
LA RIVINCITA DI LIPPI
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Terza giornata di ritorno del campionato alle
spalle. Al "delle Alpi" la Juventus peggiore della gestione Lippi riceve
il Parma che prova ad inserirsi nella lotta per il titolo tra Lazio e Milan.
Gli emiliani dilagano, continuano a sperare ma
soprattutto costringono la dirigenza bianconera alla fine di un ciclo.
Il tecnico bianconero non aspetta nemmeno la comunicazione della società;
scende in conferenza stampa e annuncia le proprie dimissioni, le prime
in carriera dopo anni di trionfi. Di quella serata rimane impressa nella
mente di molti spettatori l'euforia di un Malesani che lancia al cielo
la borsa del ghiaccio utilizzata per lenire il dolore ad una mano infortunatasi
per la troppa euforia.
Terza giornata di questo campionato. Lo stesso
Parma e lo stesso allenatore veronese scendono al "Meazza" per cercare
di riassestare un momento negativo non certo preventivato. I gialloblù
hanno bisogno di una scossa dopo un paio di prestazioni opache. E la panchina
del tecnico ducale traballa leggermente. Di fronte Lippi , nuovo allenatore
di un Inter martoriata e mortificata che ha scelto proprio l'ex bianconero
per rilanciarsi. Corsi e ricorsi storici anche nel calcio. Parti invertite
questa volta; la spallata in questa circostanza può darla Marcello
il Bello, il Paul Newman del calcio che come in parecchie interpretazioni
dell'attore americano può recitare il ruolo di freddo e spietato
giustiziere. La sua Inter affonda nella burrosa difesa parmigiana ben cinque
volte. E in altre circostanze è bravo il portiere Buffon ad evitare
un punteggio già di per sé imbarazzante.
Cambio di istantanee; le mani tra i capelli del
tecnico ospite nella Scala del calcio e consapevole di una stecca clamorosa.
Il suo sguardo fisso sul terreno a fine gara dice tante cose... Un destino
da allenatore del presunto gioiello emiliano appeso ad un filo. Dall'ultima
di Lippi all'ultima di Malesani?
Meglio parlare dei meriti interisti e dell'allenatore
sognato, rincorso e finalmente raggiunto da Moratti. Errori su errori nella
stagione scorsa. Lippi ha saputo azzerare tutto e ricompattare un ambiente
sfilacciato. Ora una partenza lanciata che non si ricordava dallo scudetto
dei record centrato più di dieci anni fa da Trapattoni. Anche allora
fu il Milan a stuzzicare l'appetito e l'orgoglio dei cugini vincendo il
titolo l'annata precedente. Con i tempi che corrono la Milano nerazzurra
si aggrappa anche a questo; ad una cabala che dopo i rossoneri ha spesso
proposto nella storia del calcio italiano la risposta immediata interista.
Affidarsi ai ricorsi storici spesso paga. E proprio Lippi, come detto,
ne sa qualcosa.
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