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| Al primo exploit molti addetti ai lavori
avevano storto il naso. Pat Rafter e gli US Open di tennis si erano già'
piaciuti lo scorso anno, quando il tennista australiano a sorpresa si era
imposto nell'ultima tappa dello Slam.
Fisico da corazziere, faccino da modello televisivo e tennis spumeggiante. Ce n'era abbastanza per far riinnamorare parecchi appassionati del serve and volley delusi dall'abbandono del grande Stefan Edberg. Ma anche per far dubitare che tanti pregi messi insieme appartenessero ad un nuovo possibile padrone del tennis mondiale e non ad una cometa passeggera. Un solo nome su tutti in questo gruppo di detrattori, quello di un grande ex; John McEnroe. Per lui Pat era "la meraviglia di un solo Slam". La campagna americana di Rafter e' invece continuata anche nel 1998. Il bis nel torneo newyorkese e' un'impresa ancor più' probante rispetto all'exploit precedente. Il tennista Ozie ha dovuto affrontare Flushing Meadows con gli onori ma soprattutto oneri del campione uscente. Era una situazione nuova per lui, racchetta rampante che in più' di una occasione aveva alternato successi di prestigio a periodi bui. L'ha sopportata e superata con straordinaria maturita', dimostrando di essere finalmente pronto ad insidiare il trono del numero uno mondiale Pete Sampras. Con l'eclissi di Andre' Agassi il movimento tennistico mondiale ha perso in un sol colpo due grandi occasioni; il prolungarsi di una rivalita' credibile con lo stesso Sampras. Ed anche la mancanza di un personaggio capace di catalizzare attenzione di sponsor e fans. Il dominio di Pete si e' fatto via via arido, scontato, creando una sorta di tirannia che rendeva soprattutto i tornei più' importanti senza interesse, quelli dove il campione americano dimostrava di non mancare quasi mai il colpo. Nemmeno la parentesi Rios ad inizio stagione aveva scalfito questa certezza; il giovane cileno, una volta diventato numero 1 mondiale per poche settimane e per uno strano capriccio numerico del computer, si e' infatti progressivamente spento per strada, concedendo il ritorno al vertice di Sampras. Ed anche per Pat Rafter il 1998 non e' stato certo un anno facile, almeno agli inizi. Deludente in Australia davanti ad un pubblico di casa che lo aspettava come il nuovo Messia della racchetta ed ancor più' fuori giri con l'arrivo della stagione su terra rossa, il 26enne canguro ha dovuto attendere parecchio prima di ritrovare la migliore condizione. Al termine del vittorioso torneo newyorkese ha ripercorso le tappe che lo hanno portato dalla polvere all'altare, da quello che lui ha definito "il momento più' basso della carriera" al "mi sento padrone di questo torneo e il numero uno sul cemento". Cominciando dal fondo. Maggio 1998, si gioca il Roland Garros. Rafter non e' certo uno dei favoriti vista la superficie. ma non si aspetta nemmeno di doversi inchinare al 2° turno al connazionale Stoltenberg, ancor più' acerbo di lui sul "rosso". Sono gli incoraggiamenti di un vecchio saggio del tennis australiano a risollevarlo. Un fax proveniente dalll'altro capo del mondo. Sydney. Mittente: John Newcomnbe, grandissimo ex-campione anni '70 ed ora capitano di Davis del suo paese. Il contenuto; poche parole, di incoraggiamento soprattutto. Ma giuste, calibrate al cuore dell'atleta. Che ritrova gli stimoli per ricostruirsi. Wimbledon sull'erba lo promuove sino ai quarti, sconfitto dal beniamino di casa Tim Henman. Ma e' l'estate americana che gli consegna una dimensione da assoluto protagonista. Agosto lo incorona vincitore di 3 tornei; Toronto, Cincinnati e Long Island. L'assalto a Flushing Meadows puo' cominciare nel migliore dei modi. Sorprendere puo' capitare ma ripetersi e' da fuoriclasse. Rafter lo fa battendo tra gli altri Sampras in semifinale. Statistiche alla mano entra così nel ristretto novero di grandi della racchetta capaci di vincere gli Us Open due anni filati. Alcuni nomi che lo hanno preceduto; McEnroe, Connors,Lendl, Edberg e lo stesso Sampras. Tutta gente che ha occupato la vetta del tennis mondiale. Non e' quindi difficile pronosticargli un futuro da primattore. Ma soprattutto un ruolo decisivo nel raccogliere il testimone di Agassi ,per poter sviluppare una rivalita' finalmente stimolante al vertice del tennis mondiale. |
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