COLPI DI INIZIO MILLENNIO
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C'è chi lo aspetta con la stessa intensità
di un miracolo o peggio di un figlio. E' l'oroscopo dell'anno nuovo, tempestivamente
stilato sul finire della stagione in corso. Ha il potere di illuderti,
auto-suggestionarti, farti sognare o imprecare. Difficilmente però
è foriero di pessime notizie, per una regola che vuole il buonismo
come regalo utopistico per affrontare la nuova stagione.
Nello sport, a giudicare dai primi trionfatori
nelle varie discipline, il 2000 può per il momento essere considerato
come l'anno della svolta, delle illusioni che diventano
realtà.
Lo è senza dubbio per Angelo
Weiss, sciatore azzurro dal cognome asburgico, che alle soglie dei 31 anni,
compie l'impresa della carriera. Eterna promessa del circo bianco, cresciuto
come molti nell'ombra del mito Tomba, l'atleta trentino è riuscito
ad aggiudicarsi dopo più di dieci stagioni d'attesa la sua
prima gara di Coppa del Mondo.
Erano 22 mesi che un italiano non vinceva
uno slalom speciale. Da Crans Montana nel marzo 98, quando l'Albertone
nazionale timbrò l'ultimo sigillo di una carriera strepitosa.
Il digiuno lo ha rotto una dei tanti sciatori
figli delle Dolomiti che ha sempre avuto talento da spendere ma anche incostanza
e infortuni frequenti.
Per lui sull'oroscopo del 2000 ci sarà
stata sicuramente la previsione di una svolta nell'ambito professionale.
E chissà che la molla psicologica nell'entrare in una nuova era
lo abbia aiutato a sconfiggere le paure endemiche che lo attanagliavano
da anni.
Dopo aver stropicciato gli occhi anche il
francese Fabrice Santoro, quando dopo aver vinto il torneo di Doha ha dato
un'occhiata alle nuove classifiche mondiali.
In cima alla lista di tennisti
c'era il suo nome; quello di un onesto lavoratore della racchetta che mai
avrebbe sperato di essere un giorno davanti ai vari Agassi e Sampras. Eppure
il 2000 per lui ha riservato questo splendido regalo iniziale. Non si tratta
certo di un miracolo ma nemmeno di fortuna. Il nuovo sistema di computo
nelle classifiche del tennis prevede un azzeramento di punteggio a fine
stagione e la ripartenza dal nulla dal primo torneo. Fabrice è stato
bravo ad imporsi nell'evento inaugurale e verrà probabilmente ricordato
nella storia di questo sport come il primo numero 1 della nuova era. Quella
nella quale la rivoluzione del calcolo-punteggio è stata introdotta.
Ma che quella che ha consentito ad un giocatore che in precedenza era stato
al massimo numero 33 mondiale di arrivare anche solo per una settimana
a toccare il cielo con un dito.
Quello stesso cielo splendente e radioso che
in Sardegna sembravano aver dimenticato. Non per le condizioni climatiche
certo; ma per quel "prodotto" locale a cui tutti gli isolani sono visceralmente
attaccati. Il Cagliari calcio è l'orgoglio della sua gente, il simbolo
di un isolazionismo che attraverso il mondo del pallone dovrebbe esportare
comunque in tutta la penisola ovvero la caparbietà. Otto mesi
però separano i sardi dall'ultima vittoria in campionato. Inevitabilmente
il lungo digiuno ha portato la società vincitrice dello scudetto
nel 69/70 all'ultimo posto della classifica in A.
Serviva una scossa che nemmeno il cambio in
panchina con l'avvicendamento Tabarez-Uliveri aveva portato.
C'è invece riuscito il 2000 nel primo
impegno casalingo contro un'altra pretendente alla salvezza, il Piacenza.
Ora che il tabù è stato infranto
c'è spazio e tempo per rincorrere il sogno della permanenza nella
massima serie.
E a proposito di zone pericolose in classifica,
chi avesse dato un'occhiata a quella del basket italiano di Al avrebbe
con ogni probabilità pensato ad un efuso nel vedere Varese al penultimo
posto. Ma come, gli stessi Roosters campioni d'Italia solo 6 mesi fa. Lo
stesso quintetto capace al Mc Donald's Open di far tremare il San Antonio
Spurs campioni del mondo.
Ebbene sì, proprio loro. Prigionieri
di un incubo che dal trionfo in campionato li ha trascinati sul baratro
della retrocessione. Occorreva una scossa, una frustata che rimettesse
il puledro in corsa.
La società ha optato per il cambio
di allenatore alle soglie del nuovo millennio, chiamando Valerio Bianchini
alla guida del gruppo. Morale, al di là delle grandi motivazioni
trasmesse dal nuovo tecnico, i Rosters tra campionato ed Eurolega hanno
infilato tre vittorie lasciandosi alle spalle almeno lo spettro di una
crisi ingestibile. Come non credere allora nelle congiunzioni astrali favorevoli,
nel voler fortissimamente cambiare pagina con l'arrivo del fatidico anno
zero?
Attenzione quindi; per chi finora non ha ancora
trovato motivo di sorridere, la svolta, come per i fortunati protagonisti
sopra citati, ssss potrebbe essere dietro l'angolo.
Paolo Ghisoni
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