SETTEMBRE 1999 
 
  
 
LA RIVINCITA DI LIPPI
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Terza giornata di ritorno del campionato alle spalle. Al "delle Alpi" la Juventus peggiore della gestione Lippi riceve il Parma che prova ad inserirsi nella lotta per il titolo tra Lazio e Milan.
Gli emiliani dilagano, continuano a sperare ma soprattutto costringono la dirigenza bianconera alla fine di un ciclo. Il tecnico bianconero non aspetta nemmeno la comunicazione della società; scende in conferenza stampa e annuncia le proprie dimissioni, le prime in carriera dopo anni di trionfi. Di quella serata rimane impressa nella mente di molti spettatori l'euforia di un Malesani che lancia al cielo la borsa del ghiaccio utilizzata per lenire il dolore ad una mano infortunatasi per la troppa euforia.
Terza giornata di questo campionato. Lo stesso Parma e lo stesso allenatore veronese scendono al "Meazza" per cercare di riassestare un momento negativo non certo preventivato. I gialloblù hanno bisogno di una scossa dopo un paio di prestazioni opache. E la panchina del tecnico ducale traballa leggermente. Di fronte Lippi , nuovo allenatore di un Inter martoriata e mortificata che ha scelto proprio l'ex bianconero per rilanciarsi. Corsi e ricorsi storici anche nel calcio. Parti invertite questa volta; la spallata in questa circostanza può darla Marcello il Bello, il Paul Newman del calcio che come in parecchie interpretazioni dell'attore americano può recitare il ruolo di freddo e spietato giustiziere. La sua Inter affonda nella burrosa difesa parmigiana ben cinque volte. E in altre circostanze è bravo il portiere Buffon ad evitare un punteggio già di per sé imbarazzante.
Cambio di istantanee; le mani tra i capelli del tecnico ospite nella Scala del calcio e consapevole di una stecca clamorosa. Il suo sguardo fisso sul terreno a fine gara dice tante cose... Un destino da allenatore del presunto gioiello emiliano appeso ad un filo. Dall'ultima di Lippi all'ultima di Malesani?
Meglio parlare dei meriti interisti e dell'allenatore sognato, rincorso e finalmente raggiunto da Moratti. Errori su errori nella stagione scorsa. Lippi ha saputo azzerare tutto e ricompattare un ambiente sfilacciato. Ora una partenza lanciata che non si ricordava dallo scudetto dei record centrato più di dieci anni fa da Trapattoni. Anche allora fu il Milan a stuzzicare l'appetito e l'orgoglio dei cugini vincendo il titolo l'annata precedente. Con i tempi che corrono la Milano nerazzurra si aggrappa anche a questo; ad una cabala che dopo i rossoneri ha spesso proposto nella storia del calcio italiano la risposta immediata interista. Affidarsi ai ricorsi storici spesso paga. E proprio Lippi, come detto, ne sa qualcosa.

 
 

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