| OTTOBRE 2000 |
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MOTOMONDIALE: LOCATELLI FA LE COSE PER BENE Una carriera cominciata col botto nel Gran Premio di casa. Pole position e subito un buon contratto con l’Aprilia, la casa di Noale storicamente portata ad investire sui talenti italiani in erba.
Come pero’ una legge dello sport avverte risulta facile sorprendere ma molto meno facile confermare questi risultati.
E cosi Roberto Locatelli, 26 enne estroso, dopo aver strappato addirittura nel 94 la promozione a vice-Biaggi, si ritrova alle prese con una crisi d’identità agonistica. Il successo che arriva troppo presto non fa altro che allontanarlo dalla realtà del mondo professionistico.
Lui , abituato alle serate in pizzeria con gli amici, deve catapultarsi in un ambiente che richiede freschezza mentale e tutte le energie a disposizione per collaudare la propria moto, per crescerla come una figlia e portarla a risultati continui.
Proprio pero’la continuità comincia ad essere il tallone d’achille del promettente pilota bergamasco che stagione dopo stagione comincia ad affondare nell’anonimato. Passano i Gran Premi ed il “Loca” come lo chiamano nel team annaspa dietro i ricordi dello stesso Biaggi e di Valentino Rossi, entrambi precoci nell’affermarsi ai vertici.
I paragoni, quando i risultati non arrivano, diventano fastidiosi ma anche pesanti come macigni dal punto di vista psicologico.
Va a finire che dopo 2 stagioni nella 250, Roberto deve accettare la retrocessione nella 125 a partire dal 1997. Ma la musica non cambia ; anche nella cilindrata che lo ha rivelato, il centauro nel frattempo spostatosi con la residenza a Montecarlo, il flop e’ semi-evidente.
Alla fine in quasi settanta Gran Premi l’unica traccia della ex-promessa passato nel frattempo alla Honda è un terzo posto in Germania a fine 98.. La svolta nel 99 e’ il ritorno all’Aprilia; prima vittoria in Francia ma soprattutto quarto posto assoluto nel mondiale.
E’ l’inizio della rinascita, legata anche al connubbio con la rockstar Vasco Rossi, appassionato di motori al punto di creare un team con Roberto punta di diamante. Da” Nullità” (come si è autodefinito dopo a vittoria nel GP decisivo in Giappone) a finalmente campione del mondo di categoria. Da cadute continui e miti irraggiungibili, Locatelli trova la propria dimensione vincente e un equilibrio mentale che lo porterà tra poco anche la matrimonio con la fidanzata storica, Manuela.
Ora il cerchio è quasi chiuso: Mantenute le aspettative e gli investimenti fatti su di lui da chi ci credeva ancora, diventare re di una categoria che ha visto in passato altri 13 italiani trionfare e riportare il titolo della 125 in azzurro dopo il successo di un illustre predecessore , Valentino Rossi.
Diciamo quasi perche’ il richiamo ora di ritentare con la giusta maturita’ l’avventura nella 250 si contrappone all’orgoglio di rimanere con L’Aprilia e disputare un'altra stagione con il numero 1 sulla carenatura.
Dilemma difficile ma dolce, dopo anni di stenti e dimenticatoioPaolo Ghisoni
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