| LUGLIO 1999 |
WIMBLEDON: IL SOLITO SAMPRAS E LA NOVITA' DAVENPORTPoteva uscire la stessa accoppiata del Roland Garros. E' invece uscita completamente stravolta questa ipotesi. Wimbledon 1999 premia due atleti con caratteristiche opposte.
Pete Sampras veniva dato favorito contro Agassi alla vigilia della finale, ma non si poteva dire altrimenti di Lindsay Davenport, che avrebbe dovuto fronteggiare la regina dell'erba dell'ultimo decennio, Steffi Graf.
Al posto dell'ottavo titolo della campionessa tedesca, i Championships premiano la ragazzona californiana, capace di sopperire meravigliosamente alle lacune negli spostamenti con acume tattico e senso della posizione. Dopo essersi già' issata sul trono del tennis femminile nel '98, dopo aver vinto gli Us Open, Lindsay mette insieme un altro pezzo importante di storia del tennis. Scontati i chili di troppo grazie ad una dieta al limite del vivibile, l'americana ha vinto dove nemmeno il suo allenatore aveva osato scommettere, rifiutando la quota di inizio torneo che la dava trionfatrice 1 a 15.
Lo ha fatto da dominatrice, senza smarrire per strada nemmeno un set e convincendo la Graf all'ultima partecipazione nel tempio del tennis. Premio ulteriore alla grande abnegazione della Davenport, il ritorno alla prima posizione mondiale grazie alla maggiore continuità negli ultimi mesi. Cosa che incredibilmente non accade tra gli uomini. Pete Sampras, al suo sesto successo sull'erba del centrale e in generale al 12° trionfo in una prova dello Slam, vede retrocedere addirittura al numero tre del ranking. Colpa, si fa per dire, dell'exploit di Agassi, capace di vincere Parigi e di riproiettarsi in finale anche a Wimbledon. Ma la perentoria striscia positiva del tennista del Nevada trova in Pistol Pete un ostacolo insormontabile. Un tennis geniale, lucido quanto spietato, consegna al californiano l'ingresso nei più grandi della storia della racchetta. Per lui , rispetto alla Davenport, parla però uno straordinario talento e la facilità dei colpi di cui lo ha dotato madre natura. "Oggi gli sarebbe riuscito camminare anche sull'acqua". Questo il commento esemplare fornito da Agassi appena dopo la sconfitta. In effetti dopo un avvio di stagione semidisastroso, Sampras ha saputo riportare il suo gioco a quei livelli stratosferici che sembrava aver smarrito da troppo tempo. Guardando le classifiche, gli scapperà sicuramente una sonora risata. Lui, il più' grande dell'ultimo decennio, dopo aver migliorato il record di Borg, retrocesso al numero 3 dal computer! Una bestialità che indubbiamente lo preoccupa meno, in prospettiva, rispetto al ritorno ai vertici dell'eterno rivale Agassi. Andrè, tra matrimonio e crisi esistenziali, aveva abdicato, ballando solo una stagione. Ora che è di nuovo numero 1 può indubbiamente ricavare enormi benefici psicologici e rinverdire i fasti di una rivalità che potrebbe riportare il tennis maschile ai livelli di interesse di quello femminile.
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