| APRILE 2000 |
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DARKO KOVACEVIC: UN GREGARIO PER LO SCUDETTO JUVE E’ sempre più un calcio strillato, intriso di veleni, dubbi insinuati e polemiche a getto continuo.
Per questo il silenzio seguito dai fatti ha più effetto di cento sbandierate proteste. La domenica alle spalle ha probabilmente consacrato la Juventus prossima vincitrice del campionato. La vittoria bianconera a San Siro sull’Inter contemporaneamente al pareggio della Lazio a Firenze ha elevato a cinque i punti di vantaggio in favore del gruppo di Ancelotti a soli 360 minuti dalla chiusura della stagione. Appare ora fortemente improbabile che la Juventus si lasci scappare punti preziosi nel rush finale soprattutto dopo l’aver superato indenne due trasferte insidiose consecutive. Il successo al Meazza bissa quello del weekend precedente a Bologna. La “Vecchia Signora” del calcio italiano ha praticamente riacciuffato lo scudetto nelle gare esterne dove in molti pronosticavano altre eventuali battuta d’arresto. Dopo le de sconfitte filate con Milan e Lazio invece, coi biancocelesti a sole 3 lunghezze di ritardo, i bianconeri sono riusciti a riprendersi con grande forza reattiva e a scrollarsi di dosso paure di un campionato già assegnato e poi tornato in discussione.
Al di la degli indubbi meriti di Ancelotti e del gruppo saputo creare dal tecnico emiliano va pero’ evidenziato quello che a Torino ormai considerano l’uomo della provvidenza. A suo tempo lo è stato Filippo Inzaghi nella continuità realizzativa oppure Zidane nel trascinare la squadra nei momenti di appannamento. Ed anche un Del Piero che nonostante si sia scordato come si segna su azione è sempre stato implacabile nelle realizzazione dal dischetto.
L’eroe juventino attuale si chiama invece Darko Kovacevic, possente centravanti serbo che nelle ultime due vittoriose trasferte juventine ha l’enorme merito di 3 realizzazioni bianconere su 4. Contro L’Inter in particolare la sua doppietta ha virtualmente cucito sulle maglie il 26esimo scudetto per la società torinese. La sua storia in questo campionato parla di un attaccante dalle indubbie qualità agonistiche utilizzato pero’ col contagocce da Ancelotti per evidenti motivi di organico. Con un Inzaghi sempre a segno e con un Del Piero da recuperare soprattutto psicologicamente dopo un gravissimo incidente, l’allenatore ha dovuto più volte sacrificare sull’altare dell’equilibrio del gruppo la figura imponente di Darko.
Spiccioli di gara ed una maglia da titolare solo in Coppa per il centravanti prelevato in estate dalla Real Sociedad. Per il resto tanta panchina e qualche avvicendamento fastidioso soprattutto per Inzaghi che più volte non ha gradito le scelte di Ancelotti.
Proprio alla vigilia della gara con l’Inter Kovacevic confidava nelle interviste pregara di aver sperato nel corso del campionato in un utilizzo più frequente visti i numeri positivi all’attivo. Quando è stato chiamato in campo, soprattutto in Coppa Uefa, la sua media realizzativa è stata impressionante. Rimetterlo in panchina ogni volta pareva ai più un autentico azzardo vista la sua straordinaria vena nel trovare la porta.
Ma il personaggio e i suoi meriti vanno proprio esaltati per il silenzio e il mettersi a disposizione della squadra anche quando i titoli dei giornali per primi non ne capivano l’esclusione. Darko ha sempre lavorato con serietà, facendosi trovare pronto al momento del bisogno e mettendo dentro con costanza i gol che i bianconeri dovevano trovare in momenti delicati. Mai una parola di troppo, una contestazione abbozzata, una frase sopra le righe. Rispondere in campo. Questo il suo motto. Una filosofia di vita, soprattutto calcistica, che gli ha fatto guadagnare punti agli occhi di Ancelotti e soprattutto l’affetto e la stima dei compagni. Andate a rivedervi i festeggiamenti a lui riservati dai giocatori juventini anche quando una sua rete (a dire il vero raramente) non aveva eccessiva importanza.
Ai tifosi bianconeri soprattutto non può essere sfuggito;. Un gol di Inzaghi, con la Roma ad esempio, non è stato nemmeno degnato di un abbraccio. Eppure è forse stato uno dei più importanti della stagione. La rete invece del 3 a 1, quindi ininfluente sul risultato, al Delle Alpi sul Milan ha rischiato di portare Kovacevic dritto dritto al pronto soccorso per problemi di soffocamento da mischia.
Se il protagonista nell’immaginario della gente lo sceglie il singolo momento agonistico, in particolare un gol, quello nella memoria di un calciatore lo selezionano i tanti momenti della vita in comune tra ritiri, allenamenti e trasferte. Nella Juventus di adesso il panzer serbo ha sicuramente un altissimo gradimento da parte di tutti, dirigenti in testa. Di lui si è parlato solo per vicende agonistiche. Il campione ideale quindi, anche se spesso relegato al ruolo di gregario. Che pero’ quando la Juventus si cucirà sulle maglie l’ennesimo scudetto potrà vantare i meriti e le abitudine di vita più apprezzate da chi di calcio ne mastica parecchio.Paolo Ghisoni
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