OTTOBRE 2000 
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CALCIO: DUE VITTORIE VERSO IL MONDIALE

L’esordio con L’Ungheria ci aveva lasciato l’amaro in bocca.
Due volte in vantaggio e due volte raggiunti con distrazioni difensive ed ecco che il debutto di Trapattoni sulla panchina azzurra viene rovinato sul più bello.
Archiviata la parentesi iniziale, il duplice impegno della nazionale con Romania e Georgia doveva mettere in luce un gruppo diverso, più dinamico e convincente rispetto agli inizi di settembre. E come da garanzia quando al timone c’è l’allenatore più medagliato d’Italia, i risultati sono arrivati puntuali.
Rispetto alla gara con l’Ungheria, in un periodo ancora orfano di coppe e campionati, l’undici azzurro ha dimostrato di avere naturalmente piu’ calcio giocato nelle gambe ma soprattutto si è mostrato duttile alle situazioni tattiche che le due partite , teoricamente simili ma alla fine diverssime, hanno proposto.
L’intenso weekend lungo ci ha visto impegnati prima in quel di San Siro contro la Romania, sulla carta la formazione nel nostro girone più temibile sulla strada che porta ai mondiali nippo-coeani del 2002.
Nella giornata del record di presenze azzurre di Paolo Maldini, 113, siglate proprio nello stadio che lo ha visto crescere con la maglia milanista, l’italia è invece andata via facile facile, con un secco 3 a 0 sorprendente addirittura più sul piano del gioco che su quello del risultato. Il modulo con Totti a ridosso delle de punte sembra finalmente aver sciolto l’enigma che ha attanagliato praticamente un poker di tecnici pre-Trapattoni. Prima Vicini e Sacchi, poi Maldini, e Zoff, tutti in dubbio sulla collocazione fissa in squadra di un fantasista (Baggio-Zola-Del Piero) che poteva far pendere troppo l’ago della bilancia sul piatto dell’equilibrio tattico.
La recente esplosione di Totti agli Europei ha messo tutti d’accordo. Ed anche Trapattoni ha debuttato con le idee più che chiare ; Nella sua concezione in campo dell’Italia Del Piero non è complementare al romanista, quanto il suo valido alter-ego in caso di assenza. 
Le reti con al Romania sono venute guardacaso dal cosidetto tridente Inzaghi-DelVecchio e Totti appunto. Ma è stato lo spettacolo offerto dal punta di vista delle giocate e della fluidita’ di manovra ha dare confortanti segnali.
Tre giorni dopo è stata la volta della Georgia scendere al “Conero” di Ancona per fronteggiare gli azzurri. Doveva essere partita più agevole rispetto ai rumeni ed invece si è rivelata gara da interpretare con le giuste precauzioni.
Trapattoni ha dovuto ancora osare nel modulo, schierando Del Piero vista l’assenza per influenza di Inzaghi, per scardinare la difesa piuttosto chiusa degli avversari.
Ma non appena un rigore piuttosto ingenuo su Totti ci ha regalato il gol del vantaggio, Trap si è subito coperto, inserendo un centrocampista per fronteggiare le soluzioni in velocità della Georgia.
Del duplice confronto che ci ha consegnato la vetta del nosto raggruppamento conforta però soprattutto l’aspetto gestionale della nostra nazionale. Rispetto ai predecessori, trapattoni sembra avere più esperienza nel gestire i cambi in corso del proprio gruppo e nel saperne interpretare le condizioni psicologiche.
La strada che porta alla qualificazione mondiale è certo ancora lunga ed è stato lo stesso tecnico a frenare i facili entusiamsi, asserendo che Giappone e la Corea rimangono comunque distanti migliaia di chilometri nonostante questa duplice vittoria.
Ma il fattore discriminante rimane il fatto che l’esperienza accumulata in centinaia di panchine dal nostro commissario tecnico appare una garanzia in proiezione futura. In primis, come accennato, per quanto riguarda le scelte di uomini e ruoli al momento più opportuno. Ma anche e soprattutto per la gestione delle pressioni ambientali che inevitabilmente toccano la nazionale. Sorrisi, disponibilità e sicurezza che paragonati agli eccessi o di silenzio o di nervosismo dei predecessori, ci trasmettono quello che ogni tifoso vuole: Ovvero certezza di essere nelle mani giuste e che la missione verrà centrata senza sbandamenti.
Poi al Mondiale del 2002, da debuttante, anche Trap avrà finalmente qualcosa da dimostrare. 

Paolo Ghisoni
 

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