CALCIO/ NAPOLI, RITORNO IN PARADISO
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Un anno di troppo. Ma alla fine
il purgatorio calcistico é terminato. Napoli festeggia il ritorno
nella massima serie con una giornata di anticipo vincendo sul campo della
Pistoiese. Ora puo’ tornare a progettare grandi traguardi che in passato
sono stati indissolubilmente legati al nome di Diego Maradona.
Proprio il ricordo del campione
argentino e il tentativo di ricostruzione dopo il suo addio é stata
la fonte principale dei guai partenopei.
Una politica rivolta al mantenimento
di un bilancio soddisfacente con di contro uno scadimento di risultati
é stata l’inizio della parabola discendente.
Il progressivo smantellamento di
un gruppo non piu’ giovanissimo ha aperto la voragine serie B concretizzatasi
nonostante l’avvicendarsi di ben tre tecnici nell’anno della retrocessione.
Napoli e la societa’ hanno anche
imparato a soffrire per risalire la china anziché per traguardi
nobili. Si pensava che bastasse la fama, il fatto di essere stata non più
di dieci anni fa la squadra capace di vincere 2 scudetti, per poter invertire
la rotta e riguadagnare la A immediatamente.
Invece non é andata come
tutti speravano e quello che doveva essere purgatorio si é trasformato
in un altro anno d’inferno.
Genoa, Torino e Sampdoria ultimamente
ne sanno qualcosa. Rimanere a galla in un calcio sempre più all’insegna
di ingaggi miliardari, di richieste assurde ed anche di nomi rimbombanti
a tutti i costi, é di estrema difficoltà. Non si riesce mai
a capire fino in fondo come e dove si possa mantenere un equilibrio gestionale
per non naufragare.
Napoli lo ha trovato grazie ad
un tecnico specializzato in promozioni come Novellino, capace di sopportare
le pressioni di un ambiente ancor piu’ assetato di rivincite. A livello
societario proprio nelle ultime giornate é spuntata la cordata Corbelli,
imprenditore ed esperto di marketing televisivo, capace di convincere lo
storico presidente Ferlaino a cedergli il 50 per cento del pacchetto azionario
partenopeo.
Grazie anche allo sfruttamento
degli incassi derivati dalla vendita dei diritti televisivi e all’appeal
sul quale il Napoli puo’ contare a livello internazionale non é
da escludere che il rilancio ambizioso in progetto possa decollare a breve.
In Italia dopo Juventus, Milan
e Inter, gli azzurri vantano la tifoseria più numerosa. Ed anche
all’estero il calore dei supporter emigrati ma ancora legati alle gesta
agonistiche della squadra del cuore non manca di farsi sentire.
La festa organizzata sotto il Maschio
Angioino , dicono i presenti, é stata degna degli anni scudetto.
Con un piccolo rimpianto pero’, legato proprio a quelle speculazioni pubblicitarie
e gestionali prima accennate ; la nuova avventura del Napoli in A
non ripartira’ da Walter Novellino, l’allenatore della promozione.
Ufficialmente la motivazione del
nuovo patron Corbelli sul mancato rinnovo della fiducia e’ stata scaricata
sui contatti avviati dallo stesso tecnico ormai da mesi con il Piacenza
per la prossima stagione.
Pare pero’ una delle tante bugie
del mondo del calcio al quale il socio di maggioranza si é subito
adeguato.
Abbiamo apprezzato con quale signorilità
Novellino abbia glissato sull’argomento ed anche ignorato il continuo tam-tam
di notizie che ancora quando si stavano consumando gli ultimi febbrili
attimi di campionato, davano già Zednek Zeman sulla panchina partenopea.
Alla fine sarà il boemo
il nuovo timoniere. Ma non per una scelta alternativa effettuata da Novellino
quanto per una rinuncia societaria.
Serviva un nome più «
prestigioso » e che presumibilmente suscitasse l’entusiasmo della
piazza. Zeman, teorico di un calcio-champagne sicuramente intrigante, potrà
sicuramente riuscire nel traghettare il nuovo Napoli verso traguardi importanti.
Di certo per ora c’é il
fatto che Novellino abbia vinto nel suo piccolo e praticamente più
del ex-allenatore di Lazio e Roma. E che sarebbe meglio non dimenticare,
al di la degli organici di allora e di oggi, che nell’anno della retrocessione
venne scelto inizialmente proprio un tecnico come Galeone, molto incline
al calcio spettacolo e di contro poco votato ai tatticismi.
La speranza é comunque che
in futuro il San Paolo possa tornare teatro di imprese straordinarie per
l’undici di casa. Napoli e soprattutto i suoi tifosi meritano al più
presto di dimenticare gli incubi più recenti.
Paolo Ghisoni
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