MOTOMONDIALE: nella 500 duello
tricolore
.
Tutto in un Gran Premio , quello
che la due ruote italiana aspettava con ansia .
Al Mugello si concretizza quella
sfida in famiglia tra moto e piloti italiani che alla vigilia della stagione
sembrava poter essere il motivo ricorrente.
Capirossi, Biaggi e Valentino Rossi
: dicevamo, tutto in un pomeriggio .
Un duello estesosi ai tre atleti
che recentemente hanno regalato all’ambiente le maggiori soddisfazioni.
Dopo i tanti proclami verbali, gli scontri con dichiarazioni da primedonne,
finalmente i fatti. Nella classe regina , la 500, due giri a ritmi vertiginosi
tra i tre piloti per contendersi il primato. Una serie di sorpassi, controsorpassi
e guizzi in centimetri di pista che hanno incollato ai teleschermi milioni
di telespettatori.
Il vero successo del tardo pomeriggio
imolese sono proprio i riscontri televisivi avuti dal Gran Premio più
atteso, l’equivalente della Monza automobilistica. Quasi 5 milioni incollati
al video per seguire le evoluzioni nei giri conclusivi del trio azzurro
sono il segnale che uno sport bistrattato e sballottato negli ultimi anni
da una emittente all’altra ha in realta’ un enorme potenziale. Non e’ una
di quelle discipline considerate genetiche per gli italiani, come calcio
o ciclismo . Ma indubbiamente il pianeta-velocità, come dimostra
anche il momento felice della Ferrari e Schumacher in fatto di ascolti
, ha grande presa sugli appasionati anche neutri. L’importante, per questo
come altri sport definibili di ‘contorno’, é che a fare l’andatura
ci sia un nostro rappresentante.
Capirossi, Biaggi e Rossi sono
poi anche dotati di un carisma particolare, con peculiarita’ caratteriali
differenti ma ugualmente intriganti. In ordine il genuino, il calcolatore
e l’estroverso possono risultare, se miscelati con la giusta intensità
di risultati, un mix vincente particolarmente appetitoso dal punto di vista
televisivo.
Come spesso accade, tra i due litiganti
é il terzo a godere. Biaggi e Rossi, la copia cher nel recente passato
si è distinta per contrasti verbali accesi, ha duellato con intensità
ed un pizzico di cattiveria sino a farsi infilare da Capirossi, più
calcolatore nel far valre le proprie chanche.
Alla fine la foga con la quale
i due hanno cercato di risalire la china ha finito per rovinare quella
che poteva essere una giornata trionfale per i colori azzurri. Due cadute,
a breve distanza, del pilota romano e di quello romagnolo, hanno fatto
da amaro contraltare al trionfo di Capirossi che ora vede anche qualche
spiraglio nella lotta all’iride con Roberts e Checa.
Per quest’anno, dopo i presupposti
di gloria e le conseguenti magre, potrebbe bastare almeno un nostro alfiere
a contendere un titolo che ,prima della stagione con tre presunti protagonisti
, appariva quasi in tasca ;
Paolo Ghisoni
|