MARZO 2000 
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FORMULA 1: FERRARI SUBITO BIS.
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Un successo che scomoda una serie di luoghi comuni e proverbi in quantità. Dal “Meglio di così non si poteva cominciare”al “Chi ben inizia è a metà dell’opera”. La doppietta con cui la Ferrari si impone nel primo Gran Premio stagionale è una di quelle imprese che scomodano paragoni importanti. Il primo che però fa sognare è quello del precedente beneagurante. Nel 1953 a Baires l’en-plein delle “Rosse” con Ascari e Villoresi valse alla fine il titolo mondiale. E  l’augurio che anche questa stagione possa essere all’insegna della scuderia di Maranello sembra fortemente presente.
Melbourne è la città australiana dove la comunità di italiani si è stabilita da più tempo. Lygon Street la via nella quale non puoi fare un passo senza che una voce nostrana ti offra un caffè o ti inviti a visitare il proprio locale.
Per capire quanto sia sentito, vivo e palpitante il sentimento pro-Ferrari basta osservare lo sventolio di bandiere che ha inondato il circuito di Albrt Park quando Schumacher e Barrichello hanno tagliato a pochi secondi di distana il traguardosi . Una autentica onda rossa esplosa dopo il risultato sperato ma certo non preventivabile in questi termini. Era dal maggio 99 che il pilota tedesco non si imponeva in una prova mondiale. Un digiuno di sette Gran Premi che sommato allo stop dopo il pauroso incidente di Silverstone costo il titolo iridato la passata stagione. 
“Il Cavallino rampante” ricomincia proprio come allora con una splendida quanto beneaugurante doppietta. Ma la cosa che forse conforta ancor più i tifosi della monoposto emiliana è la disfatta conemporanea dell’avversario più temuto, ovvero le McLaren campioni in carica. Sia Hakkinen, il campione del mondo in carica, che Coulthard costretti al ritiro. Una macchina che dopo due anni di dominio sembra accusare a sua volta problemi di motore e di assetto.
Giudizi comunque prematuri e magari trascinati dall’euforia per la prima battaglia vinta. La guerra invece ricomncerà tra due settimane con il Gran Premio del Brasile.
E li ci saranno anche le prime verifiche degli equilibri all’interno dell’ambiente  Ferrarista. A Melbourne Barrichello ha recitato il ruolo di scudiero fedele al numero uno Schumacher. 
Ma la seconda prova sudamericana da disputarsi nel paese d’origine di Rubens susciterà senza alcun dubbio qualche prurito sull’acceleratore del pilota carioca.
Giocare in casa, essere per molti l’erede del grande Ayrton Senna e per giunta con una macchina che sembra in grado di poter finalmente reggere le speranze di iride mondiale. Una miscela esplosiva che costituirà senza dubbio il banco di prova più interessante per la coppia vittoriosa in Australia. Gerarchie o briglie sciolte? La querelle del passato mondiale tra lo stesso Schumacher e Irvine dovrebbe aver insegnato qualcosa circa il gioco di squadra all’interno del gruppo Ferrari. Appuntamento dunque a San Paolo per amici e soprattutto nemici della “Rossa” più amata dagli italiani. 
 

Paolo Ghisoni
 

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