
VENERE E SERENA : LOTTA IN FAMIGLIA
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Papà Richard se lo era augurato per gli
US Open ma forse dando un'occhiata al portafoglio è andata meglio
così. A New York poche settimane fa la finale femminile tutta in
famiglia tra le Williams l'aveva evitata Martina Hingis, sconfiggendo Venus
prima di subire la vendetta in finale di Serena. A Monaco nella miliardaria
esibizione della Grand Slam Cup che raggruppa le 16 migliori giocatrici
e giocatori nelle prove Major, lo scontro tra sorelle si è puntualmente
verificato. Ci ha provato ancora la numero uno mondiale a frapporsi a quello
che sta diventando un evidente tentativo di monopolio della racchetta al
femminile. Ma la sconfitta di Martina in semifinale ha finalmente consentito
al clan Williams per la seconda volta nell'anno (dopo Key Biscayne)
di gustarsi un epilogo fratricida.
C'erano questa volta parecchi motivi d'interesse
legati al duello tra Venere e Serena. La loro rivalità prima confinata
a lotta di secondo piano sta cominciando infatti a spostarsi stabilmente
nei quartieri altissimi del tennis in gonnella. E così quella che
doveva essere secondo le rosee aspettative del mentore di entrambe, ovvero
Papà Richard, una generosa spartizione dei titoli rischia invece
di diventare un pericoloso boomerang. Soprattutto dopo la vittoria, la
prima dopo 4 sconfitte, della più giovane Serena su Venus. Sino
al recente Us Open le gerarchie familiari erano ben delineate sia per anagrafe
che per titoli. In casa Williams se ci si attendeva un successo importante,
tanto per intenderci una prova dello Slam, le aspettative maggiori ricadevano
sulla primogenita, sino ad adesso però a segno in tornei di media
importanza.
E forse proprio grazie a questo aspetto psicologico,
sul fatto di poter comunque nascondersi dietro l'ingombrante ombra della
sorella, Serena ha potuto costruire quello che è ormai a tutti gli
effetti un "golpe" tra le mura di casa. Il successo a New York di inizio
settembre su Martina Hingis è sembrato un perfetto gioco di squadra.
Venus ha impegnato la giovane svizzera sino allo stremo delle forze in
semifinale e Serena ne ha raccolto i cocci nell'epilogo conclusivo. Una
tecnica da corsa ciclistica o da altra gara a squadre. Con un piccolo granello
di sabbia però in quello che doveva essere il perfetto ingranaggio
; il ruolo del gregario.
Fino a quando la parte di sparring ha infatti
coinvolto la più giovane delle sorelle, grazie anche all'occulta
regia di un padre tuttofare, non ci sono stati intoppi.
Ma ora potrebbe invece vacillare il loro lavoro
d'equipe soprattutto dopo due titoli importanti quali Us Open e soprattutto
il più recente e diretto di Serena su Venus in finale a Monaco,
che pare aver scombussolato definitivamente equilibri e attuali
valori tennistici in casa Williams.
Lo si era notato che qualcosa potesse essersi
incrinata già dopo il trionfo americano. La CBS, televisione via
cavo americana, era riuscita a scovare nei box a bordocampo quasi una smorfia
di fastidio di Venus nel momento in cui la sorella minore con un ace portava
a casa il primo titolo dello Slam. Ora che la Grand Slam Cup ha ribadito
lo sconvolgimento delle graduatorie fratricida resta il pesante interrogativo
di quanto possa reggere ancora il teatrino allestito da Papà Richard
con la recita della famiglia no-problem nella quale l'importante non è
vincere ma partecipare ed emanciparsi dal ghetto nero di Los Angeles.
Soprattutto dopo Monaco le due Willams sono ancor
più miliardarie e la loro crescita esponenziale insieme ai relativi
equilibri non sarà assolutamente facile da gestire.
D'altronde non si può' impedire di vincere
a chi è più in forma nel nome di interessi superiori. E allora
ecco che il giocattolo che tutto il mondo del tennis in gonnella invidia
anche a mamma Oracene potrebbe guastarsi.
La recente querelle in casa Ferrari ne è
il più classico esempio. Fino a quando Irvine ha avuto compiti da
gregario, Schumacher ha fatto il bello ed il cattivo tempo a Maranello.
Ora che il tedesco è fuori gioco e l'irlandese in lotta per il titolo,
quei capricci e ripicche nascoste in passato, spuntano come funghi. Conta
vincere anche per la storia sportiva e poco importa se si devono ribaltare
situazioni date per scontate. Pare sia arrivato il tempo in cui anche l'isola
felice-Williams potrebbe accorgersene
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