GIUGNO 2000 
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CALCIO/ NAPOLI, RITORNO IN PARADISO
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Un anno di troppo. Ma alla fine il purgatorio calcistico é terminato. Napoli festeggia il ritorno nella massima serie con una giornata di anticipo vincendo sul campo della Pistoiese. Ora puo’ tornare a progettare grandi traguardi che in passato sono stati indissolubilmente legati al nome di Diego Maradona.
Proprio il ricordo del campione argentino e il tentativo di ricostruzione dopo il suo addio é stata la fonte principale dei guai partenopei.
Una politica rivolta al mantenimento di un bilancio soddisfacente con di contro uno scadimento di risultati é stata l’inizio della parabola discendente.
Il progressivo smantellamento di un gruppo non piu’ giovanissimo ha aperto la voragine serie B concretizzatasi nonostante l’avvicendarsi di ben tre tecnici nell’anno della retrocessione.
Napoli e la societa’ hanno anche imparato a soffrire per risalire la china anziché per traguardi nobili. Si pensava che bastasse la fama, il fatto di essere stata non più di dieci anni fa la squadra capace di vincere 2 scudetti, per poter invertire la rotta e riguadagnare la A immediatamente. 
Invece non é andata come tutti speravano e quello che doveva essere purgatorio si é trasformato in un altro anno d’inferno. 
Genoa, Torino e Sampdoria ultimamente ne sanno qualcosa. Rimanere a galla in un calcio sempre più all’insegna di ingaggi miliardari, di richieste assurde ed anche di nomi rimbombanti a tutti i costi, é di estrema difficoltà. Non si riesce mai a capire fino in fondo come e dove si possa mantenere un equilibrio gestionale per non naufragare.
Napoli lo ha trovato grazie ad un tecnico specializzato in promozioni come Novellino, capace di sopportare le pressioni di un ambiente ancor piu’ assetato di rivincite. A livello societario proprio nelle ultime giornate é spuntata la cordata Corbelli, imprenditore ed esperto di marketing televisivo, capace di convincere lo storico presidente Ferlaino a cedergli il 50 per cento del pacchetto azionario partenopeo. 
Grazie anche allo sfruttamento degli incassi derivati dalla vendita dei diritti televisivi e all’appeal sul quale il Napoli puo’ contare  a livello internazionale non é da escludere che il rilancio ambizioso in progetto possa decollare a breve.
In Italia dopo Juventus, Milan e Inter, gli azzurri vantano la tifoseria più numerosa. Ed anche all’estero il calore dei supporter emigrati ma ancora legati alle gesta agonistiche della squadra del cuore non manca di farsi sentire.
La festa organizzata sotto il Maschio Angioino , dicono i presenti, é stata degna degli anni scudetto. Con un piccolo rimpianto pero’, legato proprio a quelle speculazioni pubblicitarie e gestionali prima accennate ;  la nuova avventura del Napoli in A non ripartira’ da Walter Novellino, l’allenatore della promozione.
Ufficialmente la motivazione del nuovo patron Corbelli sul mancato rinnovo della fiducia e’ stata scaricata sui contatti avviati dallo stesso tecnico ormai da mesi con il Piacenza per la prossima stagione.
Pare pero’ una delle tante bugie del mondo del calcio al quale il socio di maggioranza si é subito adeguato.
Abbiamo apprezzato con quale signorilità Novellino abbia glissato sull’argomento ed anche ignorato il continuo tam-tam di notizie che ancora quando si stavano consumando gli ultimi febbrili attimi di campionato, davano già Zednek Zeman sulla panchina partenopea.
Alla fine sarà il boemo il nuovo timoniere. Ma non per una scelta alternativa effettuata da Novellino quanto per una rinuncia societaria.
Serviva un nome più « prestigioso » e che presumibilmente suscitasse l’entusiasmo della piazza. Zeman, teorico di un calcio-champagne sicuramente intrigante, potrà sicuramente riuscire nel traghettare il nuovo Napoli verso traguardi importanti.
Di certo per ora c’é il fatto che Novellino abbia vinto nel suo piccolo e praticamente più del ex-allenatore di Lazio e Roma. E che sarebbe meglio non dimenticare, al di la degli organici di allora e di oggi, che nell’anno della retrocessione venne scelto inizialmente proprio un tecnico come Galeone, molto incline al calcio spettacolo e di contro poco votato ai tatticismi. 
La speranza é comunque che in futuro il San Paolo possa tornare teatro di imprese straordinarie per l’undici di casa. Napoli e soprattutto i suoi tifosi meritano al più presto di dimenticare gli incubi più recenti. 

Paolo Ghisoni
 

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