MAGGIO 1999
        

 

art VenusWilliams weekend 8-9-maggio 99

LA VENERE NERA TRIONFA AL FORO

43 anni dopo l'ultima tennista di colore, Athea Gibson, Roma torna ad incoronare una atleta dalla pelle scura. Venus Williams e' la vincitrice degli Internazionali d'Italia femminili. Un successo schiacciante che a questo punto lancia un serio monito al vertice del tennis in gonnella; Venus è pronta per aggredire le prime posizioni del ranking. Battere nell'ordine Hingis e Pierce nei due incontri conclusivi con un mix di sangue freddo e sicurezza è impresa certo rilevante. Ma forse è più da sottolineare, nell'economia delle rivalità di vertice, come la maggiore delle sorelle Williams stia legittimando la propria rincorsa ai quartieri altissimi della racchetta vincendo su quasi tutte le superfici. Cresciuta nel ghetto di Los Angeles tra non poche difficoltà da Papa Richard ,uomo tanto ambizioso quanto esibizionista, Venus, insieme alla sorella, ha calcato sin da bambina i campi in duro del quartiere. Una notevole avvenenza fisica ne ha accompagnato la crescita adolescenziale, consentendole un ingresso priviligiato nel mondo del professionismo. Le sue leve da mezzonfondista sommate ad uan struttura muscolare tonica ed elastica hanno subito impressionato gli addetti ai lavori. Rimaneva da affinare la strategia tennistica, gli schemi sul rettangolo e soprattutto lavorare sulla duttilità del suo gioco sulle diverse superfici. A tal proposito il successo di Roma, in rapida sequenza a quello di Amburgo sempre su terra rossa, testimoniano come la mutazione tattica di Venus sia quasi giunta al completamento. Dopo aver pagato il consueto dazio all'inesperienza, perdendo match quasi vinti nelle stagioni alle spalle, la Williams ha cominciato a inquadrare e canalizzare un suo tennis a volte troppo aggressivo verso soluzioni più' ragionate. La Hingis, attuale numero uno del mondo, è giocatrice che non si batte da sola, soprattutto su terreni dove non si puo' chiudere lo scambio con pochi colpi. Fino ad un anno fa la svizzera tutto fosforo e talento era riuscita ad imbrigliare gli schemi prepotenti dell'americana. Ora non è un caso che la Venere nera del tennis mondiale cominci a sorprendere Martina con una certa intensità. Segnale ancor più importante pero' il fatto che queste vittorie arrivino non in match risolti brevemente, ma al termine di piccole maratone. Come nella semifinale del Foro, ad esempio, dove la Williams è riuscita a spuntarla 75 al terzo set. Partite così tirate, con un dispendio energetico e mentale altissimo, si portano a casa grazie alla lucidità e poche scelte tattiche azzeccate. Se Venus , come ha dimostrato, sta ormai annullando il gap di scaltrezza e desuetudine nel privilegiare la forza al controllo, il tennis femminile è veramente molto vicino ad avere una nuova regina. Il Roland Garros alle porte potrà dirne di più' a tal proposito.

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