FORMULA 1: UN BIS FERRARI DI
PORTATA STORICA
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Serviva una risposta dopo che a
Montecarlo la vittoria di Coulthard aveva riaperto i giochi. E la replica
Ferrari è stata imponente con una doppietta che probabilmente avrà
un effetto devastante sul morale degli inseguitori McLaren.
Ora è veramente possibile
sognare il titolo iridato con la fondata concretezza dei numeri. Non tanto
per i 22 punti di vantaggio che Schumacher, vincendo a Montreal nel Gran
Premio del Canada è riiscito a mettere tra se e David Coulthard.
Quanto piuttosto perché proprio lo scozzese sembra aver scalzato
il compagno di scuderia Hakkinen dal ruolo di punta di diamante del team.
Non è una notizia sensazionale
e nemmeno definitiva, visto che Mika ha solamente una manciata di lunghezze
di ritardo dall’ex-scudiero. Ma il fattore importante nell’economia della
battaglia per il titolo sta proprio nell’ aver creato una rivalità
nella rivalità nel team McLaren; quello che in pratica poteva esistere
in casa Ferrari tra Barrichello e Schumacher e che invece anche a Montreal
è stata scongiurato con un altro gesto di altruismo del brasiliano
nei confronti del numero uno tedesco.
L’alternanza di vittorie diceva
che era il turno della Rossa soprattutto per rintuzzare una rimonta McLaren
che si faceva insidiosa. Ed il fatto che ancora una volta siano arrivati
ordini precisi a Barrichello per favorire Schumi con Hakkinen e Coluthard
in difficoltà la dicono lunga sulle strategie della casa di Maranello
che con buone probabilità porteranno alla fine della grande attesa.
Una citazione d’obbligo per GiancarloFisichella,
romano della Benetton, capace di inserirsi alle spalle del podio tutto
ferrarista; ma soprattutto attore protagonista del gap tra le due eterne
rivali scavato proprio dalla sua ottima corsa. Non succede spesso che un
Gran Premio attuale non viaggi all’insegna dei duelli tra Maranello e Mclaren-Mercedes;
il fatto che, oltre a favorire la macchina nostrana, lo faccia anche un
pilota di casa nostra rende la cosa ancor più piacevole.
La vittoria di Schumi sfata tra
l’altro un tabù che non vedeva vincere chi centrava la pole position
da ben 12 Gran Premi ovvero da quando proprio Hakkinen trionfò in
Ungheria nel 1999. Ma tornando alle magagne non solo tecniche della casa
tedesca e di contro all’ambiente apparentemente disteso e vincente alla
Ferrari va segnalata una certezza; l’anno scorso si consumò a Maranello
proprio quella sorta di lotta intestina che ora sembrano vivere Hakkinen
e Coulthard. Ad un certo punto della stagione si trovò Irvine, numero
2 ferrarista, a poter inseguire il finlandese. I tifosi del cavallino non
dimenticano cosa successe tra l’irlandese e il tedesco in pista e fuori.
Alla fine proprio la mancanza di armonia, il fatto che fossero saltate
le gerarchie alla luce soprattutto dell’incidente che tenne fuori Schumacher
nella fase calda della stagione, costò il titolo. Ora sembra che
la patata bollente sia passata nelle mani della McLaren, con l’incapacità
di Hakkinen di imporsi come numero uno del team e con Coulthard pronto
a subentrargli per tentare una disperata rincorsa.
Dotare i due piloti di vetture
con le stesse potenzialità può essere produttivo se si è
nettamente al di sopra degli avversari: Ma se bisogna fare i conti anche
con le capacità altrui, ecco che i dualismi interni sfasciano lo
spogliatoio. Sembra proprio che la Ferrari abbia fatto tesoro dell’esperienza
della passata stagione e che ora la bomba ad orologeria sia già
stata puntata in casa tedesca.
Paolo Ghisoni
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