LUGLIO 2000 
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BOXE: TYSON, ALTRA FARSA
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Credibilità, parola forte per l’attuale mondo della boxe. A maggior ragione se la borsa in palio aumenta vertiginosamente. E quando è così non si può fare a meno di invitare al gran ballo un atleta vincente quanto discusso come Mike Tyson.
L’ex campione dei pesi massimi, dopo le ormai arcinote vicissitudini personali, sta cercando per l’ennesima volta di rispolverare l’immagine di pugile legata alla sua persona.
Ma ogni tentativo, anche non per causa sua, rischia di diventare l’ennesimo buco nell’acqua. 
Dopo aver abbandonato il palcoscenico americano e il suo ex-promoter Don king, Iron Mike sta cercando di riscuotere crediti sia economici che di prestigio nel vecchio continente. Le sue due prime uscite però, per l’inconsistenza degli avversari, si sono rivelate un clamoroso bluff. Poco era durato Francis nel match di Londra, una nullità, solo 38 secondi, è durato il suo match farsa lo scorso sabato a Glasgow con Lou Savarese..
Credibilità dicevamo; come si possa andare avanti così, con borse miliardarie e grandi prevendite deluse poi da pochi secondi di combattimento nemmeno Tyson sa come. Ed infatti la sua reazione sul ring dopo il fulmineo atterramento di Savarese dimostra come anche il campione americano si renda conto di quanto possa essere pericolosa per se stesso questa china. 
Anche dopo la sospensione, Mike ha continuato a colpire il rivale stendendo anche l’arbitro che tentava di mettere fine alla contesa. Un modo brutale per dire che la presa in giro di Savarese, appena toccato alla tempia, aveva infastidito anche lui.
Non è la prima volta in carriera che la furia del pugile di colore abbatte subito dopo il gong iniziale un avversario. Ma il problema è che allora il mito dell’invincibilità poteva far passare inosservata anche una sola scarica di pugni. Ora la situazione è completamente cambiata.
Gli eventi del passato, spiacevoli senza dubbio, hanno creato un alone di interesse spasmodico intorno a Mike. Ogni sua mossa viene vagliata con la lente d’ingrandimento e le sue notizie, anche futili, vengono date in pasto all’opinione pubblica quasi quotidianamente.
La ribalitazione dell’ex-campione , proprio a gli occhi della gente, potrebbe avvenire solo nel suo habitat naturale, dove ha costruito il suo smisurato ego, ovvero il ring. Magari con combattimenti epici, che gli ridiano credito e che rispolverino l’ammirazione per la sua forza brutale . Non certo con combattimenti-farsa come quelli appena alle spalle.
Il mix invece di cronache da sbandato e match combinati su misura stanno invece portando al declino la figura di Tyson, a cui crede sempre meno gente. Finito di rastrellare danari sul mercato europeo (anche Milano sembra in coda per l’oganizzazione di un evento con lui) chissà quale altro continente gli concederà altre chanche.
Un'altra situazione post-match con Savarese ha fatto capire come ancora IronMike sia cosciente della situazione delicata: Dopo il fulmineo KO ha subito violentemente attaccato Lennox Lewis, attuale campione dei massimi, lanciandogli una sfida imminente. Proprio l’enfasi per questo ipotetico big-match infatti tiene ancora in vita la chanche di Tyson di tornare ai passati fasti. Lo stesso pugile però sa che difficilmente ci si potrà arrivare in tempi brevi visto che le divisioni interne del mondo boxistico impediscono per ragioni anche stupide che le strade dei due si incrocini.
L’ostacolo più grande è rappresentato dal legame con due network televisivi concorrenti che detengono l’esclusiva dei diritti sugli incontri.
E a meno che di borse fantascientifiche o di rinunce sempre improntate alle volontà superiori del Dio denaro, sembra improbabile che una delle due si faccia da parte per organizzare quello che nell’immaginario popolare potrebbe essere ancora il match del secolo.
La storia sportiva però insegna che a volte alimentare un mito è più produttivo che cercare di sfruttarlo. 

Paolo Ghisoni
 

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