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FORMULA 1 : HAKKINEN BIS : RAMMARICO PER MOLTI
MA NON PER TUTTI
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Giusto così. fAmale ammetterlo soprattutto
per il numeroso quanto sofferente pubblico Ferrari. Ma l’epilogo che in
Giappone ha regalato il bis nel mondiale piloti al finlandese Mika Hakkinen
ha il sapore di una giusta e degna conclusione. Ragionando da tifosi non
si potrà mai considerare meritata la vittoria McLaren. Ma se si
sposta di poco il tiro, considerando i fatti che hanno contraddistinto
l’intera stagione in particolare nel finale , si può’ forse affrontare
meglio e senza preclusioni di sorta l’argomento
A Suzuka ha vinto in parte anche la credibilità
di questo sport. Hakkinen per i puristi delle quattro ruote è stato
l’interlocutore capace di riconciliarli con una disciplina dove non conta
solo aver la macchina più veloce o essere il pilota piu’ abile.
Il giro di interessi miliardari e la volontà di tener vivo sino
all’ultimo l’interesse per un’annata straordinaria ha infatti rischiato
di far saltare in pochi giorni ogni schema.
Ricapitoliamo i fatti ; dopo la vittoria in Malesia
della Ferrari il campionato si era per poco annunciato più
avvincente che mai, con la prospettiva della resa dei conti decisiva a
Suzuka nell’ultimo Gran Premio. La squalifica della scuderia di Maranello
alcune ore dopo la fine della gara per una presunta irregolarità
nel telaio (il famoso deflettore) consegnava matematicamente il titolo
alla McLaren. Ricorsi, controricorsi, regole chiare ma interpretate, testimonianze
e spiate. Il seguito della vicenda è ormai arcinoto. Ferrari riabilitata
a Parigi da una consulta di saggi e dunque finale al cardiopalma in Giappone
per la gioia dei tifosi del cavallino ma soprattutto di organizzatori e
sponsor pronti a versare e ricevere miliardi per publicizzare un evento
che in caso contrario sarebbe stato assolutamente irrilevante. La sfida
all’OK Corral tra Irvine e Hakkinen, con a contorno Schumacher diventato
da primadonna a scudiero, ha sicuramente fornito a chi se ne doveva servire
il copione più intrigante possibile. Non importa a quale costo o
con che credibilità. L’importante era arrivare all’ultimo atto con
il fiato sospeso.
E’ qui che forse, e soprattutto se esiste, il
diavolo ha deciso di scoperchiare il pentolone di intrugli, combine e accordi
forzati che avevano tenuto in vita il momento più atteso.
Hakkinen, dato in rapida sequenza come incapace,
codardo e sull’orlo di una crisi di nervi si è dimostrato invece
più forte degli eventi a contorno della Formula 1. Doveva vincere
per recuperare lo svantaggio numerico e contemporaneamente laurearsi campione
del mondo e lo ha fatto. Cosi come ha fatto corsa di testa dal semaforo
verde sino alla bandiera a scacchi, non sbagliando nulla nel momento in
cui doveva essere il più freddo. E’ riuscito insomma laddove la
Ferrari in versione Lazzaro ha fallito.
Il suo bis mondiale rappresenta pero’ un’altro
successo che valica i gesti prettamente agonisitci.
Nel mondo dello sport sospetti e attenuanti sono
ormai all’ordine del giorno. Basti chiedere lumi agli addetti ai lavori
calciofili per sentirsi snocciolare una casistica di episodi dubbi che
hanno segnato innumerevoli stagioni. Ebbene quest’anno la Formula 1 ha
rischiato di macchiare la propria storia con il pasticcio-Ferrari nel finale.
L’errore di costruzione di un pezzo della casa italiana c’era stato
e il regolamento a proposito sulle misure parlava chiaro. Non importa se
poi è stata scovata una fantomatica soglia di tolleranza o se lo
stesso deflettore si è rivelato ininfluente nella prestazione delle
“Rosse” nel penultimo GP in Malesia. Il punto è un altro ; le regole,
se esistono e anche se non condivise, vanno rispettate. Non si è
mai visto, sempre rimanendo come esempi nell’ambito calcistico, riconsegnare
un gol regolare giorni dopo perché le moviole a posteriori avrebbero
decretato inesistente il fuorigioco segnalato sullo stesso. Inoltre mai
in decenni di attività un ricorso del genere era stato accolto.
L’intero carrozzone dela Formula 1 ha dunque
corso proprio il pericolo di finire in fuorigioco nella credibilità
di chi non si fa accecare da ragioni di tifo. La Ferrari ha perso il mondiale
piloti, vincendo tra l’altro quello costruttori. Ma l’intero mondo delle
quattro ruote si è forse risvegliato con qualche estimatore ritrovato.
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