OTTOBRE 2000 
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FERRARI: UN ACUTO MONDIALE

Non si sa mai vista l'altalena di emozioni e risultati; ma pare proprio che la stoccata Ferrari ad Indianapolis possa essere veramente quella definitiva.
Un mondiale che sembrava già vinto dopo i tre successi iniziali consecutivi, poi rimesso in discussione dalla veemente rimonta McLaren. Sorpasso, controsorpasso, sino all'uno-due della scuderia di Maranello nei recenti Gran Premi. di Monza e  Indianapolis appunto, dove la Formula 1 mancava con una gara da tempo.
Ha vinto Schumacher, come nella gara brianzola, ma soprattutto ha "rotto", in senso meccanico naturalmente, il grande rivale, ovvero Mika Hakkinen, che ora avrà serie difficoltà nell'effettuare il controsorpasso con soli altri due GP a disposizione.
Pesa soprattutto sul campione del mondo in carica soprattutto questo; la mancanza di affidabilità della propria vettura nel momento in cui ci si gioca un mondiale su pochi punti. E' sempre stato il punto di forza della casa tedesca nei momenti caldi della stagione. Ed anche dopo la partenza lanciata ferrarista, era apparso inarrestabile il carburare di Hakkinen e Coulthard nel risalire le posizioni di vertice.
L'accoppiata vincente di Mika , a segno in Ungheria e Belgio rigorosamente davanti alle "Rosse", sembrava poter essere il punto di svolta definitivo della stagione, con Schumi scivolato a - 6 dal pilota finlandese.
Per ben 3 eventi filati nel clou stagionale Michael sembrava alle prese con la maledizione della partenza e con guai meccanici che non gli hanno consentito di mettere insieme punti. Di contro la continuità impressionante di Hakkinen ha fruttato quel sorpasso che a Indianapolis era ancora vivo per due lunghezze.
Si sono invertite invece le parti e dopo 12 Gran Premi nella quale la McLaren del 32enne scandinavo andava rigorosamente a punti, si è inceppata sul più bello, consegnando a Schumi il controsorpasso.
Si chiude allora in Oriente, Tra Giappone e Malesia, tra 8 e 22 ottobre.
Ora l'inerzia psicologica è tutta per la Ferrari mentre la pressione del risultato a tutti i costi sui rivali. Hakkinen sa che per solo per pareggiare deve assolutamente trionfare sia a Suzuka che a Sepang.
Questo perche' , in caso di un emozionante arrivo a pari punti, il ferrarista si
Laurerebbe campione in virtù del maggior numero di vittorie complessive nei Gp. (sette contro sei)
Schumi può dunque gestire la situazione, centrando anche due secondi posti. Non è la strategia preferita del tedesco, che ha già annunciato di voler attaccare e chiudere la questione alla prima occasione utile.
Abbiamo già visto d'altronde nel corso della stagione cos'abbia significato provare a gestire il vantaggio per la Ferrari. Dopo il Canada erano addirittura 24 i punti di vantaggio della "Rossa" sulla McLaren. Una voragine lentamente ricomposta, mattone dopo mattone, dalla scuderia tedesca sino al guasto al motore in terra americana.
Abbiamo dunque detto meglio evitare calcoli di sorta. Ma non si puo' non evidenziare come nel rush finale il tedesco possa avere un fattore importante però dalla sua;  se fino ad oggi il vantaggio di Mika era stato "protetto" anche dalle manovre ostruzionistiche del compagno di scuderia Coulthard, ora a parti invertite, bisognerà attendersi la rispettiva copertura di Barrichello  a favore di Schumacher.
La legge della jungla funzione più che mai nel mondo della Formula 1.

Paolo Ghisoni
 

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