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BASKET : IL MC DONALD'S OPEN AI CAMPIONI NBA
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Doveva essere una semplice passerella trionfale
per la squadra più titolata scesa al FilaForum di Milano in quella
che è senza dubbio la manifestazione più importante a livello
cestistico ospitata dal centro polifunzionale di Assago. Il Mc Donald's
Open si è vece arricchito di spunti tecnici ed emozioni che hanno
regalato un autentico successo a organizzatori e pubblico, accorso in massa
per ammirare soprattutto le stelle NBA. Già, loro, i San Antonio
Spurs campioni del mondo, che come detto nei pronostici della vigilia avrebbero
dovuto imporre facilmente il gap stellare che li separa dal basket di una
galassia minore.
Invece , ed anche per fortuna, non è stato
così. Non era mai successo da quando è nata nel 1987 questa
esibizione intrigante che una squadra NBA perdesse contro un quintetto
di altri paesi. Ci hanno pensato i campioni d'Italia dei Varese Roosters
a far tremare la storia e i fuoriclasse texani in semifinale. Gli uomini
di coach Galli hanno estratto dal cilindro una prestazione stratosferica
per più di 3/4 gara, costringendo gli Spurs a un finale di gara
veramente da campioni del mondo. La precaria condizione di San Antonio,
in bacino di carenaggio come preparazione per la stagione NBA che iniziera
solo il prossimo 6 novembre, non deve pero' essere una scusante per il
testa a testa che Varese è riuscita a inscenare contro stelle del
calibro di Duncan, Robinson, Elie, Jackson e Porter, incapaci di scrollarsi
di dosso un gruppo motivato e caricato a mille.
La vera finale dell'esibizione milanese si è
rivelata a posteriori proprio quella ; nell'epilogo, dopo che i brasiliani
del Vasco da Gama avevano sorpreso nell'altra semi i campioni d'Europa
dello Zalgiris Kaunas, non c'è stata assolutamente partita. Memori
anche dallo spavento corso contro i Roosters, gli Spurs hanno dominato
in lungo e in largo, aggiudicandosi il torneo con uno scarto sugli avversari
vicino ai 40 punti.
Proprio il risultato della finale mette in ulteriore
risalto l'impresa sfiorata dai lombardi. Si era parlato molto in estate
di un possibile trasferimento in America per Andrea Meneghin alla corte
dei Toronto Raptors. Ebbene contro San Antonio l'intero quintetto si è
espresso a livelli NBA. Il basket quasi perfetto espresso dai campioni
d'Italia è la testimonianza di come il nostro movimento cestistico
sia cresciuto nell'ultimo periodo, avvicinandosi ai massimi livelli mondiali.
Il titolo europeo di metà luglio vale tantissimo e la nazionale
può' viaggiare verso le Olimpiadi di Sidney del 2000 con ottimismo
giustificato. I Roosters hanno fatto tremare i totem a stelle e strisce
con forze nostrane come il sempreverde Vescovi, Meneghin appunto, Pozzecco,
Santiago e Zanus Fortes rimpinguite dai "foresti" Allen, Wucherer
e Segunda.
Insieme alle due bolognesi e a Treviso, la squadra
del patron Bulgheroni sembra dunque recuperata e pronta a far valere in
Europa, a livello di club, la leadership conquistata dagli azzurri. Dopo
un avvio stagionale a corrente alterna le emozioni forti e la consapevolezza
acquisita contro gli Spurs di potersi giocare alla pari l'ingresso nel
paradiso del canestri dovrebbero costituire carburante importantea livello
psicologico per far tornare in quota i Roosters anche a livello italiano.
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