

Il Ministro della
Sanità, Gerolamo Sirchia, ha voluto dare al grave problema delle tragiche
conseguenze avutesi con l’assunzione di farmaci a base di cerivastatina, un
taglio decisamente nuovo sul piano dei possibili interventi ministeriali.
E non poteva comportarsi diversamente, considerando che si tratta di un medico
e di un uomo di scienza. Non si può infatti pretendere la vigilanza sulla
composizione, le indicazioni, le controindicazioni, le interazioni, l’efficacia
terapeutica, gli eventuali effetti secondari, i rischi da eventuali sovra-dosaggi
di farmaci frutto di ricerche scientifiche a livello mondiale, con medici
che non possiedono un approccio culturale scientifico valido per tutti i risvolti
della farmaco-vigilanza inerenti quel farmaco.
<< Il primo problema è insegnare ai medici ad usare bene i farmaci>> ha esordito
il Ministro Sirchia; <
L’aggiornamento continuo professionale del medico è ormai un problema di
grande attualità e riguarda tutte le branche della medicina, sia generale,
sia specialistica. In un’epoca in cui la tecnologia, la chimica farmaceutica,
la genetica, l’immunologia e le altre conoscenze mediche si aggiornano con
una velocità inimmaginabili sino a qualche anno fa e che toccano persino gli
stessi presupposti della vita umana, non è possibile operare in base a conoscenze
acquisite a distanza di tempo e non aggiornate continuamente. Non si può certo
dire che il medico trascuri questo aspetto della propria preparazione professionale,
ma non basta la volontarietà dell’apprendimento per aggiornarsi in maniera
sistematica. L’offerta infatti è elevatissima in fatto di corsi e seminari
di aggiornamento per cui in teoria si potrebbe eccepire che non manca al medico
l’occasione di aggiornarsi. Il fatto è che non esiste un coordinamento unitario
e un programma sistematico di aggiornamento che consenta nel corso di un anno,
o magari anche di un triennio, di poter raggiungere tutti i medici su tutte
le branche della medicina, verificarne e certificarne materialmente l’effettivo
apprendimento.
Certo oggi esiste Internet, uno strumento efficacissimo per poter raggiungere
in tempo reale tutti i medici e poterli tenere aggiornati continuamente magari
senza troppi spostamenti ed in grado altresì di colloquiare e verificarne
l’apprendimento.
Naturalmente è indispensabile che il Ministero della Salute, di concerto con
le Facoltà Universitarie, decida un programma globale di argomenti chiave
che investa tutte le branche della medicina e prenda, in concorso con gli
Ordini professionali, la direzione dello svolgimento dei programmi e della
verifica dell’aggiornamento continuo, branca per branca, da parte del medico.
L’industria farmaceutica ha sinora fatto la parte del leone nell’organizzare
e sponsorizzare riunioni scientifiche, Congressi e Convegni, ponendo l’accento
su particolari terapie che, guarda caso, interessavano la stessa industria.
Peraltro, talvolta, la stessa molecola è alla base di numerosi farmaci aventi
identica composizione anche se con nome commerciale diverso, per cui è frequente
il caso di riunioni scientifiche fotocopia sulla patologia curata con quella
molecola, che non possono aggiungere niente all’aggiornamento del medico.
Ecco perché è opportuno che il Ministro ponga una seria impostazione dell’aggiornamento
continuo del medico che non tenga conto delle esigenze commerciali dell’industria
farmaceutica, ma che parta da una visione più ampia e più scientifica, anche
sul piano organizzativo, di tutta la materia.



