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Tutta una serie di attività non comuni ha portato alla ribalta nazionale il Liceo Artistico Statale Umberto Boccioni di Milano, sito in Piazzale Arduino, per l’ampia sfaccettatura di proposte finalizzate al fare artistico, per la professionalità docente, e per la forte e significativa operosità di chi è preposto a dirigere un Liceo così frequentato.
C’e da dire che gran parte di queste iniziative, fiore all’occhiello del Liceo, erano già state varate dal preside Italo Antico, scultore di chiara fama, ma l’attuale dirigente scolastico, la prof.ssa Maria Celeste, ne ha non solo proseguito la linea culturale, ma ampliato le nicchie rilevanti, quelle parti cioè che preparano gli alunni dell’ultimo anno all’inserimento nelle Accademie di Belle Arti o nelle Università italiane più adatte alle loro propensioni.
L’istituto liceale offre spazi grandi e ariosi, laboratori di fotografia e incisione, un’aula multimediale, un palazzetto dello sport, la sala mostre Boccioni, un laboratorio di grafica pubblicitaria, una fornitissima biblioteca con archivio storico, una sala conferenze, oltre ai corsi di catalogazione dei beni culturali e di cinema, e le molteplici altre attività che danno idea del variegato mondo culturale cui gli studenti possono liberamente accedere. Vale la pena a questo punto dare spazio alle attività artistiche più significative, che hanno, quest’anno, attirato l’attenzione di tutta la stampa italiana. Nella sala mostre Boccioni una bellissima rassegna, singolarissima, su Sandro Angelini, scenografo, artista di talento e personalità vivace legata al mondo dell’urbanistica. Ha operato a Bergamo, mettendo in scena bozzetti, disegni, costumi, schizzi e studi vari, specie negli anni Trenta e Quaranta, attraverso uno stile metafisico-surreale, come par di leggere anche in alcuni suoi bronzetti, fervidamente plastici e genuini.
Questa mostra ha riportato alla lettura un’artista di una certa cultura, che con i suoi teatrini è riuscito a mettere in cornice lo spazio illusorio del teatro. Sempre nello spazio mostre è da poco terminata l’esposizione dal titolo “Piccolo Formato”. Cinquanta artisti, non solo, ma anche cinquanta professori di insegnamenti come Discipline pittoriche plastiche e architettoniche dei tre licei artistici di Milano, che sono stati presenti con opere in formato ridotto. Alcuni erano artisti affermati anche sul mercato dell’arte, altri ancora poco conosciuti, ma tutti portano giornalmente nell’ambito della scuola la loro operosità artistica, la loro creatività, il segno distintivo di una attività che da sempre li muove nel dipingere, nello scolpire o nell’elaborare ricerche più attuali. Non opere di grande formato, ma piccoli lavori che fanno luce nell’ambito della scuola, finalmente aperta ad attività che una volta nessuno si sarebbe sognato.
E poiché la scuola si privatizza, anche quella pubblica, ecco che la circuitazione dell’operato di chi all’interno trasmette il sapere, o meglio il saper fare, offre alla società circostante e ad altre istituzioni, un esempio di forte impatto. Tra i tanti nomi spiccavano i lavori di Grillo che compone icone del Duemila, i paesaggi come epidermide di Esposito, con il colore che lievita dall’alto in basso, e viceversa; le figure femminili di Fiorella Iori, le tracce della Settembrini, le linee d’acciaio dello scultore Italo Antico, e ancora i lavori di Canu, Battaglia, Guzzetti, Mazzotta e altri. Un insieme armonico di lavori che rappresentano per un verso la didattica dell’arte, dall’altro il lavoro che alcuni hanno già veicolato in apparati pubblici e privati, musei e gallerie. C’è da dire che spesse volte il meglio della creatività si esprime proprio nel “piccolo formato”. Né va dimenticato l’annuale appuntamento con l’ormai prestigiosissimo “Premio Boccioni”, che quest’anno ha avuto per tema “SI’/ Meraviglia dei grigi”, ed è aperto a tutti gli studenti dei Licei Artistici e Istituti d’arte di Milano e Provincia. La manifestazione è patrocinata dal Comune di Milano, dalla Provincia di Milano e dalla regione Lombardia. Ne è venuta fuori una libertà espressiva e una ricchezza di pensiero formidabili, passate al vaglio di una giuria composta, tra gli altri, da Giovanni Simoneschi di Telemarket, lo scultore Armando Marocco, il pittore Alessandro Nastasio e altre eminenti personalità del mondo dell’arte e della cultura italiana. Infine mi preme ricordare i 55 lavori per “Un simbolo per Veronica Sacchi”, la giovane studentessa scomparsa da qualche mese in un incidente stradale e la cui famiglia ha voluto un’Associazione che avrà per l’appunto un “logo”; i lavori in concorso saranno proprio in questi giorni esposti alla Fabbrica del Vapore di Milano e il vincitore seguirà uno stage presso la Fondazione Ratti di Como. L’aver passato in rassegna una serie di iniziative di prestigio dà così modo di leggere per intero una buona parte del lavoro che, a latere della didattica e del sapere, si tiene al Liceo Artistico Statale Boccioni di Milano, luogo deputato di stimolanti e leggendarie occasioni, di coesistenza di culture diverse, di progetti artistici differenti.

 

 

 

 

 

 

 

Carlo Franza