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. CALCIO :SERIE A :  FIRENZE FRENA, ARRIVA IL PARMA 
   ARBITRI: GIORNATA DA DIMENTICARE
Un rigore discusso a tempo scaduto consente ad un Perugia tramortito fino ad allora dalle folate in contropiede di Batistuta di pareggiare i conti con la capolista; qualcuno parla di campionato salvato. In caso di vittoria i viola sarebbero andati a + 5 sulla diretta insegutrice, ovvero il Parma. Che invece ora vede in dirittura d'arrivo il possibile aggancio. Ieri gli emiliani hanno dato segno di maturita' e quadratezza imponendosi su un campo non facile come quello di Empoli. La formazione toscana si è trovata due volte in vantaggio prima di subire la veemente rimonta gialloblu'. Come a Perugia , anche in terra toscana polemiche per presunti errori arbitrali. Un gol parmense in netto fuorigioco, un altro dell'empolese Di Napoli nettamente viziato d aun fallo di mano. L'ultima giornata di campionato del 98 calcistico non riserva dunque nulla di nuovo; sotto accusa ancora le giacchette nere per sviste commesse anche a Milano, Piacenza e Genova. Chi ha tanto spinto per il sorteggio nelle designazioni, affidando alla sorte partite comunque meritorie di graduatorie di importanza, si trova ora a fronteggiare l'onda di un opinione pubblica furente per i ripetuti abbagli dei direttori di gara.  
Inutile prendere posizioni sul sesso degli angeli ; la verità è che il calcio moderno deve svestire alcuni panni conservatori e mettersi al passo coi tempi. Si gioca a ritmi folli, con capovolgimenti di fronte vertiginosi e con errori riscontrabili nel minimo dettaglio dalle vivisezionanti moviole televisive della domenica sera. Una cocktail mortale per qualsiasi essere umano, anche se arbitro. No, non basta piu' un solo direttore di gara per coprire i 110 metri di campo. E non bastano nemmeno due guardalinee che azzeccano un fuorigioco si ed uno no. Per una legge fisica, se cambiano le condizioni è giusto che vengano prese delle contromisure. Ed il calcio del 2000, fitto di scatti brucianti, di cambi di direzione repentini e, perché no, di "tuffatori " e simulatori, merita qualche variante al "tutti contro l'arbitro". La proposta piu' logica sarebbe l'introduzione di un secondo direttore di gara, con il compito di presidiare metacampo, che interagisca con il collega e al tempo stesso si avvalga  per situazioni non chiare delle segnalazioni di un guardalinee sempre con un raggio d'azione limitato. 
Insomma minore gestione di spazi e migliore qualità decisionale. Per evitare che un tuffo di Roberto Baggio in Inter-Roma costi l'espulsione di Petruzzi e che i giallorossi colino a picco subendo un poker nerazzurro. Che un Bari rampante non veda interrompere la propria striscia positiva di nove gare, oltre che da un gran gol di Stroppa, anche da un gol splendido segnato dal gioellino Zambrotta ma inspiegabilmente annullato. Che il Milan corsaro a Genova a due soli punti dalla Fiorentina capolista si veda riagganciato e ricacciato a -4 per un abbaglio al limite dell'area punito da una magistrale punizione di Ortega. Che insomma, un campionato bello, avvincente ed equilibrato, si decida finalmente senza gli inutili strali di presidenti e tifosi inferociti contro il solito capro espiatorio. 
Forse, anche il dorato mondo del pallone arriverebbe a responsabilizzarsi un po' di più, senza dover attingere al solito noioso e scontato vocabolario dei "se" e dei "ma". 
 
 
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