero anche dei problemi comunitari, pare dia più importanza a questi ultimi; infatti ha proposto la soppressione del Dipartimento Italiani nel Mondo, che fa capo alla Presidenza del Consiglio.  
Per quanto riguarda l'occupazione dei posti di responsabilità, il Ministro degli esteri Dini è tornato all'attacco; di recente ha chiesto e ottenuto il trasferimento dell'ambasciatore Pietromarchi, direttore del Dipartimento (da tutti stimato). Pietromarchi, dal rpimo ottobre, assumerà un altro incarico. Non è che il primo passo verso l'annessione della struttura al Ministero degli esteri, motivato da Dini  nell'ambito della riforma della Farnesina. Le precedenti manovre per l'abolizione del Dipartimento non avevano avuto successo per l'efficienza dimostrata dallo stesso, che  non giustificava alcun provvedimento abrogativo. 
Il diplomatico Pietromarchi costituiva un punto di riferimento per i nostri connazionali e tra i suoi programmi aveva elaborato un accordo con il Vaticano al fine di assisterli durante la visita in Italia per il Giubileo. Il vero problema di questo Dipartimento era quello di essere, di fatto, autonomo dal ministero e quindi dal Sottosegretario Fassino, il quale non poteva naturalmente averne il controllo. 
In sostanza ci pare più corretto occuparsi di tutti i problemi riguardanti i nostri 500 mila italiani  “senza patria” e non continuare a preoccuparsi esclusivamente degli extracomunitari. In tema di riforme sarebbe più utile realizzare la riforma dell'AIRE e, contestualmente,  varare una legge che consenta ai nostri connazionali all'estero di votare. 
Il Comune di Roma, dunque, ha un bel problema, evadere quelle 500 mila pratiche. Quali indicazioni su questo tema verranno date dal sindaco Rutelli? Le pratiche resteranno a giacere per anni? E' assurdo pensare che 500 mila italiani attendono di essere considerati tali, cioè cittadini di uno stato che si dice civile. 
 
VENEZUELA:  UNA MISS "ITALIANA" PER PRESIDENTE?
E' certamente il più bel sindaco del mondo.  
In più è una donna di cultura: laurea in scienze politiche, studi di lingue alla Sorbona di Parigi e all'Università di New York, ha frequentato anche un anno alla Facoltà di ingegneria di Caracas. Mi riferisco a Irene Sàez Conde, dal '93 sindaco di Chacao, il più importante municipio di Caracas. Oggi è candidata alla presidenza della Repubblica  come indipendente, ma appoggiata dal Copei, la DC venezuelana. Il suo concorrente più forte è il golpista Chavez, che guidò un tentativo di rivolta, un estremista di sinistra senza molte speranze. 
Ho detto che Irene è il più bel sindaco del mondo. Non è un'esagerazione perché è stata Miss Venezuela  e poi, nel 1981, addirittura Miss Universo.  C'è inoltre una particolarità che sta entusiasmando la numerosa colonia italiana: la Sàez Conde è di origine italiana, la nonna, Giulia Lovato, giunse in Venezuela alla fine dell'Ottocento, dunque la bella alcade ha sangue italico nelle vene. 
Commenta Vitaliano Vita, leader degli italiani all'estero (primo eletto nel comitato di presidenza del CGIE) e big della nostra comunità in Venezuela: “Irene rappresenta la volontà di rinnovamento, di cambiamento, ma nella sicurezza. Per questo è appoggiata dai cattolici, dai moderati e da quei progressisti che non vogliono salti nel buio, che temono sistemi forti e l'isolamento  nel nazionalismo.” “Alla dolcezza di Irene - aggiunge Vita - si oppone la rudezza di Chavez, l'altro candidato, il militare che qualche anno addietro guidò il golpe e che oggi si propone come l'uomo delle innovazioni e della Provvidenza.” 
Alcade. come abbiamo detto, del più importante municipio della Capitale (Chacao, il quartiere degli italiani), Irene è stata rieletta nel '95 con il 96% dei voti, a conferma di una gestione estremamente positiva della cosa pubblica, una gestione realmente dalla parte del cittadino. Anche gli avversari sono costretti ad ammettere il suo modo di fare semplice ed affabile, la sua risolutezza nell'affrontare i molti problemi di un comune popoloso. L'unica critica: è troppo giovane . La replica dei sostenitori  è chiara: ha una grande esperienza anche internazionale. E citano le conferenze, le trattative, gli incontri ad alto livello ai quali ha partecipato. 
Il fatto è che Irene Sàez Conde ha acceso le speranze anche dei giovani in un paese dove il 50% della popolazione è al di sotto dei trent'anni. E i molti italiani divenuti cittadini del Venezuela sperano di vedere alla presidenza della loro nuova patria una bellissima donna con sangue italiano. 
 
 Italian Leadership®    
  Mensile di Economia, Attualita` e Cultura     
 Copyright 1997© All Rights Reserved 
 
 
 This pages are maintened by  
GTM Grafica 
Service & Network  
gtmgraph@coloseum.com