SETTEMBRE 1999 
 
  
 
Reggio Calabria, una città che sogna
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Si pensava che la bella storia a lieto fine potesse trovare l’epilogo con l’evento atteso da più di mezzo secolo. Una squadra di Reggio Calabria finalmente nel gotha calcistico italiano. Una conquista della serie A entusiasmante, centrata sul filo di lana grazie al successo su un campo che ha visto la Juventus inanellare parecchi scudetti. Al “delle Alpi” lo scorso luglio l’invasione a fine gara di più di mille tifosi granata dopo il successo sul Torino  che consegnava la matematica certezza  della promozione nella massima serie, era solo una piccola macchia. Il nocciolo, il nucleo impazzito di una città che attendeva con spasmodica voglia l’appuntamento con la storia, era già per le vie di Reggio a rivendicare il diritto ad essere finalmente una grande realtà calcistica. Dopo la scomparsa di Napoli e Palermo dalla geografia nazionale pallonara, mancava chi potesse ereditare nel meridione il ruolo di società guida. ci ha pensato così l’entusiasmo del Presidente Foti e di una incredibile onda emotiva che ha accompagnato la scalata dei granata in serie A a colmare la lacuna. Il miracolo reggino però non sembra finito qui. All’uscita del calendario relativo alla nuova stagione si ipotizzava che il campionato vero della società calabrese, ovvero quello che proponeva scontri abbordabili, potesse cominciare proprio quel weekend alle spalle con la gara interna  con il Piacenza, diretta pretendente alla salvezza. I match inaugurali in serie con Juventus, Fiorentina e Bologna rigorosamente  in ordine cronologico ed anche forse di potenza  calcistica, avrebbero dovuto in teoria  consegnare briciole di punti al tecnico Colomba e ai suoi ragazzi.
Con un’altra incognita importante, ovvero lo stadio “Granillo” in piena fase di ristrutturazione e forse non pronto per la kermesse d’apertura. Con quale spirito avrebbe affrontato l’impatto con la serie A questo gruppo di ragazzi per lo più esordienti  nel calcio che conta senza nemmeno  il conforto di un pubblico incredibile?
Gli sforzi  dell’”undici” granata degli addetti al rifacimento dell’impianto si sono però  mossi magicamente nella stessa direzione ed ora siamo ancora qui a parlare  di una reggina incredibile, capace di stupire l’intero paese. Domenica il successo interno sul Piacenza avrebbe dovuto consegnare i primi punti pesanti ai ragazzi di Colomba. Invece scorrendo la classifica i calabresi sono a ridosso delle miliardarie strafavorite  Inter e Lazio e addirittura precedono parte della nobiltà azzurra del pallone. ad esempio quella Juventus bloccata tra le mura di casa  dalla grinta di capitan Giacchetta e soci nel match d’esordio proprio  al “delle Alpi”, come detto lo stadio dove il miracolo tanto atteso si era finalmente materializzato. E a pari punti  con quella Fiorentina che proprio  per prima ha sperimentato quanto  al “Granillo” l’onda d’urto emotiva ed il calore non solo metereologico della Reggio calcistica possano colmare lacune importanti.
Per ora la città del Sud sportivamente parlando al momento più importante d’Italia chiede solo di non essere svegliata da questo splendido sogno. Colomba frena gli entusiasmi e dichiara che questo momento favorevole  e l’entusiasmo  che ne deriva servono soprattutto a mettere  fieno in cascina, nel senso di punti, per quando arriverà l’inverno e inevitabilmente periodi di magra. Intanto però chi gli sta vicino e vola con la fantasia prova a ricordargli che in Calabria potrebbe continuare anche a fare caldo...

 

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