Febbraio 2000 
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Rugby, una vittoria storica

Sembrava un movimento spento, in declino, dopo che i mondiali alle spalle avevano consegnato all’Italia del rugby solo delusione cocenti. proprio la qualificazione alla massima rassegna iridata era stata a suo tempo considerata  un trampolino di lancio importante. Tanto da convincere il gotha della palla ovale europea a inserirci nel torneo più prestigioso del continente.
Così da “5 nazioni” l’edizione  del nuovo millennio grazie all’ingresso dell’Italia si è allargato a “6 nazioni”. Molti addetti ai lavori hanno però temuto che questo salto in alto, alla luce come detto di un mondiale scadente fosse passibile di altre figuracce per la nostra nazionale.
il cambio di timoniere, dal francese Coste al neozelandese Johnstone, sembrava solo u segnale della volontà di cancellare al più presto la disfatta in terra inglese.
Fino a sabato scorso, quando con un’impresa incredibile i 16 azzurri hanno trionfato sulla Scozia nella prima giornata della rassegna continentale.
Una fantastica sorpresa in un clima di entusiasmo incredibile (23 mila spettatori al Flaminio di Roma, tutto esaurito) ha fatto improvvisamente riscoprire agli italiani il mondo del rugby. Uno sport duro  ma leale che se giocato a livelli elevati può diventare una delle discipline più spettacolari. Il cuore della nostra nazionale ha saputo superare scetticismo e preclusioni, oltre che quello che appariva un inevitabile gap tecnico-tattico in favore dei campioni in carica.
Protagonista assoluto l’italo-argentino Diego Dominguez, uno dei sopravvissuti all’epurazione post-mondiale, capace di segnare 29 dei 34 punti complessivi ed ora un nuovo recordman della manifestazione.
Le sue parole più significative, oltre alle dediche di rito, sono l’esempio di come i superstiti  abbiano saputo pilotare il resto del gruppo verso questa prestazione eroica “la voglia di rifarci ci usciva dal petto. Lo scorso anno avevamo mangiato m...”
E’ finita con gli scozzesi sorpresi, surclassati e con grande sportività pronti ad ammettere la nostra superiorità. da loro, dai maestri e campioni in carica, il complimento più bello, soprattutto per chi ama questo sport: “hanno interpretato alla perfezione lo spirito del rugby, dimostrando di aver assorbito la delusione mondiale e di meritare il 6 nazioni”.
Per ora può bastare, in attesa della prossima gara contro il Galles questa volta in trasferta.

Paolo Ghisoni
 

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