| GENNAIO 2000 |
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SULLE TRACCE DI VIERI Dall’altro capo del mondo. Comincia dall’Australia infatti la storia di Christian Vieri, il centravanti italiano al momento piu’ famoso ed anche piu’ pagato. In pochi sanno che la sua avventura nel raggiungere le vette attuali e’ cominciata nella terra dei canguri, dove papa’ Roberto si e’ trasferito a fine carriera per far valere in una nazione ancora a digiuno di calcio importante il proprio talento. Vieri nasce a Bologna ma a 3 anni arriva il trasferimento a Melbourne, dove il padre, per tutti in Italia “Bobo” comincia ad allenarsi nei Zebra’s Thomastown, una piccola societa’ alla periferia della citta’. Il piccolo Christian invece non ama particolarmente il soccer e inevitabilmente per le abitudini dei compagni di gioco predilige il cricket, sport nazionale in Australia.
Per questioni genetiche comincia ad interessarsi al calcio quando il papa’ si trasferisce a Sydney per abbracciare la causa del Marconi, squadra che rappresenta la vasta comunita’ italiana nella prima divisione.
Tony LaBozzetta e’ il padre-padrone della societa’ e decide di tenere Bobo anche al termine della carriera come allenatore. Si trascina sul campo un adolescente che col pallone tra i piedi litiga spesso, non avendo spiccate doti naturali. Christian ama divertirsi, andare in bici con i coetanei ma soprattutto fare scherzi ai piu’ grandi in compagnia di Attilio, figlio del presidente del Marconi e attualmente ancora uno dei suoi migliori amici.
Poi c’e’ la scuola che non e’ proprio il vanto del ragazzo bolognese. Alla Priory High School il banco e’ costantemente in prima fila per potregli tirare le orecchie quando la sua naturale irrequietezza lo porta ad esagerare.
E le pagelle, viste di persona, recitano anche qualche 0 nelle materie dove la teoria abbonda e dove invece non c’e’ spazio per la pratica.
Troppo statica la vita tra le mura scolastiche per un ragazzino che gia’ pensa alla discoteca ed anche ai primi flirt. La carriera del piccolo Vieri in Australia decolla infatti piu’ nell’approcciare il sesso opposto che come atleta. Al Marconi sono veramente in pochi a credere che i piedi ruvidi del ragazzo venuto dall’Italia possano sfondare nel calcio.
I genitori allora , piu’ attenti alla disciplina e all’educazione del figlio che ald altro decidono che e’ il caso di rispedire Christian al mittente, ovvero nella terra d’origine. Nella penisola ci sono ancora i nonni, a Livorno, ed e’ li che comincera’ la vera storia calcistica dell’attuale centravanti nerazzurro.
Il quale pero’, come molti altri immigrati,lascia un bel pezzo di cuore in Australia. Le telefonate in lacrime a mamma e papa’ si sprecano. Cosi’ come quelle all’amico di sempre, Attilio, che lo tiene aggiornato su cosa succede tra i vecchi compagni di gioco.
E’ un legame forte che cresce nel tempo di pari passo con la sua carriera da calciatore. E dura ancora oggi , con Vieri tra i migliori cannonieri della storia del calcio azzurro e con Attilio che a Sydney gestisce un ristorante a Darling Point, nella baia della citta’ che tra poco ospitera’ le Olimpiadi del nuovo millennio. Il nome del locale? Sin troppo facile.. “Vieri’s”.Paolo Ghisoni
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