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| Un po' di numeri tanto per cominciare,
per spiegare cosa abbia significato Alberto Tomba anche in termini statistici
per il movimento azzurro delle nevi.
11, 24 e 83. Se qualcuno vuole può' anche tentare la sorte sulla ruota di qualche città. Magari quella di Bologna, città nativa del campione ritiratosi da circa sei mesi. Andiamo con ordine. 11 dunque, come i mesi che separavano il secondo posto ottenuto da Holzner nello slalom dell'Alta Badia nel weekend alle spalle dall'ultimo italiano salito su un podio in una gara di Coppa del Mondo. Chi era stato l'ultimo? la risposta è superflua. 24 poi, sempre come i mesi che separano sempre il traguardo di Holzner da un azzurro, che non fosse Tomba, dall'appuntamento con le piazze d'onore. Infine 83, sempre mesi, da quando lo stesso atleta altoatesino non riusciva piu' a salire sul podio. L'ultima volta gli era riuscito nel supergigante di Garmisch datato gennaio 1992. Lo squillo vero, importante, da "Tomba" tanto per intenderci lo compie pero' il sosia dell'ex-Albertone nazionale; Christian Ghedina, dopo qualche problema nelle prime uscite, si ritrova sulle nevi della Val Gardena nella discesa libera di sabato e va a timbrare la sua decima vittoria in carriera nella specialità. Gli capita come due anni fa, stagione 96/97, quando il proiettile azzurro doma gobbe e curve da brivido e va a segno per la seconda volta in una gara in Italia. Oltre alla soddisfazione del successo, Ghedina aggiungea un'altra gioia, forse ancor piu' significativa. Il trionfo di Selva lo porta in graduatoria assoluta ad affiancare l'immortale Pirmin Zurbriggen quanto a vittorie compessive nelle libere in carriera. 10, come il pettorale beneagurante indossato dall'azzurro al via. |