Agosto
sarebbe dovuto essere un mese “tranquillo”, un mese in cui la finanza internazionale
e nazionale godessero della pausa che segue l'andata in ferie dei
cosiddetti Big o Vip. Invece no. In agosto sono “esplose” le crisi di alcune
tra le più significative economie asiatiche, prima fra tutte quella
giapponese. In agosto è venuta allo scoperto la quasi “bancarotta”
della Russia. In agosto si sono manifestati i prodromi di una recessione
che coinvolge
le più importanti realtà nazionali sudamericane.
Le Borse, tutte le Borse, inevitabilmente sono state coinvolte da questo succedersi di notizie, di dati, di fatti. Ne è seguito un mese borsistico all'insegna di quello che gi esperti chiamano “nervosismo” e, dove più, dove meno, le quotazioni di agosto chiudono in netta flessione rispetto a quelle di luglio. Anche in Italia molti risparmiatori che avevano acquistato titoli, incoraggiati dai continui, ripetuti “massimi” raggiunti dai prezzi delle azioni, hanno vissuto momenti di “suspense”; molti hanno venduto (comunque guadagnandoci), molti sono tornati al più tranquillo investimento in titoli a reddito fisso. I commenti e le analisi degli esperti e/o dei “presunti” esperti hanno quasi ogni giorno esibito l'abilità dialettica degli estensori nel tentativo di spiegare (senza però riuscirci) le cause di questo “ciclone” finanziario che ha investito tante economie che pure sembravano poggiare su solide basi. Che sia stata colpa del “niño”? Ed ora, quale futuro? Le esportazioni italiane verso quei mercati in difficoltà in quale misura ne risentiranno? La guerra dei prezzi sui prodotti provenienti dai Paesi che hanno già svalutato o che si accingono amercato italiano? Un dato è certo. La Finanziaria che il governo si accinge a varare dovrà partire da una revisione dello sviluppo dell'economia italiana nel '98, che in primavera era stato stimato nel 2,5% e che, se andrà bene, sarà inferiore all'1,5%. Dopo aver giurato e spergiurato che non ci sarebbero state nuove tasse, già si parla della necessità di maggiori entrate per 4/5000 miliardi, mentre si prevedono tagli alle spese (quali e dove?) per circa 8000 miliardi. Si sente dire che per favorire l'occupazione al sud viene messo a punto un piano che prevede 100.000 miliardi di investimenti: unico neo, dovrebbe trovare attuazione nel 2001! Siamo ancora nel '98! Nel frattempo? Nel frattempo l'occupazione, in questi primi mesi del '98, ha perso, nella grande industria, 20.000 unità ed altri 10.000 posti sono a rischio nell'hi-tech. Dall'UE avvertono che soltanto in Italia l'occupazione continua a flettersi. E i circa 4.000 posti che deriveranno dai “contratti d'area” di Manfredonia sono meno di una goccia in un mare di milioni di disoccupati. In sostanza agosto è stato un mese tutt'altro che tranquillo. Quel che è peggio è che anche i prossimi mesi segneranno burrasca. Nell'economia mondiale come nell'economia italiana. Né può consolare ricordare la filosofia tutta “mediterranea” del grande Eduardo De Filippo, “ha da passà a nuttata!” |
| Italian
Leadership®
Copyright 1997© All Rights Reserved |
|
| This pages are maintened by
GTM Grafica Service & Network |
|