FORMULA 1: FERRARI SUBITO BIS.
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Un successo che scomoda una serie
di luoghi comuni e proverbi in quantità. Dal “Meglio di così
non si poteva cominciare”al “Chi ben inizia è a metà dell’opera”.
La doppietta con cui la Ferrari si impone nel primo Gran Premio stagionale
è una di quelle imprese che scomodano paragoni importanti. Il primo
che però fa sognare è quello del precedente beneagurante.
Nel 1953 a Baires l’en-plein delle “Rosse” con Ascari e Villoresi valse
alla fine il titolo mondiale. E l’augurio che anche questa stagione
possa essere all’insegna della scuderia di Maranello sembra fortemente
presente.
Melbourne è la città
australiana dove la comunità di italiani si è stabilita da
più tempo. Lygon Street la via nella quale non puoi fare un passo
senza che una voce nostrana ti offra un caffè o ti inviti a visitare
il proprio locale.
Per capire quanto sia sentito,
vivo e palpitante il sentimento pro-Ferrari basta osservare lo sventolio
di bandiere che ha inondato il circuito di Albrt Park quando Schumacher
e Barrichello hanno tagliato a pochi secondi di distana il traguardosi
. Una autentica onda rossa esplosa dopo il risultato sperato ma certo non
preventivabile in questi termini. Era dal maggio 99 che il pilota tedesco
non si imponeva in una prova mondiale. Un digiuno di sette Gran Premi che
sommato allo stop dopo il pauroso incidente di Silverstone costo il titolo
iridato la passata stagione.
“Il Cavallino rampante” ricomincia
proprio come allora con una splendida quanto beneaugurante doppietta. Ma
la cosa che forse conforta ancor più i tifosi della monoposto emiliana
è la disfatta conemporanea dell’avversario più temuto, ovvero
le McLaren campioni in carica. Sia Hakkinen, il campione del mondo in carica,
che Coulthard costretti al ritiro. Una macchina che dopo due anni di dominio
sembra accusare a sua volta problemi di motore e di assetto.
Giudizi comunque prematuri e magari
trascinati dall’euforia per la prima battaglia vinta. La guerra invece
ricomncerà tra due settimane con il Gran Premio del Brasile.
E li ci saranno anche le prime
verifiche degli equilibri all’interno dell’ambiente Ferrarista. A
Melbourne Barrichello ha recitato il ruolo di scudiero fedele al numero
uno Schumacher.
Ma la seconda prova sudamericana
da disputarsi nel paese d’origine di Rubens susciterà senza alcun
dubbio qualche prurito sull’acceleratore del pilota carioca.
Giocare in casa, essere per molti
l’erede del grande Ayrton Senna e per giunta con una macchina che sembra
in grado di poter finalmente reggere le speranze di iride mondiale. Una
miscela esplosiva che costituirà senza dubbio il banco di prova
più interessante per la coppia vittoriosa in Australia. Gerarchie
o briglie sciolte? La querelle del passato mondiale tra lo stesso Schumacher
e Irvine dovrebbe aver insegnato qualcosa circa il gioco di squadra all’interno
del gruppo Ferrari. Appuntamento dunque a San Paolo per amici e soprattutto
nemici della “Rossa” più amata dagli italiani.
Paolo Ghisoni
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