| NOVEMBRE 2000 |
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Formula 1: Ferrari, anche il mondiale costruttori Alla fine va sempre a finire così. Quando si spezza un tabù che dura da troppi anni, quando un trionfo arriva dopo lunga attesa ci si dimentica di piccoli particolari che prima ero’ sembravano massi insormontabili.
Dopo la vittoria nel mondiale piloti, attesa 21 anni, è sembrato quasi naturale che seguisse quello costruttori.
Ma non va scordato che il dominio McLaren degli anni precedenti ha oscurato il mito del Cavallino Rampante anche nel gioco di squadra, da sempre punto di forza della scuderia di Maranello.
Non arrivando l’iride piloti, il fatto che si lottasse punto a punto per quello costruttori finiva per ritenersi una magra consolazione. E il fatto che si perdesse anche questo traguardo di consolazione non faceva altro che rendere piu’ pesante il macigno psicologico dell’incapacità di spezzare l’egemonia McLaren.
In questa stagione invece , come detto, i tifosi Ferrari hanno assaporato la duplice gioia, forse godendosi più la prima, quella regalata da Schumacher, piuttosto che la seconda, di squadra, matematicamente centrata dopo l’ultimo Gp di Malesia, vinto ancora dal pilota tedesco.
Anno trionfale, vittoria su tutti i fronti quindi. Un mondiale stravinto in partenza, che sembrava in bilico a metà stagione e riacciuffato con un rush finale imponente.
Ma ora il mondo della Formula 1 ha due motivi contrastanti su cui basare i propri calcoli futuri. Se da un lato il successo della casa di Maranello è certo un bene per il mondo delle quattro ruote, visto il ritorno d’immagine e la prevedibile escalation di interesse degli sponsor, va segnalato di contro ujnh dato preoccupante sul duopolio stabilito da Ferrari e McLaren nell’ambiente dei motori.
Su 17 Gran Premi la torta è stata spartita con 10 trionfi “Rossi” e sette per le “frecce argentate. Dietro loro il nulla. Anche le seconde scelte, si fa per dire, Barrichello e Coultard hanno scavato un solco più che netto su altre prime guide degli avversari.
Il duello circoscritto ormai da una quinquiennio alle due scuderie rischia di rendere arido e scontatol’interesse intorno alla Formula 1.
Se da un lato investire sulle due protagoniste significa sicura visibilità, cosa resta, se non le briciole, a chi naviga nella mediocrità e parte nel sicuro ruolo di predestinato alla sconfitta.
I paragoni con il mondo calcistico , con le “sei sorelle” candidate allo scudetto , regge fino ad un certo punto. Li ci sono più possibilità di alternative e sorprese, considerando anche i più fronti su cui le favorite devono schierarsi.
In formula 1 Ferrari e McLaren partono per un unico obiettivo. E attualmente, salvo suidici collettivi di ben quattro vetture, è quasi impossibile per chi sta dietro trovare un guizzo di notorietà.
E’ tempo, televisivamente parlando, di terzo o quarto “polo”. Altrimenti
si rischia che diventi il campionato a due con il resto degli sfidanti emarginati in una sorta di campionato di serie B.Paolo Ghisoni
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