MARZO 2000 
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FORMULA UNO: ANCORA FERRARI, ANCORA SCHUMACHER

Era il Gran Premio dei mille interrogativi. Ne e’ uscito un verdetto inequivocabile: La Ferrari è molto piu’ vicina al titolo mondiale di quanto anche il piu’ ottimistico dei tifosi pensasse.
Dopo il vittorioso esordio in Australia ci si attendeva in Brasile la replica dei grandi rivali della Mc Laren. E non erano certo celate anche le velleità del secondo pilota del Cavallino, quel Barrichello, per molti connazionali papabile erede di Ayrton Senna.  Rubens nella massima manifestazione di casa aveva la stessa smania di vittoria della scuderia austriaca. A premiarlo sul podio ci sarebbe stato quel Pele’ che indubbiamente rappresenta un pezzo di storia sportiva carioca altrettanto prestigiosa.  Alla fine però le indicazioni emerse da San Paolo parlano di un uomo solo al comando, ovvero Michael Schumacher.
Il campione tedesco ha dato così la seconda spallata verso l’iride mondiale; una spallata secca, inequivocabile, che passa il testimone di una replica immediata agli avversari. Ma tra due settimane Imola rappresenta la chanche più appetitosa per sferrare un altro fendente alle speranze Mercedes-McLaren.
Corsi e ricorsi storici parlano di una Ferrari che non trionfava nei primi due Gran Premi della stagione dal lontano 1976.  Protagonista allora come adesso un pilota asburgico, quel Niki Lauda che si era appena laureato campione del mondo.
Allora come oggi la Rossa sembrava imbattibile. Alla fine non ci fu il titolo perche’ l’austriaco fu vittima del terribile incidente del Nurburgring.
Da allora la Ferrari ha iniziato la lunga attesa, la caccia ai sogni di gloria e ad un campione che finalmente spezzasse l’incantesimo negativo.
Il tempo dell’attesa in purgatorio sembra essere finita. Certo le vittorie mettono tutto a tacere cosi’ come le sconfitte alzano polveroni incredibili. L’impressione è pero’ che a Maranello da quest’anno siano cambiate e parecchio le regole del gioco.
Troppo imbarazzante la stagione alle spalle, nonostante l’entusiasmante testa a testa con la Mc Laren. C’era da mettere ordine tra le velleità da primadonna di Schumi e gli equilibri interni alla squadra. Da sistemare le diatribe dialettiche tra Todt e Montezemolo. E soprattutto consegnare continuità e affidabilità alla Rossa più amata dagli italiani.
L’operazione recupero-immagine e le strategie tecniche sono così cominciate con ampio margine rispetto alla data solita. E come una squadra di calcio in ritiro pre-campionato che sa prepararsi al meglio , con tutti i meccanismi oliati al debutto, la scuderia italiana è sprintata dai blocchi con perentorietà.
Quel 26 a 0 sui temibili rivali di sempre è forse il dato più importante; riguarda l’attuale punteggio nella classifica costruttori. La Mc Laren, complice anche la squalifica di Coulthard in Brasile per il solito dettaglio tecnico irregolare (un alettone laterale piu’ basso di un paio di millimetri) è ferma al nulla.E’ come se il mondiale per lei non fosse neppure iniziato. Per questo Imola e il fattore casalingo sono la grande occasione per assestare il colpo del ko almeno psicologico. 
Sempre risalendo la corrente si scopre che  in quel lontano quanto sfortunato 1976 al terzo GP la Ferrari centrò addirittura una doppietta. Non sarebbe male anche e soprattutto per Barrichello che a San Paolo deve esserci rimasto parecchio male per il guaio che lo ha costretto al ritiro. Ma forse prima di stravincere è il caso di riportare il Cavallino rampante in dirittura d’arrivo. 

 

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