GIUGNO 2000 
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MOTOMONDIALE: nella 500 duello tricolore
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Tutto in un Gran Premio , quello che la due ruote italiana aspettava con ansia .
Al Mugello si concretizza quella sfida in famiglia tra moto e piloti italiani che alla vigilia della stagione sembrava poter essere il motivo ricorrente.
Capirossi, Biaggi e Valentino Rossi : dicevamo, tutto in un pomeriggio .
Un duello estesosi ai tre atleti che recentemente hanno regalato all’ambiente le maggiori soddisfazioni. Dopo i tanti proclami verbali, gli scontri con dichiarazioni da primedonne, finalmente i fatti. Nella classe regina , la 500, due giri a ritmi vertiginosi tra i tre piloti per contendersi il primato. Una serie di sorpassi, controsorpassi e guizzi in centimetri di pista che hanno incollato ai teleschermi milioni di telespettatori. 
Il vero successo del tardo pomeriggio imolese sono proprio i riscontri televisivi avuti dal Gran Premio più atteso, l’equivalente della Monza automobilistica. Quasi 5 milioni incollati al video per seguire le evoluzioni nei giri conclusivi del trio azzurro sono il segnale che uno sport bistrattato e sballottato negli ultimi anni da una emittente all’altra ha in realta’ un enorme potenziale. Non e’ una di quelle discipline considerate genetiche per gli italiani, come calcio o ciclismo . Ma indubbiamente il pianeta-velocità, come dimostra anche il momento felice della Ferrari e Schumacher in fatto di ascolti , ha grande presa sugli appasionati anche neutri. L’importante, per questo come altri sport definibili di ‘contorno’, é che a fare l’andatura ci sia un nostro rappresentante.
Capirossi, Biaggi e Rossi sono poi anche dotati di un carisma particolare, con peculiarita’ caratteriali differenti ma ugualmente intriganti. In ordine il genuino, il calcolatore e l’estroverso possono risultare, se miscelati con la giusta intensità di risultati, un mix vincente particolarmente appetitoso dal punto di vista televisivo.
Come spesso accade, tra i due litiganti é il terzo a godere. Biaggi e Rossi, la copia cher nel recente passato si è distinta per contrasti verbali accesi, ha duellato con intensità ed un pizzico di cattiveria sino a farsi infilare da Capirossi, più calcolatore nel far valre le proprie chanche.
Alla fine la foga con la quale i due hanno cercato di risalire la china ha finito per rovinare quella che poteva essere una giornata trionfale per i colori azzurri. Due cadute, a breve distanza, del pilota romano e di quello romagnolo, hanno fatto da amaro contraltare al trionfo di Capirossi che ora vede anche qualche spiraglio nella lotta all’iride con Roberts e Checa.
Per quest’anno, dopo i presupposti di gloria e le conseguenti magre, potrebbe bastare almeno un nostro alfiere a contendere un titolo che ,prima della stagione con tre presunti protagonisti , appariva quasi in tasca ;

Paolo Ghisoni
 

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