MAGGIO 1999
        

 

AMOROSO

Come dubitare di Ronaldo? Il popolo interista ci aveva già fatto un pensierino durante un annata storta, nella quale il sogno morattiano di vincere scudetto e Champions League era lentamente trasformato in un incubo. Nel marasma generale, tra allenatori cacciati, sconfitte a raffica e obiettivi mancati, inevitabile che venisse amplificato anche il caso del brasiliano, alle prese con un problema al ginocchio di non facile soluzione. Il campione brasiliano si è trovato a rientrare nel momento negativo nerazzurro senza riuscire a vestirne i panni di salvatore della patria. E così un pubblico storicamente straesigente come quello del Meazza ha finito per coinvolgere anche lui nelle contestazioni. Nella partita che ha visto l'Udinese strapazzare i resti di un undici allo sbando senza motivazioni di sorta, brilla di controcanto vicino alla stella offuscata del Fenomeno quella di Marcio Amoroso, carioca in ascesa perentoria che con Ronaldo ha molti punti di contatto. Grande destrezza negli spazi stretti e fiuto del gol, taglio di capelli rigorosamente pelato e paese d'origine, nonché obiettivi in chiave Nazionale. Una carriera non facile, interrotta ma non spezzata da un grave infortunio, che ha ripreso quota in terra friulana. Lo aveva adocchiato Franco Causio, indimenticato "Barone" della Italia di Bearzot, ora team manager dell'Udinese. Lo ha trasformato tatticamente Zaccheroni nei suoi anni di permanenza in bianconero, inventando per lui un modulo confacente. Ed ora lo ha valorizzato e soprattutto responsabilizzato dopo la partenza di Bierhoff, Francesco Guidolin, attuale tecnico di un gruppo che vola verso un traguardo prestigioso come la qualificazione in Champions League. Da brasialiano talentuoso ma incostante Amoroso si è trasformato così in bomber implacabile, come dimostra il suo bottino di realizzatore in questo campionato che lo pone alle spalle solo dell'incredibile Batistuta. Anche nella sfida con l'Inter ha incantato con numeri e gol di rara bellezza. Così dopo aver conquistato un posto nella nazionale verdeoro convincendo il ct Luxemburgo, la marcia di Marcio prosegue verso lidi prestigiosi. Lo cercano praticamente tutte le "grandi", a cominciare dalla Juventus. Tenerlo per la dirigenza udinese significherebbe un grandissimo sacrificio economico, vista la rinuncia ad un gruzzolo cospicuo di miliardi. Il presidente Pozzo ha però annunciato che in caso di qualificazione alla Champions League il nuovo "Fenomeno" potrebbe rimanere in maglia bianconera. Per ora l'intreccio che domenica scorsa ha messo di fronte lui, Ronaldo, Marcello Lippi e di pubblico neroazzurro è uno di quelli che solo uno sport strano quanto affascinante come il calcio può proporre. I tifosi nerazzurri vanno al Meazza con la speranza di rivedere un Ronaldo in gran spolvero capace di traghettare l'Inter fuori da questo tunnel di risultati negativi. Così pure Lippi, futuro allenatore alla corte di Moratti. Scoprono invece entrambi che il vero "Fenomeno" almeno per il momento, è purtroppo l'erede di Ronnie in Nazionale. Ironia della sorte veste poi una casacca con colori che al tecnico viareggino hanno riservato anni di glorie ma anche l'amarezza delle uniche dimissioni della carriera. E per chiudere il cerchio questo Amoroso stratosferico non può nemmeno essere corteggiato dall'Inter perché ha già un accordo di massima, in caso di eventuale cessione, con la Juventus. Oltre al danno la beffa. In casa Inter ultimamente piove veramente sul bagnato

 

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