DICEMBRE 1999 
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FORMULA 1 : HAKKINEN BIS : RAMMARICO PER MOLTI MA NON PER TUTTI
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Giusto così. fAmale ammetterlo soprattutto per il numeroso quanto sofferente pubblico Ferrari. Ma l’epilogo che in Giappone ha regalato il bis nel mondiale piloti al finlandese Mika Hakkinen ha il sapore di una giusta e degna conclusione. Ragionando da tifosi non si potrà mai considerare meritata la vittoria McLaren. Ma se si sposta di poco il tiro, considerando i fatti che hanno contraddistinto l’intera stagione in particolare nel finale , si può’ forse affrontare meglio e senza preclusioni di sorta l’argomento
A Suzuka ha vinto in parte anche la credibilità di questo sport. Hakkinen per i puristi delle quattro ruote è stato l’interlocutore capace di riconciliarli con una disciplina dove non conta solo aver la macchina più veloce o essere il pilota piu’ abile. Il giro di interessi miliardari e la volontà di tener vivo sino all’ultimo l’interesse per un’annata straordinaria ha infatti rischiato di far saltare in pochi giorni ogni schema.
Ricapitoliamo i fatti ; dopo la vittoria in Malesia della Ferrari il campionato si era per poco annunciato  più avvincente che mai, con la prospettiva della resa dei conti decisiva a Suzuka nell’ultimo Gran Premio. La squalifica della scuderia di Maranello alcune ore dopo la fine della gara per una presunta irregolarità nel telaio (il famoso deflettore) consegnava matematicamente il titolo alla McLaren. Ricorsi, controricorsi, regole chiare ma interpretate, testimonianze e spiate. Il seguito della vicenda è ormai arcinoto. Ferrari riabilitata a Parigi da una consulta di saggi e dunque finale al cardiopalma in Giappone per la gioia dei tifosi del cavallino ma soprattutto di organizzatori e sponsor pronti a versare e ricevere miliardi per publicizzare un evento che in caso contrario sarebbe stato assolutamente irrilevante. La sfida all’OK Corral tra Irvine e Hakkinen, con a contorno Schumacher diventato da primadonna a scudiero, ha sicuramente fornito a chi se ne doveva servire il copione più intrigante possibile. Non importa a quale costo o con che credibilità. L’importante era arrivare all’ultimo atto con il fiato sospeso.
E’ qui che forse, e soprattutto se esiste, il diavolo ha deciso di scoperchiare il pentolone di intrugli, combine e accordi forzati che avevano tenuto in vita il momento più atteso.
Hakkinen, dato in rapida sequenza come incapace, codardo e sull’orlo di una crisi di nervi si è dimostrato invece più forte degli eventi a contorno della Formula 1. Doveva vincere per recuperare lo svantaggio numerico e contemporaneamente laurearsi campione del mondo e lo ha fatto. Cosi come ha fatto corsa di testa dal semaforo verde sino alla bandiera a scacchi, non sbagliando nulla nel momento in cui doveva essere il più freddo. E’ riuscito insomma laddove la Ferrari in versione Lazzaro ha fallito.
Il suo bis mondiale rappresenta pero’ un’altro successo che valica i gesti prettamente agonisitci.
Nel mondo dello sport sospetti e attenuanti sono ormai all’ordine del giorno. Basti chiedere lumi agli addetti ai lavori calciofili per sentirsi snocciolare una casistica di episodi dubbi che hanno segnato innumerevoli stagioni. Ebbene quest’anno la Formula 1 ha rischiato di macchiare la propria storia con il pasticcio-Ferrari nel finale. L’errore di costruzione di un  pezzo della casa italiana c’era stato e il regolamento a proposito sulle misure parlava chiaro. Non importa se poi è stata scovata una fantomatica soglia di tolleranza o se lo stesso deflettore si è rivelato ininfluente nella prestazione delle “Rosse” nel penultimo GP in Malesia. Il punto è un altro ; le regole, se esistono e anche se non condivise, vanno rispettate. Non si è mai visto, sempre rimanendo come esempi nell’ambito calcistico, riconsegnare un gol regolare giorni dopo perché le moviole a posteriori avrebbero decretato inesistente il fuorigioco segnalato sullo stesso. Inoltre mai in decenni di attività un ricorso del genere era stato accolto.
L’intero carrozzone dela Formula 1 ha dunque corso  proprio il pericolo di finire in fuorigioco nella credibilità di chi non si fa accecare da ragioni di tifo. La Ferrari ha perso il mondiale piloti, vincendo tra l’altro quello costruttori. Ma l’intero mondo delle quattro ruote si è forse risvegliato con qualche estimatore ritrovato.
 
 
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