MAGGIO 1999
        

 

WEEKEND 1-2 MAGGIO 1999 BOLOGNA SPORTIVA DALLE STELLE ALLE STALLE

Come passare nel giro di quindici giorni da una delle città più invidiate d'Italia, sportivamente parlando, ad una delle più deluse. Chiedere eventuali lumi a quella che per parecchie settimane ha accarezzato il sogno di sollevare trofei a raffica e che invece ora si trova in mano un pugno di mosche. Bologna la Dotta esporta ormai da alucne stagioni il miglior basket continentale. Da quest'anno pero' c'era anche il fronte calcistico a rivendicare spicchi di nobiltà. Dopo anni bui, passati addirittura nei meandri della serie C, il calcio felsineo è riuscito a ritornare a livelli d'eccellenza. E non solo; campioni come Roberto Baggio e Signori, affranti da stagioni contradditorie nelle metropoli del pallone, hanno ritrovato d'incanto ispirazione e gol, facendo meritare alla società del presidente Gazzoni il titolo di "isola felice" dove potersi rigenerare. E felice ma soprattutto orgogliosa di questo rinascimento agonistico Bologna lo è stata sino al weekend alle spalle, nel quale si sono spenti gli ultimi fuochi di possibili traguardi prestigiosi. Una disfatta progressiva, cominciata con un ridimensionamento a livello europeo e poi culminata con la caduta in patria, che ha coinvolto, sebbene in ambienti diversi, ben tre club sportivi. Il preludio a questa fine arida di soddisfazioni parte, come spesso accade, dopo che vengono suonate possibili fanfare trionfanti. Le due squadre bolognesi di basket che da anni si spartiscono la supremazia italiana, raggiungono questa volta le Final Four di Eurolega, l'evento cestitistico continentale più prestigioso. Per la Kinder non è una novita, visto che la Virtus è il quintetto campione in carica. La novità è rappresentata dalla Fortitudo, l'altra parte della nobiltà cestistica felsinea, che dopo aver allestito un gruppo competitivo, prova anche l'assalto all'egemonia europea. Proprio il derby bolognese, una stracittadina che mette in atto il suo sesto atto stagionale, apre la kermesse di Monaco, proponendo la sida fratricida ma almeno la certezza di avere una rappresentante italiana nell'evento finale delle Final Four. Controtendenza, viste le precedenti cinque sconfitte filate, vince la Kinder e va in finale con i lituani dello Zalgiris Kaunas. Il giorno dopo la Bologna sponda calcistica nella semifinale di andata di Coppa Uefa ferma sullo 0 a 0 a Marsiglia i francesi dell'Olypique e "vede" la possibile finale tutta italiana con il Parma a Mosca. E' forse questo il momento congiunto più alto della "Dotta" a livello sportivo per questo scorcio di 1999; con una finalista continentale che si gioca la conferma della propria supremazia e con l'undici di Mazzone che prova a reinserirsi nel grande calcio europeo. Dalla serata seguente comincia pero' la serie negativa che si snoderà sino al weekend alle spalle. Comincia la Kinder nell'essere detronizzata da uno Zalgiris ispiratissimo. La disfatta prosegue, con maggiore amarezza però spostandosi nel mondo del pallone: il Bologna nel ritorno di Uefa contro i transalpini mette a segno quel gol che lo porterebbe dritto all'epilogo in terra russa. A una manciata di minuti dalla fine pero' arriva la doccia gelata di un rigore concesso all'Olimpique e messo a segno da Blanc. E' l'1 a1 che castiga l'undici di Mazzone e spezza i sogni di una notte di mezza estate della società di Gazzoni, partito proprio nel lontanissimo luglio 1998 dal torneo di qualificazione dell'Intertoto. Non rimane che aggrapparsi alla storica grandezza cestistica nostrana. Sia Kinder che Fortitudo, rispettivamente campione e vice-campione in carica, hanno la possibiltà di ribadire nei Play-off che Bologna è ancora basket-city. Nelle semifinali la sfida incrociata tra le due bolognesi porta sulla ipotetica strada di una finale-bis tutta felsinea due forze fresche del basket azzurro, Varese e Treviso. E ancora una volta il logorio di una stagione agonistica lunga e gli ultimi rovesci psicologici costano alla città emiliana l'ultima grande delusione stagionale. Prima la Kinder contro una Varese pimpante ma soprattutto una Fortitudo che nella serie con la Benetton al meglio delle 5 sfide era avanti per 2 a 1, falliscono l'appuntamento conclusivo. Si chiudono così due settimane da incubo, o meglio dove il lieto fine è completamente dimenticato, che consegnano lacrime pesanti ad una città che merita comunque ,per il calore con cui vive lo sport, grandi traguardi futuri.

 

 Leadership Medica®  
  Mensile di scienza  medica e attualita`  
 Copyright 1997© All Rights Reserved